Consulta la «T»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera T del glossario di Verdepedia.
T.N.T. | T50 |
| Tessuto non tessuto. Tessuto sintetico poroso e leggero, costituito da fibre pressate in strato sottile. | Tempo necessario perché la concentrazione di un erbicida in comparto ambientale, in genere il terreno, si riduca del 50%. Viene normalmente espresso in giorni. |
Tablet | Tacca |
| Formulazione tipo compressa schiacciata. | Macchia o chiazza riscontrabile sulla superficie del vegetale. |
Tachinide | Tagetes |
| Famiglia di Ditteri viventi allo stato larvale generalmente a spese di altri insetti. | Piante annuali che rappresentano un mezzo di lotta biologico contro i nematodi. Infatti, i loro apparati radicali emettono delle sostanze che oltre ad attirare i nematodi, stimolano la schiusura delle uova e delle cisti (in momenti sfavorevoli ai fini del completamento del ciclo biologico) ed esplicano anche una vera azione nematocida. Sono denominate, unitamente a qualche altra specie, piante trappola. |
Taglio | Taglio corto |
| Intervento cesorio di potatura; in selvicoltura indica anche l’operazione con la quale si abbatte e si utilizza parzialmente o totalmente un soprassuolo boschivo | Tipo di potatura che accorcia molto i rami e lascia sulla pianta solo la parte basale di alcuni tralci provvista di due o tre gemme soltanto (speroni) |
Taglio del caporale | Taglio di ritorno |
| Operazione spesso eseguita per dare ai rami degli alberi da frutto una buona impalcatura e ottenere branche vigorose. A questo scopo si pratica un’energica potatura dei rami soprastanti e si eseguono delle intaccature, al di sopra delle gemme che devono dare i nuovi germogli, praticando due incisioni nella corteccia fino ad arrivare al legno e obbligando in tal modo la linfa ad affluire verso la gemma, che vegeterà vigorosamente | Accorciamento delle branche o del tronco in corrispondenza dell’attaccatura di un ramo più basso, in modo che questo, più corto, lo sostituisca nella sua funzione apicale. Serve per contenere la vegetazione entro le misure desiderate |
Taglio lungo | Taglio verticale |
| Tipo di potatura che consiste nell’eliminare la sola parte terminale del ramo lasciando intatta la massa fogliare | Operazione di aereazione del terreno nei tappeti erbosi effettuata mediante una macchina costituita da una serie di lame (fisse o incernierate), applicate all’albero rotante azionato tramite la presa di potenza del trattore (può essere anche di tipo folle sui suoi propri perni), che ruotando creano delle fessure sul terreno |
Tagliola | Talamo |
| Luogo dove temporaneamente vengono conservate barbatelle o astoni estirpati dal vivaio, interrandone la parte ipogea. | Parte basale del fiore delle Angiosperme sul quale sono disposti i verticilli fiorali. |
Talea | Talea assistita |
| Parte di pianta (ramo, radice, germoglio, foglia) distaccata e utilizzata nella moltiplicazione per radicazione diretta | Tecnica di moltiplicazione delle piante che consiste nel piegare verso il terreno un ramo in modo da interrarne la parte mediana (in corrispondenza della quale si formeranno radici avventizie) e lasciando invece fuoriuscire dal terreno la parte terminale. Una volta che l’apparato radicale avrà raggiunto una lunghezza di qualche centimetro, la piantina potrà essere staccata dalla pianta madre |
Talea di radice | Talea legnosa |
| Sezione di radice prelevata da una pianta per la moltiplicazione. | Porzione prelevata dai rami legnosi delle piante, idonea a radicare e quindi a riprodurre la pianta per intero, formando un individuo uguale a quello di provenienza |
Talea semilegnosa | Taleaggio |
| Porzione prelevata dai rami non completamente lignificati delle piante, idonea a radicare e quindi a riprodurre la pianta per intero, formando un individuo uguale a quello di provenienza | Tecnica di produzione delle talee, ovvero di porzioni di piante destinate alla moltiplicazione. |
Tallo | Tamaricaceae |
| Corpo vegetativo, caratteristico dei funghi uni o pluricellulari e di altre piante inferiori, non differenziato in radici, fusto e foglie. | Famiglia di piante legnose, arboree o arbustive, tipiche dei climi caldi e aridi, diffuse anche nelle zone costiere per la loro resistenza ai venti salmastri. Foglie: persistenti o semipersistenti, squamate, aghiformi, coriacee e prive di stipole. Frutto: a capsula, dotata di peli per favorire la disseminazione. |
Tanatosi | Tannino |
| Fenomeno per cui alcuni animali, in particolare gli insetti, simulano la morte rimanendo immobili in presenza di un pericolo incombente. | Sostanza presente in talune piante, di sapore amaro, astringente e solubile in acqua. |
Tappeto erboso | Tappezzante |
| Formazione fitta e spesso polispecifica di specie erbacee spontanee o coltivate. | Termine riferito, di solito, al portamento di una pianta e, per estensione, alla pianta stessa. Indica la tendenza di una pianta ad allargarsi sul terreno con rami sarmentosi, stoloni o altre emissioni vegetative talora in grado di emettere radici avventizie. |
Taratura | Tarso |
| Operazione di messa a punto della erogazione e della dose d’impiego dell’apparecchiatura distributrice, finalizzata all’ottenimento di una applicazione ottimale | Quinto segmento in una zampa di insetto a partire dall’inserzione sul torace. È composto di 1-5 articoli (tarsomeri) e può talora fondersi con la tibia. |
Tarsonemide | Tasso di umificazione (HR) |
| Famiglia di acari fitofagi e non, caratterizzati da uno spiccato dimorfismo sessuale. Nelle femmine le zampe del quarto paio sono molto sottili e terminanti con due setole di cui una lunga e una corta. | Rappresenta il rapporto tra gli acidi umici e fulvici ed il carbonio organico totale, è un parametro proporzionale allo stato di umificazione della sostanza organica. |
Tassonomia | Taumatopeide |
| Scienza che presiede alla classificazione delle piante e degli animali suddividendoli in diverse categorie: specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum. | Famiglia dell’ordine dei Lepidotteri con larve fornite di peli urticanti e viventi gregarie entro nidi sericei e che si spostano formando processioni. |
Tavoletta livellatrice | Taxaceae |
| Assicella di legno piatta, con una maniglia, usata per comprimere e livellare la composta. | Famiglia di piante arboree o arbustive, con chioma ramificata. Foglie: persistenti e aghiformi, appiattite, coriacee. Seme: avvolto in una struttura carnosa color rosso vivace, chiamato arillo. Tutte le parti della pianta, eccetto l’arillo, contengono una sostanza fortemente tossica. |
Taxodiaceae | Taxon |
| Famiglia di piante arboree, raramente arbustive, originarie dell’America centro settentrionale. Foglie: persistenti o caduche, aghiformi, appiattite, più o meno coriacee. Fiori: maschili in amento conico; femminili in strobili tondeggianti od ovoidali, legnosi. | Termina che indica un raggruppamento sistematico utilizzato nella classificazione degli organismi viventi. |
TB | TE50 |
| Tablet. Compresse (pastiglie) che si dissolvono nell’acqua. | Tempo occorrente perché venga prodotta una determinata risposta nel 50% degli organismi test. |
Teca | Tee |
| Astuccio sclerificato e traslucido aderente al corpo delle crisalidi entro il quale si formano le appendici del futuro adulto. A seconda che racchiudano ali, zampe, antenne o lobi mascellari, sono indicate coi nomi di pteroteche, podoteche, cheratoteche o maxilloteche. | Area di ogni buca del campo da golf, dalla quale viene effettuato il primo tiro. |
Tegole | Tegumento |
| I due grossi scleriti mobili, disposti ai lati del mesotorace e ricoprenti la base delle ali. Più comunemente però, con questo termine si indicano i due vistosi ciuffi di squame che rivestono detti scleriti. | Rivestimento esterno degli insetti o degli acari costituito da vari strati. |
Tegumento seminale | Telaio intercettatore |
| Strato duro e protettivo che avvolge il seme. | Dispositivo complementare dello “scuotitore” nella raccolta meccanica della frutta e delle olive; opportunamente posto sotto la chioma degli alberi serve ad impedire che i frutti, il cui distacco è indotto dalle vibrazioni impresse dallo scuotitore, cadano a terra. |
Teleutoconidio | Teleutosoro |
| Spora quiescente a parete ispessita prodotta da alcuni funghi, in particolare ruggini e carboni, che germina producendo un basidio. | Corpo fruttifero (soro) nel quale vengono prodotte le teleutospore. |
Teleutospora | Telio |
| Tipo di spora tipica dei funghi basidiomiceti uredinali (ruggini e carboni) capace di superare condizioni ambientali sfavorevoli. | Soro che produce teliospore. |
Teliospora | Telitoca |
| Spora quiescente a parete ispessita prodotta da alcuni funghi, in particolare ruggini e carboni, che germina producendo un basidio. | Tipo di partenogenesi (senza fecondazione) in cui nascono solo femmine, tipica di molti insetti. |
Tempo di accesso | Tempo di acquisizione |
| È il tempo che si deve rispettare dopo il trattamento prima di poter accedere di nuovo nell’area trattata. | Tempo necessario a un vettore per acquisire il virus nutrendosi su una pianta infetta. |
Tempo di carenza | Tempo di dimezzamento 50 |
| Intervallo di tempo, espresso in giorni, che deve intercorrere fra l’ultimo trattamento con un principio attivo e il raccolto. Per le derrate alimentari immagazzinate: fra l’ultimo trattamento e la immissione al consumo. | Tempo necessario perché la concentrazione di un erbicida in comparto ambientale, in genere il terreno, si riduca del 50%. Viene normalmente espresso in giorni. |
Tempo di rientro | Tempo di ritenzione |
| Tempo che deve intercorrere dal momento della effettuazione di un intervento fitoiatrico, al momento in cui l’operatore può rientrare con sicurezza nell’area trattata senza tuta o equipaggiamento protettivo, allo scopo di effettuare un’attività lavorativa (potatura, diradamento, ecc.). | Tempo di permanenza del materiale, sottoposto a trattamento, all’interno di un determinato contenitore. |
Tempo efficace mediano | Tempo letale mediano |
| Tempo occorrente perché venga prodotta una determinata risposta nel 50% degli organismi test. | Tempo occorrente perché avvenga la mortalità del 50% degli insetti test. |
Tenacità dei fitofarmaci | Tensioattivo |
| Capacità degli agrofarmaci di resistere all’azione rimovente degli agenti atmosferici e quindi di permanere il più a lungo possibile, dopo l’applicazione, sui vegetali trattati. | Prodotti che sciolto in acqua impartisce a questa alcune proprietà, come quella di facilitare e accentuare la bagnabilità, la emulsionabilità, la dispersione, ecc. |
Tensiometro | Tensione di vapore |
| Apparecchio usato per determinare indirettamente la disponibilità idrica di un terreno | Quantità di vapore di quel liquido che si trova in equilibrio termodinamico con il liquido stesso. La t. di vapore varia a seconda della struttura chimica del liquido in esame e della temperatura. Unità di misura per la pressione adottate per i fitofarmaci sono il pascal (Pa) (il Pa corrisponde alla forza di 1 newton applicato perpendicolarmente su una superficie di 1 mq), e il torricelli (Torr) (1 Torr 1 mmHg). La corrispondenza fra unità Pa e unità Torr è: 1 mmHg 133,32 Pa. |
Tensione superficiale | Tentredinide |
| Forza fisica che tende a far si che le gocce di un liquido si contraggano nell’area più piccola possibile, assumendo quindi la forma sferica. Infatti, per un determinato volume l’area più piccola è rappresentata dalla superficie di una sfera. | Famiglia di imenotteri con adulti glicifagi e con larve fitofaghe. |
Tenuipalpide | Tepalo |
| Famiglia di acari fitofagi, chiamati anche falsi ragnetti rossi, molto vicina da un punto di vista sistematico ai tetranichidi. | Struttura del fiore di alcune Angiosperme formata dall’unione di un sepalo e di un petalo (Tulipa). L’insieme dei tepali forma il perigonio. |
Terapia | Teratogeno |
| Insieme di mezzi atti a combattere una malattia. | Prodotto capace di produrre alterazioni morfologiche e funzionali negli organismi. |
Teratologia | Terebra |
| Studio delle malformazioni, delle mostruosità o delle gravi deviazioni degli organismi, rispetto al tipo normale. | Struttura dell’addome per la deposizione delle uova all’interno dei tessuti vegetali. |
Terebrante | Tergite |
| Insetto provvisto di terebra. | Estesa placca dorsale presente sull’addome di molti eriofioidei non galligeni. |
Termen | Terminale |
| Margine esterno dell’ala, tra apice e tornus. | Detto della gemma, del getto o del fiore più alto, solitamente centrale, di un fusto |
Termofilo | Termofita |
| Organismo che predilige temperature elevate. | Pianta che predilige le alte temperature. |
Termoigrografo | Termolabile |
| Strumento idoneo per il rilevamento della temperatura ambientale e del grado di umidità relativa dell’atmosfera. | Prodotto soggetto ad alterazioni per effetto del calore. |
Termoterapia | Termoumettografo |
| Tecnica che consente il risanamento di piante dalle malattie infettive di origine virale. Tale tecnica consiste nel mantenere le piante in un ambiente con temperature di 37-38°C per un prolungato periodo di tempo. Alla fine di questo periodo si preleva un apice vegetativo dalle medesime e lo si fa radicare, con il risultato di ottenere una nuova pianta che dovrebbe essere virus esente. | Strumento idoneo per la misurazione dei tempi di bagnatura delle foglie e della temperatura ambientale. Serve per determinare l’intensità di una infezione di ticchiolatura. |
Ternario | Terofita |
| Dicesi di un concime contenente i tre principali elementi della fertilità: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). | Forma di vita appartenente a piante che sopravvivono alle condizioni sfavorevoli sotto forma di seme; specie annuali ed effimere. |
Terpene | Terpenoide |
| Idrocarburo ciclico o aciclico presente negli oli essenziali e nelle resine naturali. | Gruppo chimico costituito da alcoli, aldeidi e chetoni aventi struttura analoga a quella dei terpeni. |
Terra fine | Terrazzamento |
| Le particelle più fini del terreno aventi diametro inferiore a 2 mm, comprendenti sabbia grossa (diametro da 2 a 0,2 mm), sabbia fine (diametro tra 0,2 e 0,02 mm), limo (diametro da 0,02 a 0,002 mm) e argilla (diametro inferiore a 0,002 mm). | Sistemazione a terrazze dei terreni declivi con consolidamento delle pareti a mezzo di muri, generalmente a secco |
Terreno | Terreno acido |
| Sistema costituito da materiali solidi originati dall’azione di agenti climatici e biologici, anche di, natura antropica, sugli strati più superficiali, della crosta terrestre, così da renderla utilizzabile come substrato per le colture agrarie. (Ground) | Terreno con pH inferiore a 6,5, contenente in prevalenza ioni acidi di idrogeno (H+) rispetto agli ioni basici (OH). |
Terreno agrario | Terreno alcalino |
| Parte superficiale della crosta terrestre coltivata e interessata dalle piante, formata da diverse terre e da un ricco assortimento di composti organici. | Terreno in cui prevalgono gli ioni alcalini OH sugli acidi H+. Il pH è maggiore di 7,5. |
Terreno calcareo | Terreno compatto |
| Terreno con pH superiore a 7,5, in cui l’alcalinità è determinata dalla presenza di calcare che emette ioni basici (OH). Trattato con acidi evidenzia una effervescenza. | Definizione di un terreno quando è poco permeabile all’acqua e ricco di argilla |
Terreno di medio impasto | Terreno di profondità |
| Terreno caratterizzato da una presenza di sabbia sempre inferiore al 50% e di argilla compresa fra il 10% e il 20%. È un terreno mediamente deformabile e permeabile e presenta media resistenza alle lavorazioni. Rientrano in questa tipologia i terreni limosi-sabbiosi, limosi, limoso-argillosi | Terreno sottostante il terreno agrario, di colore più chiaro, privo di sostanze organiche e spesso povero di elementi nutritivi. |
Terreno di superficie | Terreno fertile |
| Parte superficiale della crosta terrestre coltivata e interessata dalle piante, formata da diverse terre e da un ricco assortimento di composti organici | Terreno contenente un’elevata quantità di elementi nutritivi |
Terreno magro | Terreno neutro |
| Terreno contenente pochi elementi nutritivi e poca sostanza organica | Terreno con pH attorno a 7, in cui le concentrazioni degli ioni acidi di idrogeno (H+) e di quelli basici (OH) sono simili. |
Terreno pesante | Terreno povero |
| Terreno con un elevato contenuto di limo e argilla e non ben strutturato. Richiede elevati sforzi di trazione e pertanto è difficilmente lavorabile, soprattutto quando è umido. Contrario di terreno leggero. | Terreno contenente una bassa quantità di elementi nutritivi |
Terreno ricco | Terreno sabbioso |
| Terreno contenente un’elevata quantità di elementi nutritivi | Terreno naturale o artificiale contenente un’elevata percentuale di sabbia |
Terreno sciolto | Terreno sub-acido |
| Terreno che contiene più del 50% di sabbia ed è caratterizzato da una ridotta presenza di argilla. Si presenta poco deformabile, incoerente e dotato di notevole permeabilità. Offre modesta resistenza alla lavorazione ma elevata resistenza alla deformazione. Rientrano in questa tipologia i terreni sabbiosi e sabbiosi-limosi | Terreno con pH tra 5 e 6,5 |
Terreno tenace | Terreno torboso |
| Terreno caratterizzato da una presenza di argilla sempre superiore al 20% e di sabbia in misura pari o minore al 30%. Presenta elevate caratteristiche cementanti, offre alte resistenze alla lavorazione e, se umido, si presenta fortemente deformabile. Rientrano in questa tipologia i terreni argilloso-sabbiosi, argilloso-limosi, argillosi | Terreno contenente torba |
Terriccio di foglie | Terriccio universale |
| Terriccio formato da foglie ben decomposte che possono essere usate come pacciame o aggiunte al terreno per migliorarne la struttura. | Terriccio artificiale, ottenuto mescolando sabbia, torba, argilla e fertilizzanti in percentuali equilibrate, adatto alla maggior parte delle specie coltivate |
Tessitura | Tessuto |
| Ripartizione percentuale delle frazioni dimensionali solide del terreno (scheletro, sabbia, limo, argilla). È detta anche granulometria. È data dalle proporzioni in peso delle frazioni granulometriche sulla quota di terreno che passa al di sotto di un setaccio di 2 mm di diametro (terra fine): – sabbia 2-0,5 mm; – limo 0,05-0,002 mm; – argilla <0,002 mm. In funzione della tessitura i terreni vengono suddivisi in classi secondo il seguente schema:- Tessitura: grossolana – Classe tessiturale: sabbiosa (S) e sabbiosa franca (SF);- Tessitura: moderatamente grossolana – Classe tessiturale: franca sabbiosa (FS) e franca (F);- Tessitura: media – Classe tessiturale: franca limosa (FL) e limosa (L);- Tessitura: moderatamente fine – Classe tessiturale: argillosa (A), argillosa sabbiosa (AS) e argillosa limosa (AL);Per i suoli che posseggono più del 15% di ghiaia, ciottoli o schegge, si usano i seguenti aggettivi o termini modificati del termine tessiturale:- Volume di scheletro (%): 15-35 – Aggettivo del frammento roccioso dominante (ad esempio franco-ghiaioso);- Volume di scheletro (%): 35-60 – Aggettivo del frammento roccioso dominante preceduto da molto (ad esempio franco molto ghiaioso);- Volume di scheletro (%): >60 – Aggettivo del frammento roccioso dominante preceduto da estremamente (ad esempio franco estremamente ghiaioso. | Insieme di cellule che svolgono la medesima funzione all’interno di un organismo. |
Tessuto a palizzata | Tessuto cambiale |
| Tessuto parenchimatico clorofilliano della foglia formato da cellule allungate e stipate le une accanto alle altre in modo da costituire uno strato molto consistente del mesofillo. | Tessuto in grado di originare nuovi tessuti secondari nella pianta. Nelle zone temperate è attivo dall’inizio della primavera fin verso l’autunno inoltrato. È presente delle Dicotiledoni e nelle Gimnosperme |
Tessuto lacunoso | Tessuto meristematico |
| Tessuto fogliare ricco di spazi intercellulari. | Tessuto delle piante costituito da cellule capaci di moltiplicarsi per divisione. Si distinguono meristemi primari, che si trovano agli apici vegetativi di fusto, rami e radici che permettono l’accrescimento in lunghezza e meristemi secondari che consentono l’accrescimento in spessore (es. cambio) |
Tessuto non tessuto | Tessuto parenchimatico |
| Tessuto sintetico poroso e leggero, costituito da fibre pressate in strato sottile. | Tessuto delle piante, fisiologicamente attivo, composto di cellule a pareti sottili che sovente immagazzinano riserve alimentari e generalmente conservano attitudine alla funzione meristematica. Si distinguono vari tipi di parenchima: clorofilliano, di riserva, acquifero ed aerifero. |
Tessuto vascolare | Test di blocco dell’acetilene |
| Tessuto delle piante costituito da cellule allungate disposte in serie con membrana divisoria persistente (vasi chiusi o tracheidi) o scomparsa (vasi aperti o trachee). | Tecnica per evidenziare o stimare la denitrificazione mediante la determinazione dell’ossido di azoto rilasciato dal terreno trattato con acetilene. L’acetilene inibisce la riduzione dell’ossido ad azoto molecolare da parte di batteri denitrificanti. |
Test di riduzione dell’acetilene | Testimone |
| Tecnica per evidenziare o stimare l’attività nitrogenasica misurando il tasso di riduzione dell’acetilene a etilene. | In una prova aziendale ad es. di concimazione è una piccola zona dell’appezzamento concimata in modo differente rispetto a quello applicato sul resto dell’appezzamento. L’osservazione visiva permette di ottenere informazioni sull’effetto della variazione introdotta nello schema di concimazione, aiutando l’agricoltore nella taratura delle dosi più appropriate alle condizioni pedoclimatiche aziendali. Costituisce il termine di paragone per quantificare l’effetto produttivo delle dosi di concime distribuito in altre parcelle. Essa identifica il contributo che il terreno fornisce naturalmente alla nutrizione della coltura. |
Tetrachenio | Tetranichide |
| Frutto costituito da quattro acheni che si sviluppano tutti dallo stesso fiore (es. labiate). | Famiglia di acari molto dannosi alle piante chiamati comunemente «ragnetti» per la loro capacità di produrre fili sericei e, in alcune specie, di intessere fitte ragnatele. |
Tetraploide | Theaceae |
| Individuo caratterizzato da quattro corredi cromosomici, ottenuto anche artificialmente per il carattere di mostruosità (es. gigantismo) che comporta | Famiglia di piante legnose, sempreverdi, originarie delle regioni tropicali e subtropicali. Foglie: semplici e alterne. Fiori: isolati o in infiorescenze a grappolo. Frutto: capsula. |
Tibia | Tiflocibide |
| È il quarto segmento delle zampe degli insetti partendo dall’inserzione sul torace. | Sottofamiglia di insetti dell’ordine dei Rincoti. |
Tillo | Tingide |
| Estroflessione parenchimatica che si genera attorno ai vasi legnosi, provocandone a volte l’occlusione. | Famiglia dell’ordine dei Rincoti comprendente individui con ali (emielitre) espanse, membranose, interamente reticolate, e con espansioni più o meno vistose del protorace. |
Tisanottero | Titolo dei concimi |
| Insetto dell’omonimo ordine che comprende specie di piccole dimensioni con apparato boccale succhiatore-perforante a forma di cono. | Percentuale di peso dell’elemento o degli elementi fertilizzanti contenuti nel prodotto, dichiarata dal produttore, dal venditore o da chi commercializza la merce riferita al peso del prodotto così come viene commercializzato. Per i concimi fluidi è ammessa in aggiunta alla dichiarazione del titolo in peso-peso anche la dichiarazione del titolo in peso-volume a 20°C. |
Tixotropia | TL50 |
| Fenomeno per cui una sospensione rimane densa e compatta (previa aggiunta di stabilizzanti) nello stato di riposo, mentre diventa fluida in seguito ad agitazione. | Tempo occorrente perché avvenga la mortalità del 50% degli insetti test. |
TMDI | Tollerante |
| Theoretical maximum daily intake. La stima della quantità massima giornaliera del residuo che viene ingerito. Si basa sui valori della dieta media giornaliera e sui residui massimi fissati per coltura. | Detto di pianta che riesce a vivere nonostante l’attacco di parassiti o di fungo che non è più sensibile all’applicazione di un certo fungicida. |
Tolleranza | Tomento |
| Capacità di resistere, grazie a meccanismi di tipo morfo-fisiologico e biochimico, a condizioni estremamente limitanti dell’ambiente o all’attacco di parassiti. | Insieme di peli che ricopre la superficie di alcuni organi vegetali. |
Tomentoso | Tonofibrille |
| Organo ricoperto di peli cotonosi. | Sottilissime fibre muscolari. |
Tonoplasto | Top dressing |
| Membrana biologica semipermeabile e molto resistente che avvolge il vacuolo nelle cellule vegetali. | Operazione eseguita nei terreni a tappeto erboso quando è necessario colmare un avvallamento. Si tratta di ricaricare le depressioni con un miscuglio di terra e sabbia. |
Topiaria | Topofisi |
| Studio e realizzazione di ‘sculture’ vegetali mediante interventi cesori. I generi che meglio si prestano, questo tipo di arte sono Buxus e Ligustrum. Tali piante sono diventate un elemento caratterizzante del giardino all’italiana. | Fenomeno morfo-fisiologico (di natura differente dalle mutazioni gemmarie) per il quale alberi propagati con materiale prelevato in parti diverse di una stessa pianta presentano caratteristiche permanenti diverse. Questo termine viene in pratica usato per indicare lo stesso fenomeno anche a carattere transitorio; in quest’ultimo caso si suggerisce il termine di topofisi transitoria. |
Topping | Torace |
| Intervento di potatura meccanica applicato alla sommità degli alberi. | Regione del corpo dell’insetto formata da tre segmenti (protorace, mesotorace, metatorace) portanti ciascuno un paio di zampe, mentre gli ultimi due possono portare due paia di ali. |
Torba | Torba acida |
| Materiale fibroso, proveniente da zone umide, formato da residui vegetali di piante palustri parzialmente indecomposte. È un importante costituente delle composte da giardino | Ammendante. Residui vegetali fossilizzati contenenti originariamente una certa quantità di materiale terroso. Titolo minimo: 40% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Torba legnosa | Torba neutra |
| È la lignite propriamente detta; presenta un contenuto medio di ceneri del 15-20% ed un potere calorico di circa 4960 calorie sul secco. | Ammendante. Residui vegetali fossilizzati contenenti originariamente una certa quantità di materiale terroso. Titolo minimo: 20% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Torba umificata | Torbiera |
| Ammendante. Prodotto appartenente alle categorie delle torbe acide, delle torbe neutre e degli ammendanti torbosi composti aventi un contenuto in sostanza organica estraibile non inferiore al 20% della sostanza organica totale. Titolo minimo: 20% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Deposito di torba originatosi in particolari condizioni ambientali (terreno allagato e conseguente carenza di ossigeno) dall’accumulo di detriti vegetali solo parzialmente decomposti. |
Torbiera alta | Torbiera bassa |
| Si può formare nei climi caratterizzati da un’elevata piovosità, su terreni che rimangono perennemente intrisi d’acqua in presenza di muschi del genere Sphagnum che sono in grado di trattenere acqua nei loro tessuti, contribuendo al mantenimento dell’ambiente in condizioni riducenti. Il materiale torboso che si forma in queste condizioni è detto ‘torba alta’, presenta reazione acida, è povera in nutrienti e caratterizzata da un rapporto C/N uguale o superiore a 40. | Si può formare in presenza di una falda acquifera sotterranea in suoli costantemente impregnati di acqua per motivi di costituzione geologica. Il materiale torboso che si forma in queste condizioni è detto ‘torba nera o scura’, con un rapporto C/N difficilmente superiore a 30 e con una reazione neutra o debolmente acida. |
Tornus | Torsione |
| Angolo posteriore esterno dell’ala anteriore. | Operazione che consiste nel sottoporre un ramo a flessione ed a parziale rotazione intorno al suo asse. |
Tortricida | Tortricide |
| Prodotto antiparassitario attivo contro i tortricidi | Microlepidottero dell’omonima famiglia. |
Tossicità acuta | Tossicità cronica |
| Intossicazione che si avverte entro breve tempo dal momento in cui il principio attivo è stato ingerito, inalato, od assorbito attraverso la pelle. | Intossicazione che si avverte dopo un certo tempo, dovuta al graduale accumulo di sostanze tossiche in alcuni organi. |
Tossicità degli agrofarmaci | Tossicità dermale |
| Grado di pericolosità di un agrofarmaco; lo si determina considerando la dose letale 50 o la concentrazione letale 50 del principio attivo corrispondente. La tossicità può essere: acuta, se i disturbi e i sintomi si manifestano entro breve tempo dall’ingestione o dall’assorbimento del prodotto tossico; cronica, qualora l’intossicazione provochi disturbi dopo un certo tempo anche a seguito dell’accumulo nell’organismo. (Toxicity) | Dovuta all’assorbimento di una sostanza tossica attraverso la pelle. Si valuta conoscendo la DL50 dermale della sostanza in esame. |
Tossicità orale | Tossicità per inalazione |
| Conseguente all’ingestione di una sostanza tossica. Si valuta conoscendo la DL50 orale della sostanza in esame. | Dovuta alla introduzione di una sostanza tossica nell’organismo attraverso le vie respiratorie. |
Tossicologia | Tossina |
| Scienza che studia la natura delle sostanze velenose ed i loro effetti sull’uomo e sugli animali. | Prodotto derivato dal metabolismo di organismi viventi che turba la normalità delle funzioni della pianta ospite. |
TP | Traccia di sci |
| Tracking powder; polvere per traccia; rodenticida o insetticida in polvere che agisce per contatto. | Nella lamina fogliare osservata in controluce: due o più strisce più larghe delle nervature, chiare o scure, che decorrono ai lati della nervatura centrale e parallele a questa. |
Trachea | Tracheide |
| Vaso conduttore allungato, aperto, costituito da file di cellule tra loro comunicanti. | Elemento del tessuto xilematico, di forma allungata, con pareti ispessite e avente funzione di sostegno e di conduzione. |
Tracheobatteriosi | Tracheofusariosi |
| Malattia batterica che interessa i tessuti vascolari il cui lume viene occluso da batteri e/o da tille e gomme prodotte, per reazione, dalla pianta stessa. | Malattia causata da funghi del genere Fusarium, che si sviluppano all’interno dei vasi legnosi. |
Tracheomicosi | Tralcio |
| Malattie fungina che interessa i tessuti vascolari il cui lume viene occluso da batteri e/o tille e gomme prodotte, per reazione, dalla pianta stessa. | Ramo di vite. |
Tramarratura | Trans-ovum |
| Termine forestale per indicare il trattamento a ceduo eseguito tagliando i polloni sotto il livello del terreno (“tra due terre”). | Termine generale per indicare la trasmissione di un microrganismo da una generazione a quella successiva per mezzo delle uova (spesso per contaminazione superficiale). |
Transaminazione | Transconiugante |
| Reazione chimica che permette di sintetizzare, a partire da prodotti del metabolismo glucidico, aminoacidi come l’alanina, l’acido glutammico e l’acido aspartico. | Ceppo batterico originato da altri ceppi che si sono scambiati materiale genetico mediante il passaggio di plasmidi da un organismo all’altro (coniugazione) |
Transgenico | Translaminare |
| Individuo o ceppo di organismi viventi il cui patrimonio genetico è stato modificato per conferire particolari caratteri. | Capacità di un agrofarmaco di penetrare nei tessuti vegetali e traslocare dalla superficie fogliare trattata a quella opposta. Nell’uso comune significa spesso ‘citotropico’. In base alla possibilità o meno di penetrare e traslocare nei tessuti vegetali, gli agrofarmaci possono essere suddivisi nei seguenti gruppi: a) di copertura: presentano una penetrazione nulla nei vegetali ed esplicano la loro azione solo sulle superfici interessate dall’intervento; b) citotropici: sono caratterizzati da una penetrazione più o meno superficiale negli organi verdi della pianta (foglie, ecc.), senza tuttavia essere traslocati tramite il sistema linfatico; c) citotropici -translaminari: si distinguono per una penetrazione profonda, per cui nelle foglie essi sono in grado di raggiungere la lamina opposta a quella direttamente interessata dal trattamento; d) sistemici: hanno la proprietà di essere assorbiti dai tessuti vegetali e di trasferirsi nelle diverse parti della pianta tramite la circolazione linfatica ascendente, discendente, o ascendente e discendente. |
Transovarica | Trapianto |
| Modalità di trasmissione trans-ovum in cui il passaggio del microrganismo avviene per incorporazione nell’uovo a livello dell’ovario. | Pratica colturale consistente nel prelevare le piantine dal vivaio o dal semenzaio e metterle a dimora in pieno campo. |
Trappola a colla | Trappola a imbuto |
| Trappola con il fondo ricoperto di vischio o pasta adesiva, utilizzata per operazioni di monitoraggio. | Trappola conformata ad imbuto sul cui fondo si raccolgono gli insetti catturati, normalmente utilizzata per operazioni di cattura massiva dei lepidotteri. |
Trappola alimentare | Trappola cromotropica |
| Strumento capace di catturare fitofagi mediante esche alimentari. (Baited trap) | Strumento atto ad attirare gli insetti mediante l’impiego di superfici di determinate forme e colori. (Color sticky trap) |
Trappola sessuale | Traptest |
| Strumento per la cattura dei maschi di fitofagi mediante attrattivi sessuali. (Pheromone trap) | Trappole di richiamo dei fitofagi per il monitoraggio nella lotta guidata o per la distruzione degli insetti in quella biologica |
Trasduzione | Trasemina |
| Forma di trasferimento di materiale genetico nei batteri mediato dai fagi. | Semina di una specie effettuata in mezzo ad un’altra coltura |
Traslocazione | Trasmissione artificiale |
| Trasporto di materiali all’interno della pianta; assorbimento di minerali dal suolo nelle radici e loro movimento attraverso la pianta | Diffusione o introduzione di inoculo in soggetto recettivo (specialmente attraverso ferita) con operazione manuale. |
Trasmissione manuale | Trasmissione orizzontale |
| Diffusione o introduzione di inoculo in soggetto recettivo con operazione manuale. | Trasmissione di una patologia a individui della stessa generazione (generalmente mediante saliva o escrementi). |
Trasmissione verticale | Traspirazione |
| Trasmissione di una patologia a individui della generazione successiva. | Perdita di vapore d’acqua da parte della pianta principalmente attraverso gli stomi delle foglie. |
Trattamento aereo con nebbie | Trattamento antiparassitario |
| Sistema di trattamento con mezzi aeragricoli, che utilizza i gas di scarico dell’aereo per nebulizzare il liquido antiparassitario da distribuire sulle colture. | Applicazione di uno o più agenti di natura fisica, chimica, biologica, avente lo scopo di proteggere o migliorare la produzione agricola. (Treatment) |
Trattamento curativo | Trattamento eradicante |
| Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono: a) Nei riguardi delle crittogame: – azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani; – azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi. – azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione. b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento; – azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento; – azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso. c) Nei riguardi delle piante infestanti: – azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici; – azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto; – azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula. | Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono quelle indicate di seguito. a) Nei riguardi delle crittogame:- azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani;- azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi.- azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione. b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento;- azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento;- azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso. c) Nei riguardi delle piante infestanti: – azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici; – azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto; – azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula. |
Trattamento fitosanitario | Trattamento localizzato |
| Applicazione di uno o più agenti di natura fisica, chimica, biologica, avente lo scopo di proteggere o migliorare la produzione agricola. (Treatment) | Trattamento di una piccola zona o di una pianta particolare, di solito con un diserbante, un fungicida o altro agrofarmaco. |
Trattamento post-emergenza | Trattamento post-trapianto |
| L’agrofarmaco viene applicato dopo che le giovani piantine sono spuntate dal terreno. | L’applicazione degli agrofarmaci viene effettuata dopo l’avvenuto trapianto. |
Trattamento pre-emergenza | Trattamento pre-semina |
| Consiste nell’applicazione degli agrofarmaci prima che le piantine siano fuoriuscite dal terreno e cioè nell’intervallo di tempo compreso fra la semina e la emergenza della coltura. | Trattamento dei semi con una sostanza in polvere che li difende da parassiti e malattie. |
Trattamento pre-trapianto | Trattamento preventivo |
| L’agrofarmaco è applicato prima del trapianto della coltura. | Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono quelle indicate di seguito. a) Nei riguardi delle crittogame:- azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani;- azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi.- azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione. b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento;- azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento;- azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso. c) Nei riguardi delle piante infestanti: – azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici; – azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto; – azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula. |
Traumopatia | Tree climbing |
| Alterazione meccanica da ferite. | Tecnica che prevede l’arrampicata sulla pianta e che consente di ispezionare e di lavorare l’albero meglio e più da vicino. |
Treillage | Tribù |
| Termine francese che indica un graticcio, spesso usato per costruire strutture da giardino come capanni, pergole o spalliere. A volte costruito in efficaci trompe l’oeil, che, grazie alla disposizione delle listarelle che compongono i pannelli, creano una falsa prospettiva, dando l’illusione di maggiore profondità | Raggruppamento di individui con caratteristiche similari interposto, nella Tassonomia, tra Famiglia e Genere. |
Tricogrammatide | Trifido |
| Piccolo imenottero calcidoideo parassita di uova di altri insetti. | Organo diviso in tre parti; una foglia T. presenta tre lobi le cui incisioni arrivano a metà del lembo |
Trigonio | Trilobata |
| Organo che evidenzia tre facce (es. semi di molte poligonacee). | Foglia provvista di 3 lobi. |
Trinervia | Triordinata |
| Foglia con tre nervature parallele. | Particolare disposizione assunta dagli uncini ambulacrali della larva nel caso in cui, pur essendo disposti in una singola serie, presentano elementi di tre diverse lunghezze. |
Tripetide | Tripide |
| Famiglia di insetti dell’ordine dei Ditteri. | Insetto della omonima famiglia (ordine dei tisanotteri). |
Triplape | Tripode |
| Concime semplice fosfatico (CE) e concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per reazione del fosfato minerale macinato con acido fosforico e contenente come componente essenziale fosfato monocalcico. Titolo minimo: 38% P2O5 Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Sostegno a tre piedi, in legno o metallo, per rampicanti |
Triticale | Tritoninfa |
| Cereale ibrido derivante da un incrocio tra un frumento (triticum) e la segale (Secale). | Stadio di sviluppo degli acari. |
Trivella | Trofica |
| Parte terminale sclerificata dell’addome idonea a perforare i tessuti di un organo vegetale. | Che riguarda la nutrizione |
Trofobiosi | Trombidide |
| Aspetto negativo legato alla lotta chimica. Consiste in un aumento della fecondità e della longevità dei fitofagi, in seguito a modificazioni chimiche indotte nei tessuti delle piante ospiti trattate. | Ampia famiglia di acari, di colore rosso intenso od aranciato, che vivono a spese di insetti comportandosi da parassiti allo stadio larvale e da predatori in quelli di ninfa e di adulto. |
Troncata | Tronco |
| Foglia non completa nella forma, mozza. | Tratto dall’albero compreso tra il colletto e l’inserzione delle branche. Organo solitamente aereo, che sostiene le foglie, i fiori e i frutti. A volte il fusto si trasforma in organi sotterranei (rizoma, bulbo, tubero). |
Troposfera | TS50 |
| La suddivisione più bassa dell’atmosfera, nella quale hanno luogo per la maggioranza gli eventi climatici | Tempo mediano di sopravvivenza. |
Tubercolarizzazione | Tubercolato |
| Manifestazione visiva dell’attività dei batteri azoto-fissatori, simbionti delle leguminose, consistente nella formazione di tubercoli di varie dimensioni nell’apparato radicale. | Munito di tubercoli. |
Tubercolo | Tubercolo pilifero |
| Prominenza di forma globosa abituale o casuale nelle piante (es: formazione callosa o indurita tipica del perigonio nel genere Rumex o gibbosità di molti semi. Intumescenza caratteristica delle radici delle Leguminose, prodotte dal Bacterium radicicola, capace di fissare l’azoto atmosferico nel terreno | Piccola prominenza intorno al punto di inserimento dei peli. |
Tuberculariacee | Tuberiforme |
| Famiglia appartenente all’ordine delle ifali con conidiofori fittamente ravvicinati in modo da determinare dei cuscinetti compatti (sporodochi). | Ipertrofia ipogea somigliante a un tubero. Es. radici della Dahalia |
Tubero | Tuberosità |
| Ramo o fusto sotterraneo, raccorciato e globoso, munito di riserve alimentari e molte gemme (Arum, Crocus, Solanum tuberosum). Differisce dalla radice tuberosa perché questa non porta gemme. | Aspetto assunto da un organo vegetale la cui superficie esterna presenta ingrossamenti e rugosità. |
Tubetto pollinico | Tubo corollino |
| Microscopico tubo, emesso durante la germinazione dal granello pollinico, che attraversa i tessuti dell’ovario e conduce il nucleo maschile a contatto con le pareti dell’ovulo. | Nella corolla gamopetala è la porzione di petali saldati fra loro. |
Tubo cribroso | Tubo germinativo |
| Tubo formato da cellule a pareti sottili, perforate a crivelli, che entra nella costituzione dei fasci conduttori linfatici | Ifa che deriva dalla estroflessione della parete cellulare di una spora e/o del citoplasma. |
Tubo malpighiano | Tubolo germinativo |
| Lungo tubo a fondo cieco che si apre nella parte posteriore del canale alimentare della maggior parte degli insetti e funziona soprattutto come organo escretore. | Parte iniziale (premicelio) che si origina dalla spora in fase di germinazione. |
Tubuloso | Tumore |
| Tipo particolare di fiore delle composite che ha i petali saldati alla base in un tubo e recanti all’apice lacinie più o meno evidenti. | Anomala proliferazione di cellule di un tessuto vegetale la cui crescita avviene in modo abnorme, provocando la formazione di masse nodose più o meno vistose sugli organi colpiti. |
Tunica | Tunicato |
| Involucro esterno dei bulbi, formato da squame derivate da foglie regredite. Può rappresentare una zona esterna dei meristemi apicali o essere una membrana avvolgente di alcuni tipi di funghi detti Tunicati. | Coperto con una o piu’ squame che rivestono gli organi sottostanti, proteggendoli. |
Turboatomizzatore | Turgido |
| Analogamente alle irroratrici a pressione, la polverizzazione del liquido è meccanica, mentre il trasporto delle goccioline è operato da una corrente d’aria messa in movimento da uno o più ventilatori elicoidali. La corrente d’aria oltre ad assicurare il trasporto delle goccioline, contribuisce anche, per un 10-15%, a migliorare la omogeneità e finezza della polverizzazione; inoltre, oltre ad aumentare la gittata, agitando le foglie migliora la copertura e la penetrazione all’interno della vegetazione. Con tali atomizzatori si ottengono goccioline con diametri oscillanti tra 200-300 micron. | Detto di pianta o tessuto che contiene la sua completa quantità d’acqua e perciò non si trova in stato di malessere, in stress idrico. |
Turione | Turno |
| Grosso germoglio nelle prime fasi di sviluppo che si origina dal rizoma di alcune specie di cui è la porzione edule. | Nei boschi coetanei è il numero degli anni che intercorrono tra due tagli di maturità attuati sulla medesima superficie. |
Tutore | |
| Sostegno applicato, in fase di messa a dimora, a una pianta giovane per favorirne l’ancoraggio e un portamento eretto. Si distinguono in tutori vivi, se costituiti da altri alberi in vegetazione, e in tutori inerti, se costituiti da sostegni in legno, cemento, ecc. |
