Consulta la «R»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera R del glossario di Verdepedia.
Rabdovirus | Raccattatrice |
| Virus, di solito animale, contenente RNA. | Macchina per eseguire la raccattatura dei frutti dal suolo. |
Raccattatura | Raccolta |
| Raccolta dei frutti caduti al suolo. | Termine usato per indicare sia la manualità con cui i frutti vengono distaccati dalla pianta o raccattati dal suolo, sia, più estesamente, il complesso delle operazioni di campo (compreso il trasporto in magazzino) che concludono il ciclo produttivo. La raccolta può essere manuale, se il distacco dei frutti è eseguito a mano, o meccanica, se esso è provocato da apposite attrezzature. |
Raccorciamento | Racemo |
| Taglio effettuato su rami di un anno di età per favorire la vegetazione e/o su branche per favorire il taglio di ritorno e richiamare vegetazione | Infiorescenza caratterizzata da un asse principale da cui dipartono peduncoli di uguale lunghezza che terminano con un fiore. È di tipo indefinito in quanto l’asse principale non termina con un fiore. L’infiorescenza a racemo composta, detta pannocchia e che ha come esempio più conosciuto l’infiorescenza maschile del mais, è caratterizzata dall’ulteriore ramificazione dei peduncoli laterali (l’asse principale porta grappoli semplici). |
Racemo apicale | Racemo ascellare |
| Tipo di infruttescenza tipico della vite. | Tipo di infruttescenza tipico della vite |
Rachide | Rachilla |
| Asse centrale del grappolo di fiori o di frutti. | Asse della spighetta sul quale sono inseriti i fiori. |
Rachitismo | Racimolo |
| Anomalia vegetale per la quale una pianta manifesta uno sviluppo stentato. | Rametto laterale del grappolo della vite ramificato in pedicelli. |
Radiale | Radicante |
| Disposto a raggi o che è posto ai margini di uno spazio delimitato. | Fitoregolatore atto a favorire la radicazione di talee erbacee e legnose. |
Radicazione | Radicazione diretta |
| Emissione di radici. Conformazione e distribuzione dell’apparato radicale | Tipo di moltiplicazione ottenuta impiegando porzioni di pianta (radici, branche, rami, germogli, ecc.) capaci di emettere radici e originare una nuova pianta. Comprende tutti i metodi di moltiplicazione vegetativa escluso l’innesto |
Radice | Radice a fittone |
| Parte sotterranea che si sviluppa dal polo radicale dell’embrione. Ha le funzioni di assorbire acqua e gli elementi nutritivi in essa contenuti e di ancorare la pianta al terreno. | Tipica delle Dicotiledoni: la radice dell’embrione continua ad accrescersi dando origine ad un apparato radicale costituito da una radice principale variamente ramificata con radici secondarie. |
Radice aerea | Radice affastellata |
| Radice che si sviluppa fuori dal terreno, sul fusto e sui rami, e ha funzione di sostegno (come le radici fulcranti dell’Edera o quelle colonnari del Ficus) o funzione assorbente nei riguardi del vapore acqueo dell’ambiente (come in molte specie di epifite, quali le Orchidee tropicali). | Conformazione dell’apparato radicale che si ha quando la radice principale cessa il suo accrescimento e viene sostituita da un gruppo di radici secondarie, con andamento superficiale e poco esplorativo, che si sviluppano dalla zona del colletto e che presentano un accrescimento omogeneo |
Radice assorbente | Radice avventizia |
| Radice sottile, con grande superficie assorbente. | Radice che si può sviluppare alla base del caule, all’apice o nelle parti intermedie, spesso dalle gemme ascellari. Nelle Monocotiledoni la radice principale muore dopo poco tempo e l’apparato radicale è formato dalle radici avventizie |
Radice contrattile | Radice di ancoraggio |
| Radice di bulbi e cormi che si contrae facendo affondare il bulbo nel terreno. | Radice formata da robusti cordoni che fissano al suolo la pianta contrastando quelle forze che ne determinerebbero la caduta (vento, pendenza del terreno, peso della pianta stessa) |
Radice fascicolata | Radice incipiente |
| Conformazione dell’apparato radicale che si ha quando la radice principale cessa il suo accrescimento e viene sostituita da un gruppo di radici secondarie, con andamento superficiale e poco esplorativo, che si sviluppano dalla zona del colletto e che presentano un accrescimento omogeneo | Radice che si sviluppa dai fusti e che spesso abortisce. |
Radice nuda | Radice primaria |
| Indica una pianta prelevata in piena terra, contrapposta a quelle coltivate in vaso. | Radice che si sviluppa direttamente da un embrione e non dal colletto o da un nodo. |
Radice scossa | Radice secondaria |
| Indica una pianta a radice nuda, prelevata quindi dal terreno dove era a dimora, senza il pane di terra circostante le radici. | Radice sviluppatasi da un nodo o dal colletto, in contrapposizione a radice primaria. |
Radice tuberosa | Radichetta |
| Radice tozza e globosa, dotata di elevate riserve nutritive, sibile ad un tibero dal quale si differenzia per la mancanza di gemme (Dahalia). | Radice primitiva nell’embrione del seme, che in seguito diventerà la prima radice del semenzale. |
Raggio midollare | Ragnetto |
| Costituito da cellule parenchimatiche, è originato dal cambio cribro-legnoso e si sviluppa in senso radiale. Ha funzione di trasporto radiale (parenchima conduttore). | Acaro di piccole dimensioni caratterizzato da 4 paia di zampe (3 allo stato larvale) ad eccezione della fam. degli Eriofidi (2 paia) o di alcune specie apode. Sono comuni parassiti delle piante come il ragnetto rosso o quello giallo. |
Ragnetto rosso | Ramificare |
| Acaro appartenente alla famiglia dei tetranichidi, formata da un limitato numero di specie, ma di rilevante importanza poiché temibili fitofagi. Il danno è dovuto allo svuotamento del contenuto delle cellule fogliari; le foglie assumono tonalità tipiche determinate dalla specie parassit. Nelle piante ornamentali è frequente la formazione di fitte areole gialle. Possono essere contrastati impiegando la lotta biologica, che prevede la distribuzione di predatori, ma ancor oggi la difesa più efficace è quella chimica. È necessario scegliere un prodotto ovicida o larvo-adulticida a seconda del periodo di distribuzione | Formare dei rami; separare in categorie, suddividere in branche o parti costituitive; emettere rami o prolungamenti. |
Ramificazione | Ramo |
| Produzione di rami o loro disposizione sul fusto. | Germoglio completamente lignificato. Organo assile di un anno di età, destinato a divenire, a partire dal secondo anno, una branca |
Ramo a frutto | Ramo a legno |
| Ramo provvisto o di gemme a fiore o di gemme miste | Ramo provvisto di sole gemme generatrici di foglie e nuovi rametti. |
Ramo anticipato | Ramo dell’anno |
| Rametto di alcune specie fruttifere che si origina da una gemma pronta, ossia cresciuta nell’annata da un normale germoglio | Germoglio di un anno alla fine dello sviluppo che su alcune specie è fertile |
Ramo di prolungamento | Ramo di sottocchio |
| Ramo inserito all’estremità delle frecce o che prolunga le branche primarie o secondarie | Ramo originatosi da una sottogemma. |
Ramo in pancia | Ramo in schiena |
| Ramo che ha origine dalla parte inferiore di una branca principale | Rame che si sviluppa nella parte superiore della branca principale |
Ramo misto | Ramo patente |
| Ramo provvisto di gemme a fiore, a legno e a foglie | Detto di organo che diverge considerevolmente da quello su cui è inserito, dirigendosi verso l’esterno; di qui «rami patenti», ossia rivolti in fuori. |
Ramo stipulare | Rampicante |
| Ramo originatosi da una sottogemma. | Pianta con fusto esile che si allunga sostenendosi ad altre piante o muri etc. I mezzi impiegati sono: fulcri, viticci o movimenti avvolgenti del fusto (Ipomea). |
Randomizzazione | Ranker |
| Nelle prove sperimentali è la disposizione casuale delle unità sperimentali (parcelle) adottata per minimizzare gli effetti della variabilità dell’ambiente sulle misurazioni effettuate. | Suolo poco evoluto, più o meno acido, povero in calcio, che si forma su roccia madre non calcarea, in particolare su rocce eruttive o metamorfiche. |
Raschiatura | Razza |
| Asportazione della porzione morta di corteccia e del legno, eseguita a scopo di risanamento. | Piccolo raggruppamento della Sistematica inferiore alla Specie, che comprende organismi aventi in comune caratteri biologici ben distinti, rispetto ad altri gruppi razziali, trasmissibili per eredità. Rappresentano i prodotti della ibridazione nei quali restano fissati i caratteri di pregio posseduti dai progenitori. |
Razza fisiologica | Razza geografica |
| Gruppo di individui aventi in comune caratteristiche fisiologiche ben distinte, trasmissibili per eredità. | Gruppo di individui aventi in comune caratteristiche ben distinte, trasmissibili per eredità, che hanno subito modificazioni rispetto all’assetto genico della specie derivanti da particolari condizioni ambientali e di isolamento |
Razza patogenetica | Razzatura |
| Gruppo di individui aventi in comune caratteristiche patogenetiche ben distinte. | Soppressione del moncone del soggetto, eseguita in vivaio od al trapianto, al disopra del punto di innesto. Questo termine è usato anche per indicare la speronatura talvolta eseguita in vivaio sugli astoni invenduti, al fine di rinnovare la vegetazione dalla base |
RB | RCI |
| Bait ready for use; esca pronta per l’uso. | Regolatore di crescita. Sostanza che regola, inibendo o accelerando lo sviluppo, di determinate parti o stadi delle piante e degli animali. Insetticida che esplica la sua attività su biochimismi specifici degli insetti, senza interferire sulla biologia degli animali a sangue caldo. Si distinguono in Regolatori di crescita propriamente detti (IGR) ed in Inibitori di crescita degli insetti (IGH) |
Reazione | Rebbio |
| Grado di acidità o di alcalinità di un terreno o di una composta. La reazione è misurata in base al pH. | Il dente di una forca, di un rastrello o di un altro attrezzo. |
Recettività | Recettore |
| Dal punto di vista patologico è un particolare stato dell’organismo o una sua caratteristica congenita propizia all’insorgere di una data malattia. | Molecola (sovente sulla superficie cellulare) che si combina specificamente con un’altra molecola o struttura. |
Refrattarietà | Registro dei trattamenti |
| Resistenza pre-infezionale delle piante; si può avere: una r. alla contaminazione, una r. alla inoculazione e una r. alla diffusione della malattia. | il Ministero della Sanità, con il decreto n. 217 del 25 gennaio 1991, ha istituito il Registro dei trattamenti (o Quaderno di campagna) che ogni produttore agricolo deve aggiornare almeno ogni 15 giorni annotandovi i trattamenti effettuati sulle diverse colture. L’obbligo della tenuta del Registro dei trattamenti od in alternativa della Scheda dei trattamenti in agricoltura (versione semplificata del Registro medesimo) dopo ripetuti rinvii può ritenersi attualmente in vigore. |
Regolatore di crescita | Reimpianto |
| Sostanza che regola, inibendo o accelerando lo sviluppo, di determinate parti o stadi delle piante e degli animali. Insetticida che esplica la sua attività su biochimismi specifici degli insetti, senza interferire sulla biologia degli animali a sangue caldo. Si distinguono in Regolatori di crescita propriamente detti (IGR) ed in Inibitori di crescita degli insetti (IGH) | Piantagione arborea eseguita su terreno precedentemente occupato da alberi della stessa specie. Può comportare l’insorgenza della stanchezza del terreno. |
Reinnesto | Reiterazione |
| Innesto eseguito su alberi adulti, franchi di piede o innestati, per sostituire la cultivar-nesto. | Ripetizione delle strutture elementari nelle piante. |
Reniforme | Repellente |
| A forma di reni. | Prodotto che per il particolare odore, colore, effetto meccanico, ecc., è capace di respingere i fitoparassiti. |
Repressione | Repressività |
| Inibizione dell’espressione di un gene da parte di un agente (repressore). | Capacità di un terreno di limitare o bloccare lo sviluppo di alcune specie di funghi patogeni. |
Repugnatorio | Residui di macellazione idrolizzati |
| Detto di ghiandole secernenti prodotti di odore sgradevole, a scopo di difesa. | Concime organico NP. Prodotto ottenuto da residui di macellazioni vari per idrolisi parziale a 130 °C. Titoli minimi: 5% N + P2O5; 3% N; 2% P2O5; 22% C organico Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Residuo colturale | Residuo fisso |
| Materiale lasciato dalla pianta durante le fasi di rinnovo degli apparati ipogei ed epigei. | Residuo che rimane dopo incenerimento a 550°C, dopo la perdita per volatilizzazione dei composti organici e la decomposizione di alcuni sali minerali. |
Residuo insolfonabile | Residuo Massimo Ammesso |
| Percentuale di un olio minerale non solubile in acido solforico. Indica la quantità di idrocarburi saturi presenti in un olio insetticida. Più elevato è il residuo insolfonabile di un olio, maggiore risulta la sua tollerabilità da parte della vegetazione delle piante. | È la quantità massima di sostanza attiva consentita come residuo nei prodotti alimentari posti in commercio e destinati all’alimentazione. Esprime la quantità massima di sostanza attiva che in fase di sperimentazione ha dimostrato di non arrecare danno alla salute. |
Residuo tossico | Resina |
| Quantità di sostanza tossica riscontrabile nel prodotto agricolo commestibile a seguito del trattamento fitosanitario. Si esprime in mg/kg o in ppm. (Toxic residues) | Sostanza secreta dai canali resiniferi delle conifere. |
Resina sintetica insolubile a scambio ionico | Resine scambiatrici di elementi |
| Prodotto ad azione specifica su suolo. Prodotto ottenuto per sintesi chimica a base di resina polistirolica reticolata con gruppi funzionali capaci di cedere ioni per doppio scambio. Titoli minimi: 0,9% P2O5; 2% K2O; 2% N nitrico e N ammoniacale. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Prodotto ad azione specifica su suolo. Preparazione industriale per sintesi chimica di copolimeri reticolati con il successivo inserimento di funzioni per lo scambio di ioni. Titoli minimi: capacità di scambio totale CST (anionica + cationica) 150 cmol/kg di sostanza secca. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Resistente | Resistenza |
| Detto di pianta in grado di superare completamente o parzialmente l’attacco di un organismo parassita o di una malattia. Indica anche parassiti o malattie che non sono più sensibili a un certo prodotto chimico. | Diminuzione di sensibilità ad un certo antiparassitario; si registra sia nel campo della lotta agli artropodi, relativamente all’attività esplicata da diversi insetticidi (contro afidi, psille, ecc.) ed acaricidi, sia, da qualche tempo, anche nella difesa anticrittogamica, in merito all’efficacia espressa da alcuni fungicidi sistemici. |
Resistenza al dilavamento | Resistenza ecologica |
| Capacità di un agrofarmaco distribuito sulla vegetazione di opporsi alla sua rimozione da parte della pioggia. | Capacità di un sistema di mantenere il suo stato originario resistendo a cambiamenti determinati da un disturbo. |
Resistenza monogenica | Resistenza poligenica |
| Capacità intrinseca di un organismo di opporsi all’azione di un parassita. È legata alla presenza di un solo gene. | Capacità intrinseca di un organismo di opporsi all’azione di un parassita. Si differenzia dalla r. monogenica in quanto è legata alla presenza di più geni. |
Respirazione | Resta |
| È la funzione comune alle piante ed agli animali per la quale l’organismo si appropria di ossigeno ed elimina anidride carbonica. Avviene nel protoplasma cellulare che ricava energia dalla ossidazione di carboidrati e grassi. La respirazione può essere anaerobica quando non comporta consumo diretto di ossigeno: avviene nelle piante inferiori. | Tipica di alcune Graminacee è un prolungamento a forma di setola, solitamente filiforme, posta all’apice delle glume o all’apice, alla base o sul dorso del lemma. |
Restata | Rete alimentare |
| Pianta provvista di arista. | Sistema trofico costituito dall’intersecarsi delle diverse catene alimentari |
Reticolato | Retinacolo |
| Struttura simile ad una rete. | Nei lepidotteri è il nome dato agli organi presenti alla base delle ali anteriori, sulla loro faccia inferiore, destinati ad allogare e bloccare i frenuli delle ali posteriori. Nel maschio è generalmente costituito da una lamina membranosa, più o meno larga e spiralata, disposta a ridosso della subcosta mentre nella femmina è formato da un complesso di lunghe e robuste squame disposte a palizzata, site alla base della cellula discoidale. |
Retinervia | Retrogradazione |
| Dicesi della foglia delle Dicotiledoni nella quale i fasci conduttori sono disposti secondo un reticolo. | Processo cui va incontro un elemento, tipicamente il fosforo, nel terreno passando da forme più o meno disponibili per le piante a forme indisponibili. |
Retuso | Revoluto |
| Con insenatura apicale. | Organo arrotolato in dentro o in fuori. |
Ribosoma | Ricadente |
| Organello cellulare composto di proteine e RNA. | Dicesi del portamento delle piante che si piegano verso terra. Molte piante ricadenti vengono coltivate come rampicanti fissandole su tutore |
Ricchezza | Riccio |
| (Specifica) componente della diversità specifica; il numero di specie presenti in un’area | Involucro munito di spine che racchiude le castagne. |
Ricettacolo | Richiesta biochimica di ossigeno a cinque giorni |
| Parte basale del fiore delle Angiosperme sul quale sono disposti i verticilli fiorali. | È la quantità di ossigeno richiesta per ossidare, tramite respirazione dei microrganismi presenti, la sostanza organica biodegradabile presente in un campione di refluo posto a incubare per cinque giorni a 20°C. È un indice della sostanza organica biodegradabile presente. |
Rickettsia | Ricombinante |
| Minuscolo organismo che si colloca, come dimensioni, tra i virus e i batteri. | Organismo che contiene una nuova combinazione del materiale genetico. |
Ricovero in tagliola | Riduttasi |
| Piante, talee o fusti vengono disposti in posizione eretta o inclinata in una trincea che viene poi colmata di terra e rassodata. | Enzima che catalizza le reazioni di riduzione. |
Riduzione assimilatoria dei nitrati | Riduzione dissimilatoria dei nitrati |
| Processo di riduzione dei nitrati ad ammoniaca, da parte dei vegetali e dei microrganismi, per la sintesi cellulare. | Trasformazione, da parte di microrganismi eterotrofi, dei composti dell’azoto dalla forma ossidata alla forma ridotta, fino a protossido di azoto e azoto molecolare. I composti si liberano in atmosfera sotto forma di gas; si tratta di una via di fuga dell’azoto dal suolo all’atmosfera. |
Riequilibratura | Rifilabordi |
| Tecnica di potatura della chioma volta ad eliminare quei rami troppo sviluppati, in lunghezza o diametro, che potrebbero alterare la stabilità o l’armonia estetica della pianta | Attrezzo manuale o meccanico impiegato per tagliare l’erba nelle aree inaccessibili al rasaerba, quali ad esempio i margini delle aiuole in prossimità di sassi, piante etc. |
Rifiorente | Rimboschimento |
| Pianta che produce fiori più volte e quasi senza interruzione durante una sola stagione. | Operazione selvicolturale consistente in semine o piantagioni artificiali volte a ripristinare una vegetazione forestale permanente su superfici precedentemente destinate a usi diversi dal bosco (es. pascoli, coltivazioni, ecc.). Non sono pertanto da considerarsi rimboschimenti le piantagioni attuate nell’ambito dell’arboricoltura da legno in quanto queste non sono, per loro natura, a carattere permanente. |
Rimonda | Rincalzare |
| Operazione di potatura che consiste nell’eliminazione dei rami secchi, malati o esauriti, di quelli in sovrannumero o in competizione con altri rami | Ammucchiare terra intorno alla base e al fusto della pianta |
Rincalzatrice | Rincalzatura |
| Macchina costituita da un telaio formato da barre orizzontali e trasversali sulle quali sono montati corpi lavoranti particolari, atti a spostare il terreno dalle interfile ai piedi delle piantine. Ciascuno di questi corpi è costituito da un vomere a pianta triangolare con due lati eguali taglienti, che si raccorda a un piccolo versoio a due falde disposte simmetricamente rispetto all’asse delle bure | Pratica agronomica che consiste nel rimuovere il terreno dall’interfila e addossarlo sul piede della pianta per favorirne lo sviluppo o l’eziolamento |
Rincote | Rinettante |
| Ordine dei R. o Emitteri: insetti terrestri, acquaioli o acquatici, alati o no, di varia consistenza, livrea e dimensione. Apparato boccale succhiatore perforante. Es afidi o pidocchi delle piante. | Coltura che, grazie al proprio sviluppo rapido e vigoroso, consente una notevole diminuzione delle infestanti con ripercussioni positive sulle coltivazioni successive. |
Rinfoltimento | Ringiovanimento |
| Operazione selvicolturale attuata all’interno di boschi già esistenti allo scopo di aumentare la densità o migliorarne le funzioni. I rinfoltimenti prevedono l’esecuzione di semine o piantagioni artificiali, nonché particolari azioni di salvaguardia della rinnovazione naturale presente nel bosco stesso | Complesso di operazioni intese a rallentare il processo di invecchiamento della pianta privandola delle parti secche, malate o rotte |
Rinnovazione naturale | Rinvasare |
| Rinnovo del bosco ottenuto senza il ricorso a semine o piantagioni artificiali e cioè per disseminazione naturale o mediante il ricaccio di polloni dalle ceppaie | Trasferire una pianta da un vaso in uno più grande aggiungendo o sostituendo la composta. |
Ripichettatura | Riposo del terreno |
| Trapianto di giovani piantine nate da seme in vivaio allo scopo di distanziarle convenientemente e agevolare il completamento dello sviluppo prima della messa a dimora definitiva. | Terreno (lavorato o no) tenuto senza colture. |
Riposo vegetativo | Riproduzione |
| Periodo, durante il ciclo vitale di una pianta, in cui non viene prodotta nuova vegetazione, di solito in inverno, ma anche in estate nelle regioni a clima moto caldo e asciutto. | Processo fondamentale proprio degli esseri viventi che permette il mantenimento e la propagazione della specie nel tempo e nello spazio. |
Riproduzione agamica | Riproduzione asessuata |
| Tecnica di propagazione che avviene per via vegetativa, ossia senza l’intervento degli organi sessuali, che permette di produrre piantine uguali alla pianta madre. Si usano porzioni di piante (talea, margotta, innesto, rizomi, stoloni, tuberi, bulbi) che possono originare gemme e radici. | Tecnica di propagazione che avviene per via vegetativa, ossia senza l’intervento degli organi sessuali, che permette di produrre piantine uguali alla pianta madre. Si usano porzioni di piante (talea, margotta, innesto, rizomi, stoloni, tuberi, bulbi) che possono originare gemme e radici. |
Riproduzione gamica | Riproduzione per seme |
| Tecnica di propagazione sessuata, ottenuta cioè per seme in seguito ad un normale processo fecondativo, che permette la trasmissione nel tempo di una infinità di variabili genotipiche sia nelle piante madri che nelle nuove piantine. | Tecnica di propagazione sessuata, ottenuta cioè per seme in seguito ad un normale processo fecondativo, che permette la trasmissione nel tempo di una infinità di variabili genotipiche sia nelle piante madri che nelle nuove piantine. |
Riproduzione sessuale | Riproduzione sessuata |
| È la perpetuazione delle specie che si realizza per semi o spore. | Tecnica di propagazione sessuata, ottenuta cioè per seme in seguito ad un normale processo fecondativo, che permette la trasmissione nel tempo di una infinità di variabili genotipiche sia nelle piante madri che nelle nuove piantine |
Ripulitura | Ripuntatore |
| Operazione selvicolturale finalizzata all’eliminazione di erbe o arbusti infestanti o comunque dannosi allo sviluppo dei giovani impianti. | Macchina costituita da una vagheggia (o da un secondo vomere dotato di versoio accorciato) a pianta triangolare allungata che penetra nel terreno sul fondo del solco e vi opera una rottura che lascia il terreno stesso sminuzzato e soffice senza portarlo in superficie. Si impiega accoppiato all’aratro. |
Ripuntatura | Riscaldamento basale |
| Lavorazione del terreno che prevede il taglio verticale del terreno sodo senza alterazione del profilo. Comprende un insieme abbastanza eterogeneo di lavorazioni eseguite in contesti diversi e con finalità differenti con macchine operatrici di differente concezione. In generale la caratteristica comune è quella di eseguire dei tagli relativamente profondi in virtù dell’approfondimento degli organi lavoranti e dell’avanzamento del trattore. | Trattamento termico alla base delle talee per incrementare l’attitudine rizogena. |
Rischio nitrati | Risorsa |
| Locuzione sintetica per intendere i rischi ambientali derivanti da eccesso di nitrati nell’agrosistema e che si concretizzano nella lisciviazione verso le falde o nel ruscellamento in acque superficiali. | Componente ambientale utilizzata da un organismo vivente. |
Risposta numerica | Ristagno |
| Cambiamento nella dimensione di una popolazione di predatori in risposta a un cambiamento nella densità della preda. | Rallentamento o interruzione del flusso delle acque a causa di ostacoli. Di solito si riferisce al r. idrico che avviene in un terreno poco permeabile, di struttura compatta. Il ristagno, anche se di breve durata, provoca fenomeni di asfissia all’apparato radicale a cui poche piante coltivate sono in grado di sopravvivere. |
Ritardante di crescita | Ritenzione fosfatica |
| Fitoregolatore esogeno che, irrorato su alberi in accrescimento, ne riduce lo sviluppo e ne favorisce la messa a frutto. | Capacità di un terreno di trattenere il fosforo impedendone la lisciviazione, attraverso meccanismi di adsorbimento, di insolubilizzazione, di fissazione. È determinata dalla presenza di superfici per l’adsorbimento anionico (argilla, sostanza organica), di leganti (idrossidi di Fe e Al), di calcare. Costituisce una proprietà positiva per la salvaguardia ambientale laddove le distribuzioni di reflui zootecnici siano commisurate alle asportazioni azotate della coltura, che determinano di conseguenza consistenti residuazioni di fosforo nel terreno. |
Ritenzione idrica | Ritidoma |
| Mancata o ritardata eliminazione dell’acqua da parte di un organismo. | Strato corticale costituente la scorza, costituita da tessuti morti di tipo suberoso, spesso fessurata e notevolmente sviluppata in alcune piante arboree. |
Ritmo circadiano | Rittocchino |
| Ritmo che regola processi svolti nelle 24 ore, con frequente riferimento all’alternanza fra attività diurne e notturne. | Sistemazione tipica italiana dei terreni collinari, secondo la quale l’asse maggiore degli appezzamenti (dei filari, dei fossi e delle arature) corrisponde alle linee di massima pendenza. |
Rizobio | Rizoderma |
| Batterio capace di vivere in mutualismo con le piante superiori | Tessuto tegumentale della porziorie radicale più vicina all’apice presentante una zona liscia e una ricoperta dai peli radicali con funzione assorbente. |
Rizofago | Rizogenesi |
| Specie animali (insetti, ecc.) che attacca le radici delle piante. | Formazione di radici nell’autoradicazione. |
Rizoide | Rizoma |
| Filamento ifale rigido, simile a radice. | Fusto sotterraneo o strisciante, irregolare, radiciforme. Si differenzia dalle radici poiché possiede gemme che formano polloni e radici. Spesso ha funzione di riserva. |
Rizomatosa | Rizomorfa |
| Pianta provvista di rizoma, fusto sotterraneo o strisciante, irregolare, radiciforme. Il rizoma si differenzia dalle radici poiché possiede gemme che formano polloni e radici. | Formazione miceliare di alcuni funghi (in genere agenti di marciumi radicali) che, con aspetto simile ad una vera e propria radice, si diffonde anche per diversi metri nel terreno o sotto la corteccia delle piante parassitizzate. |
Rizosfera | RMA |
| Regione del suolo che è a contatto e circonda le radici. La microflora è sovente più ricca di quella del terreno lontano dalle radici. | Residuo Massimo Ammesso. È la quantità massima di sostanza attiva consentita come residuo nei prodotti alimentari posti in commercio e destinati all’alimentazione. Esprime la quantità massima di sostanza attiva che in fase di sperimentazione ha dimostrato di non arrecare danno alla salute. |
RNA | Robinieto |
| Sigla con cui viene indicato l’acido ribonucleico; ha la funzione di portare l’informazione genetica del DNA ai sistemi aventi il compito di sintetizzare le proteine. | Boscaglia con prevalenza di robinia, spesso accompagnata da arbusti quali sambuco e vitalba. |
Roccaglia | Roccia |
| Insieme di sassi, rocce e terreno assimilabile alle formazioni rocciose spontanee ospitanti piante erbacee perenni e piccole arbustive da fiore | Aggregato di minerali. |
Roccia calcarea | Roccia carbonatica |
| Roccia contenete elevati quantitativi di calcio e magnesio che origina suoli c., con ph superiore a 7. | Roccia costituita da almeno il 50% di minerali carbonati, tra cui calcite e dolomite. |
Roccia evaporitica | Roccia madre |
| Roccia formata da depositi salini derivanti da precipitazione diretta da soluzioni concentrate. | Roccia affiorante, nuda, che rappresenta il substrato pedogenetico. |
Roccia magmatica | Roccia metamorfica |
| Roccia derivante dalla solidificazione di un magma, che può avvenire lentamente, nella crosta terrestre, dando rocce intrusive oppure in superficie, in modo rapido, dando rocce effusive. | Roccia secondaria, derivante dalla trasformazione di una precedente roccia magmatica, sedimentaria o metamorfica. |
Roccia sedimentaria | Rodenticida |
| Roccia derivante dal deposito di frammenti di rocce e minerali di dimensioni variabili, erosi e trasportati dai venti, da corsi d’acqua, dal mare o dai ghiacciai. | Prodotto che combatte i roditori (topi, ratti, ecc.). |
Rodilegno giallo | Rodilegno rosso |
| Nome comune della Zeuzera pyrina, Lepidottero dannoso alle piante quando si trova allo stadio larvale. Il bruco può raggiungere i 5-6 cm. | Nome comune del Cossus cossus, lepidottero dannoso alle piante quando si trova allo stadio larvale. Il bruco può raggiungere i 9-10 cm. |
Rosetta | Rostro |
| Appendice bucherellata da montare sul becco dell’annaffiatoio per far uscire l’acqua a getto fine. In botanica, si indica il mazzetto di foglioline sovrapposte che si dipartono dal centro di una pianta, spesso quasi a livello del suolo o il tipo di accrescimento caratterizzato da un diminuito sviluppo degli internodi, con conseguente addossamento delle foglie. | Appendice del conidio. Struttura anatomica dell’apparato boccale dei Rincoti costituita dal labbro inferiore che si presenta alquanto allungato e percorso ventralmente da un solco longitudinale atto ad alloggiare gli stiletti boccali. |
Rotonda | Rough |
| Lamina fogliare con perimetro tondeggiante. | Area sul campo da golf a fianco di ogni farway e dei green. |
Round tablet | Roveto |
| Formulazione tipo compressa ovalizzata. | Formazione arbustiva sarmentosa caratterizzata dal Rubus |
Rpm | Ruderale |
| Misura della velocità di rotazione; equivalente all’italiano ‘giri al minuto’. | Specie vegetale che vive sui ruderi. |
Ruffetto d’ossa | Ruggine |
| Concime organico NP derivato dai residui della pulitura delle ossa prima della rimozione della gelatina. Titoli minimi: 15% N + P2O5; 3% N; 12% P2O5. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Nome comune del genere Puccinia comprendente specie crittogame dannose alle piante. Sintomatologia determinata dalla presenza sulle foglie di numerose e piccole pustole (sori) costituite da ammassi di spore. |
Rugginosità | Rullatura |
| Nelle piante è rappresentata da lesioni istologiche superficiali, riparate poi da successivi processi di suberificazione. | Lavorazione del terreno eseguita in genere come lavoro complementare prima, dopo o contemporaneamente alla semina. Si esegue per molteplici finalità, tra le quali quella comprimere il terreno in superficie in modo da far aderire meglio le particelle terrose al seme, sgretolare ulteriormente le zollette superficiali per ottenere una superficie meno irregolare e ridurre le fallanze in emergenza, rendere più regolare la superficie lasciata da un lavoro complementare grossolano o ridurre l’eccessiva sofficità di un terreno lavorato con la fresatura. |
Rullo compressore | Ruscellamento superficiale |
| Macchina operatrice predisposta a compattare e livellare il terreno in superficie svolgendo nello stesso tempo un’azione di rottura delle zolle più grossolane. Spesso viene impiegata anche subito dopo la semina per costipare il seme. I rulli sono costituiti da cilindri di lamiera metallica montati folli sul medesimo asse con una certa possibilità di gioco fra l’uno e l’altro, onde permettere un migliore movimento nelle curve e un più sicuro adattamento alle sinuosità del terreno. Al fine di consentire un maggiore adattamento della macchina ai diversi terreni, una delle pareti di estremità del cilindro viene munita di tappo a chiusura ermetica, attraverso la cui bocca si introducono acqua o sabbia nelle quantità volute; con ciò si può regolare il peso del complesso a seconda delle esigenze. | Consiste nel movimento, sulla superficie del terreno, dell’acqua di pioggia che non ha avuto modo di infiltrarsi. Costituisce una modalità di immissione di composti nutritivi nelle acque superficiali, perché con l’acqua di ruscellamento vengono trasportate sia le forme solubili, sia quelle legate alle particelle di terreno che vengono veicolate per erosione. |
Rustica | Rusticità |
| Detto di pianta in grado di sopravvivere all’aperto durante l’inverno, ma per estensione di adattarsi a terreni scadenti e di resistere all’attacco di insetti. | Caratteristica di resistenza delle piante alle condizioni climatiche, pedologiche e parassitarie. Spesso è riferita alla capacità di sopravvivenza alle basse temperature |
Rutaceae | |
| Famiglia di piante erbacee o legnose, arbustive od arboree, ricche di sostanze aromatiche. Foglie: caduche o persistenti, semplici o composte, prive di stipole, disposte sui rami in modo spiralato, alterno od opposto. Frutto: esperidio, capsula o samara. |
