Consulta la «P»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera P del glossario di Verdepedia.
P.A. | P.P.O. |
| Principio attivo. Parte del formulato antiparassitario che esplica l’azione tossica nei riguardi del patogeno o del fitofago. | Prodotto per Piante Ornamentali |
Pabulum | Pacciamante |
| Substrato nutritivo naturale od artificiale. | Materiale vegetale o di sintesi, quali paglia, strame, corteccia o film plastici, impiegato per coprire il suolo al fine di impedire lo sviluppo delle erbe infestanti e l’evaporazione. |
Pacciamatura | Padiglione |
| Copertura del terreno con paglia, strame o film plastici per impedire lo sviluppo delle erbe infestanti e l’evaporazione del terreno (Mulching) | Piccola costruzione in materiali diversi; in epoca vittoriana una sorta di capanna rustica, solitamente in legno. |
Paesaggio | Paesaggio vegetale |
| In senso geografico è la porzione di territorio definita da una combinazione caratteristica di ecosistemi. | Area caratterizzata da un determinato insieme di fitocenosi. |
PAGE | Pagina fogliare |
| Poly acrylamide gel electrophoresis: elettroforesi su gel di poliacrilamide. Tecnica usata soprattutto per la separazione di proteine (ma anche acidi nucleici) in base al loro peso molecolare. | È così chiamata la superficie inferiore o superiore della lamina fogliare. |
Pagina inferiore | Pagina superiore |
| Parte inferiore della foglia, sede degli stomi. | Parte superiore della foglia. Alcune piante presentano la P. S. lucida onde riflettere i raggi solari ed evitare il surriscaldamento della foglia, in altre è rigida, per la presenza di tessuti lignificati allo scopo di evitare l’appassimento durante la stagione arida. |
Palco | Palea |
| Insieme di due o più branche inserite sul tronco circa alla stessa altezza. | Nel fiore è la paglietta ventrale. |
Palina | Palmata |
| Termine forestale che indica lo stadio di vegetazione delle fustaie successive al forteto e comprendente il periodo che va dal momento in cui cominciano a disseccare i rami inseriti nella parte inferiore dei fusti fino al momento corrispondente al massimo accrescimento in altezza degli alberi. | Foglia a lobi divergenti, come le dita della mano aperta. |
Palmatifido | Palmatinervio |
| Dicesi di lembo fogliare diviso fin alla sua parte mediana, secondo la sua impalcatura mediana. | Lembo fogliare nel quale le nervature divergono dalla base fogliare come le dita di una mano. |
Palmato-lobato | Palmetta |
| Foglia con disposizione palmare dei lobi. | Forma di allevamento, adottata soprattutto per le piante fruttifere, in cui i rami principali sono allevati a ventaglio contro un muro, una recinzione o un sostegno di altro tipo. Le branche devono essere ben equilibrate e giustamente inclinate, per regolarne la crescita, senza arrivare a intersecarsi. Questa forma di allevamento ha subito negli anni notevoli variazioni. Tra le vecchie forme, ormai ritenute obsolete, si ricorda: palmetta a U (le branche primarie sono opposte, orizzontali nel primo tratto e verticali in quello successivo, ricoperte di branchette fruttifere); palmetta a doppia U (ogni branca primaria si divide in due branche secondarie disposte a U); palmetta a candelabro (sulle branche primarie orizzontali s’inseriscono più branche secondarie disposte verticalmente); palmetta Vernier (l’asse centrale forma più palchi con stuttura a U e sovrapposti tra di loro); palmetta a Y (le branche primarie sono opposte e oblique rispetto all’asse orizzontale); palmetta a V (le branche, opposte e oblique rispetto all’asse orizzontale, partono direttamente dalla base). |
Palmetta anticipata | Palmetta irregolare a branche oblique |
| Forma più moderna dell’allevamento a palmetta. Per la sua realizzazione, in genere, si preferisce impiegare astoni a tutta cima, ossia non raccorciati, e ben provvisti di rami anticipati. | Forma evoluta della palmetta regolare realizzata, soprattutto su varietà innestate su portinnesti poco vigorosi, impiegando astoni non raccorciati o con la rimozione della freccia per favorire l’emissione di rami anticipati. |
Palmetta libera | Palmetta regolare |
| Forma evoluta della palmetta regolare realizzata, soprattutto su varietà innestate su portinnesti poco vigorosi, impiegando astoni non raccorciati o con la rimozione della freccia per favorire l’emissione di rami anticipati | Forma intermedia della palmetta consistente nella realizzazione di una parete verticale appiattita, costituita da più palchi sovrapposti di branche disposte simmetricamente nella direzione del filare. Le forme più diffuse sono la palmetta regolare a branche orizzontali e la palmetta regolare a branche oblique. Nella palmetta a branche orizzontali, la struttura consiste in un fusto centrale verticale da cui si dipartono file di rami orizzontali. Le branche primarie sono rivestite di branchette fruttiferi oppure da piccole branche secondarie sulle quali si inseriscono le branchette fruttifere. Nella palmetta a branche oblique, la struttura è formata dal fusto centrale sul quale sono disposti più palchi di branche primarie inclinate rispetto alla verticale ed inserite ad altezze sfasate. |
Palminervia | Palminervio |
| Riferito alle foglie che hanno nervature principali partenti tutta dalla base e poi divergenti. | Lembo fogliare con tre o più nervature principali partenti dal picciolo e disposte come le dita di una mano. |
Palpo | Palustre |
| Appendice connessa all’apparato boccale, con funzioni essenzialmente sensoriali. | Pianta che cresce nelle zone invase dall’acqua, anche se per periodi limitati. Sono dotate di sistema tegumentale e struttura anatomica tali da favorire la traspirazione |
Pampino | Pane di terra |
| Foglia di vite. | Zolla di terra o di composta che racchiude le radici di una pianta. |
Panelli | Panicoidee |
| Concime organico azotato. Residui di lavorazione di semi oleosi essiccati. Titolo minimo: 3% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Sottofamiglia delle graminacee, contiene le specie estive. |
Paniculato | Pannocchia |
| Asse fiorale a pannocchia. | Infiorescenza simile ad un grappolo composto, in cui i fiori sono collegati all’asse principale mediante un lungo peduncolo. |
Pannocchia digitata | Pannocchia spiciforme |
| Pannocchia con pochi rami verticillati all’apice dei fusti o sparsi lungo la rachide. | Pannocchia con rametti della rachide molto corti. |
Pansporoblasto | Papilionaceo |
| Termine usato in protozoologia, indica un plasmodio sporogoniale la cui membrana limitante è destinata a diventare una cisti per includere lo sporoblasto (e, infine, la spora). Spesso usato anche per stadi più tardivi, dopo che gli sporoblasti o le spore si sono sviluppate all’interno della membrana pansporoblastica. | È il fiore tipico delle leguminose che ha i petali (ali, carena e vessillo) disposti in modo tale da farlo assomigliare ad una farfalla (“papilio” dei latini). Il fiore è quindi zigomorfo, isolato o riunito con altri, diadelfo, con ovario monocarpellare e si trasforma in legume |
Papilionato | Papilla |
| È il fiore tipico delle leguminose che ha i petali (ali, carena e vessillo) disposti in modo tale da farlo assomigliare ad una farfalla (“papilio” dei latini). Il fiore è quindi zigomorfo, isolato o riunito con altri, diadelfo, con ovario monocarpellare e si trasforma in legume. | Formazione emergente dalla superficie epidermica a estremità arrotondata. |
Papilla genitale | Papillato |
| Struttura erettile a forma di papilla, presente nella regione genitale di alcuni gruppi di acari tra cui i tarsonemidi. | Che ha una papilla. |
Papilliforme | Pappo |
| A forma di papilla. | Formazione di setole biancastre raggruppate in verticillo sull’estremità apicale degli acheni (es. delle composite) e derivante dal calice trasformato. |
Papula | PAR |
| Lesione della pelle, con rigonfiamento solido di forma e colore variabili. | Energia radiante fotosinteticamente attiva. |
Para- | Paraciclo |
| Vicino a, affine a. Es. parassita: che si procura cibo in casa d’altri, termine usato in biologia per indicare un individuo che, vicino ad un altro, vive a spese di questo. | Successione indefinita di generazioni partenogenetiche di un afide eteroico sull’ospite primario o su quello secondario con periodico reinserimento nell’olociclo. |
Paraferormone | Parafisi |
| Sostanza attrattiva di natura non ferormonica che esplica stimolazioni di tipo alimentare, chimico o cromotropico. | In un imenio, elementi ifali sterili, con attacco basale e diretti verso l’alto, specialmente negli ascomiceti, nei quali sono generalmente clavate o filiformi, semplici o ramificate. |
Parallelinervo | Parametro di umificazione |
| Lembo fogliare le cui nervature principali hanno decorso apparentemente parallelo; in realtà convergono almeno alla base. | Indice rappresentativo del grado di stabilizzazione posseduto dalla sostanza organica. |
Paraplow | Parasessuale |
| Pseudo aratro costituito da un coltro a disco, un piccolo vomere a scalpello e un corto versoio inclinato rispetto al terreno. È impiegato per incidere la cotica erbosa sollevandola leggermente e senza spostarla. | Ricombinazione di caratteri genetici per via non sessuale. |
Parasporale | Parassita |
| Incluso nello sporangio assieme con la spora. | Organismo che vive a spese di un altro (Pest). In biologia si intende un organismo che vive a spese della produttività di un altro organismo (ospite), senza tuttavia causarne la morte immediata. |
Parassita facoltativo | Parassita fungino |
| Organismo saprofita capace di comportarsi come parassita. | Fungo che vive a spese di un organismo. |
Parassitismo | Parassitoide |
| Forma di simbiosi disarmonica nella quale un animale o un vegetale, incapace di procurarsi autonomamente il nutrimento, lo assume parzialmente o totalmente da un altro organismo praticando danni al medesimo e spesso la sua morte. | Organismo pluricellulare che vive a spese di un altro (ospite) nutrendosene e spesso distruggendolo. Nel caso degli insetti gli adulti depongono le uova all’interno del corpo o delle uova dell’ospite, o in prossimità di essi; le larve che nascono dalle uova deposte divorano poi lentamente l’ospite durante il loro sviluppo. Le larve dei parassitoidi si possono insediare all’interno (p. endofagi) o all’esterno (p. ectofagi) della vittima. (Parasitoid) |
Parcella test | Parenchima |
| In una prova aziendale ad es. di concimazione è una piccola zona dell’appezzamento concimata in modo differente rispetto a quello applicato sul resto dell’appezzamento. L’osservazione visiva permette di ottenere informazioni sull’effetto della variazione introdotta nello schema di concimazione, aiutando l’agricoltore nella taratura delle dosi più appropriate alle condizioni pedoclimatiche aziendali. Costituisce il termine di paragone per quantificare l’effetto produttivo delle dosi di concime distribuito in altre parcelle. Essa identifica il contributo che il terreno fornisce naturalmente alla nutrizione della coltura. | Tessuto delle piante, fisiologicamente attivo, composto di cellule a pareti sottili che sovente immagazzinano riserve alimentari e generalmente conservano attitudine alla funzione meristematica. Si distinguono vari tipi di parenchima: clorofilliano, di riserva, acquifero ed aerifero. |
Parenchima amilifero | Parenterale |
| Tessuto di riserva con accumulo di amido. | Qualunque modalità di somministrazione diversa da quella gastrointestinale (per lo più riferito all’introduzione per iniezione). |
Partenocarpia | Partenocarpico |
| Fenomeno per cui il ciclo di fruttificazione può giungere a termine anche senza fecondazione degli ovuli; i frutti che si formano risultano perciò privi di semi. La partenocarpia può essere stimolata su diverse colture con l’impiego di idonei fitoregolatori. | I frutti P. sono quelli che si originano per partenocarpia (sviluppo dei frutti senza fecondazione) e caratterizzati per questo dall’assenza di semi. |
Partenogenesi | Partenogenetico |
| Forma di riproduzione in cui la formazione di embrioni nella sfera sessuale avviene senza la fecondazione. | Che si riproduce senza fecondazione. |
Parterre | Particolato |
| Uso geometrico e decorativo di essenze tappezzanti e radenti con lo scopo di guarnire un’area prativa. In uso soprattutto nella Francia del XVII secolo, il termine ha attualmente assunto un significato di riferimento alla qualità della superfice piana sia erbosa che pavimentata. | Particella, parte. Di frequente si riferisce alle polveri sospese nell’atmosfera. |
Partita | Pascal (Pa) |
| Lamina fogliare in cui è presente un’incisione profonda più di un quarto della larghezza. | Unità di misura della pressione. Corrisponde alla pressione generata da una forza di 1 Newton (N) applicata perpendicolarmente sulla superficie di 1 m2 (1 Pa = 1 N/1 m2). |
Pascolo | Passaporto delle piante |
| Terreno inerbito, alpino o appenninico, che offre alimentazione al bestiame. | Documento in forma di etichetta che accompagna tutte le piante che circolano all’interno della Comunità Europea. È un’etichetta ufficiale ed obbligatoria che viene apposta sulla merce e che attesta l’origine della stessa e l’assenza degli organismi nocivi. Viene rilasciato direttamente dai produttori e dagli importatori sotto loro responsabilità e deve essere fornito a tutti gli utilizzatori professionisti (produttori, commercianti, agricoltori). Sul passaporto devono essere riportate le seguenti informazioni: la dicitura “passaporto UE”; l’indicazione dello Stato membro; l’indicazione del Servizio Fitosanitario Regionale competente; il numero di codice del produttore; il numero di serie del passaporto; la denominazione botanica del genere o della specie; la quantità; la sigla “ZP” se la merce è destinata a zone protette dell’Unione Europea; la sigla “RP” se è un passaporto di sostituzione; il nome del Paese di origine per i prodotti di Paesi terzi. |
Pasta | Patagio |
| Formulazione acquosa filmogena. | Struttura membranosa che consente il volo attivo ai pipistrelli. Si intendono anche i due scleriti mobili, ellissoidali, inseriti anteriormente al torace dei lepidotteri e tenuti eretti |
Patente | Patentino |
| Detto di organo che diverge considerevolmente da quello su cui è inserito, dirigendosi verso l’esterno; di qui “rami patenti”, ossia rivolti in fuori. | Con tale termine si indica comunemente l’apposita autorizzazione che deve essere in possesso di chiunque voglia acquistare agrofarmaci classificati come ‘molto tossici’, ‘tossici’ e ‘nocivi’. Il patentino ha una validità di 5 anni, dopodiché occorre ripetere l’esame per il suo rinnovo. |
Patogenesi | Patogenicità |
| Genesi (fasi iniziali) della malattia. | Capacità, da parte di un agente infettivo, di provocare una alterazione al termine di un processo di incubazione. |
Patogeno | Patogeno attenuato |
| Agente infettivo (funghi, batteri, virus, ecc.) capace di penetrare, diffondersi e accrescersi a spese dei tessuti dell’ospite, inducendo nei loro ospiti malattie. | Patogeno con virulenza ridotta, in grado di replicarsi, ma non di causare malattia. |
Patogeno facoltativo | Patogeno obbligato |
| Patogeno in grado, all’occorrenza, di vivere e moltiplicarsi saprofiticamente. | Patogeno in grado di moltiplicarsi solo all’interno di cellule vive. |
Patologia vegetale | Patotipo |
| Disciplina scientifica che si occupa delle malattie delle piante causate da funghi, batteri, virus, ecc. | Variante di un dato patogeno che si differenzia per un diverso grado di patogenicità. |
Patotossina | Pavimento |
| Tossina prodotta da un patogeno. | Strato inferiore di una cavità. Indica anche la copertura del terreno realizzata con materiali inerti disposti in maniera continua. |
PCR | PEC |
| Polymerase chain reaction. Reazione polimerasica a catena: tecnica che consente l’amplificazione di tratti specifici di DNA mediante ripetuti cicli di replicazione. Nel caso di RNA, questo deve essere preventivamente trascritto in DNA mediante una trascrittasi inversa. Utilizzato in particolare per l’individuazione di virus, viroidi e fitoplasmi. | Predicted environmental concentration. Il quantitativo di principio attivo che si prevede possa restare nell’ambiente (terreno, acqua), basandosi sugli impieghi indicati in etichetta. |
Pectina | Pedale |
| Sostanza presente nelle membrane cellulari di molte piante. | Porzione basale del tronco contigua al colletto. |
Pedicello | Pedipalpo |
| Termine usato in micologia per indicare il sostegno dell’apotecio. | Ciascuna delle due appendici che negli Aracnidi formano il secondo paio di arti. Possono avere varie terminazioni (chele, tentacoli, organi di deambulazione) a seconda della specie e possono servire, insieme ai cheliceri, ad afferrare la preda. |
Pedo-climatico | Pedoclimax |
| Riferito all’insieme clima e terreno. | Suolo sul quale si sviluppa un determinato stadio di vegetazione o climax. |
Pedogenesi | Pedologia |
| In entomologia si definisce una riproduzione per partenogenesi che si svolge in organismi che sono ancora allo stadio giovanile e non completano l’insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico dell’individuo. In pedologia, si intende l’insieme dei processi fisici, chimici e biologici che portano alla formazione del terreno agrario dalla roccia vergine. | Scienza che studia i suoli, la loro costituzione e i loro rapporti con l’ambiente. |
Peduncolo | Peduncolo bifloro |
| Asse variamente conformato che sorregge l’apparato fiorale. Di solito è dilatato alla sommità per formare il ricettacolo o talamo. Può essere ascellare o terminale, semplice o ramificato. | Peduncolo che sorregge due fiori. |
Peduncolo multifloro | Peduncolo trifloro |
| Peduncolo che sorregge più di tre fiori. | Peduncolo che sorregge tre fiori. |
Peduncolo unifloro | Pellet |
| Peduncolo che sorregge un fiore. | Formulazione costituita da una soluzione granulare, successivamente compressa in cilindretti o pallottole di piccole dimensioni. In tale formulazione sono di solito presenti delle sostanze attrattive e alimentari per il fitofago che si intende combattere. |
Pelli e crini (pellicino o pellicini) | Pellicini |
| Concime organico azotato. Trattamento di idrolisi delle sostanze organiche complesse costituenti le pelli. Residui di lavorazione delle pelli. Titolo minimo: 5% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime organico azotato. Trattamento di idrolisi delle sostanze organiche complesse costituenti le pelli. Residui di lavorazione delle pelli. Titolo minimo: 5% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Pellicino | Pellicino integrato |
| Concime organico azotato. Trattamento di idrolisi delle sostanze organiche complesse costituenti le pelli. Residui di lavorazione delle pelli. Titolo minimo: 5% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime organico azotato. Prodotto ottenuto per miscelazione di pellicino e di fanghi proteici stabilizzati del ciclo conciario. Titoli minimi: 4% N organico; 20% C organico; Rapporto C/N <= 8. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Pelo aeroforo | Pelo fogliare |
| Pelo provvisto di espansione che aumenta la superficie di impatto col vento. | Estroflessione filamentosa dell’epidermide, mono o pluricellulare, semplice o ramificato, vivo o morto. |
Pelo radicale | Peltato |
| Struttura specializzata per l’assorbimento, presente nel rizoderma. È una parte viva e permeabile all’acqua. Consiste in una estroflessione filiforme unicellulare delle cellule epidermiche della radice. | Di forma orbicolare e fissato per il centro. |
Pemfigide | Penetrometro |
| Afide della famiglia Pemphigidae (ordine dei Rincoti) con attività galligena e produttore di cera. | Strumento atto a determinare il grado di maturazione dei frutti in base alla consistenza della loro polpa |
Pennata | Pennatifida |
| Foglia composta (pennatifida, pennatilobata, pennatipartita, pennatisetta) con foglioline ai lati della rachide centrale. | Foglia divisa quasi sino alla metà tra il margine e la nervatura centrale. I segmenti sono disposti come le barbe delle penne. |
Pennatosetta | Penninervo |
| Foglia divisa fino alla nervatura centrale. | Lembo fogliare con una nervatura principale da cui si dipartono nervature secondarie disposte come le piume di un uccello. |
Pennone | Pentalobato |
| Concime organico azotato. Scarto di piume e penne di animali domestici. Titolo minimo: 10% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Provvisto di cinque lobi |
Pentatomide | Peponide |
| Insetto dell’omonima famiglia con apparato boccale pungente-succhiante comprendente le cosiddette cimici delle piante. | Frutto carnoso tipico delle Cucurbitaceae ha l’epicarpo sottile e coriaceo, il mesocarpo poco spesso e consistente e l’endocarpo succoso contenente i semi. |
Peptide | Peptizzazione |
| Complesso di due (dipeptidi) o più amminoacidi (polipeptidi) ricchi in azoto organico. | Fenomeno inverso alla flocculazione: è il passaggio di un colloide dallo stato solido (gel) allo stato disperso (sol). In un terreno salato gli aggregati argillosi, quando vengono a contatto con un eccesso di ioni sodio, si imbibiscono dell’acqua che circonda gli ioni stessi e perdono la struttura glomerulare rompendosi nelle loro particelle individuali. |
Percoca | Percolato |
| Gruppo varietale di pesche da industria. | Filtrato, depurato, che ha subito la percolazione. |
Percolazione | Percutaneo |
| Movimento verso gli strati più profondi dell’acqua in eccesso rispetto alla capacità di ritenzione idrica del terreno e per lisciviazione il trasporto dei nutrienti mediante l’acqua di percolazione. | Attraverso la pelle. |
Perenne | Perfogliata |
| Pianta che vive oltre i due anni, ripetendo il ciclo vegetativo tutti gli anni. Può essere erbacea o legnosa. | Foglia che abbraccia il fusto con l’intera lamina (o quasi). |
Perfosfato arricchito | Perfosfato concentrato |
| Concime semplice fosfatico (CE) e concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per reazione del fosfato minerale macinato con acido solforico ed acido fosforico e contenente come componenti essenziali fosfato monocalcico e solfato di calcio. Titolo minimo: 25% P2O5. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime semplice fosfatico (CE) e concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per reazione del fosfato minerale macinato con acido solforico ed acido fosforico e contenente come componenti essenziali fosfato monocalcico e solfato di calcio. Titolo minimo: 25% P2O5. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Perfosfato d’ossa | Perfosfato minerale |
| Concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per via chimica, proveniente dal trattamento acido di ossa degelatinate e contenente come componenti essenziali fosfato monocalcico, solfato di calcio e piccole quantità di composti azotati. Titoli minimi: 14% P2O5; 0,5% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime semplice fosfatico (CE) e concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per reazione del fosfato minerale macinato con l’acido solforico e contenente come componente essenziale fosfato monocalcico e solfato di calcio. Titolo minimo: 16% P2O5. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Perfosfato minerale triplo umato | Perfosfato semplice |
| Concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per trattamento esterno del granulo di perfosfato minerale triplo con sostanze umiche. Titoli minimi: 38% P2O5; C umico 0,6%. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime semplice fosfatico (CE) e concime fosfatico solido. Prodotto ottenuto per reazione del fosfato minerale macinato con l’acido solforico e contenente come componente essenziale fosfato monocalcico e solfato di calcio. Titolo minimo: 16% P2O5. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Pergola | Pergolato |
| Struttura aperta, formata da una doppia fila di colonne che sostengono pali orizzontali. Può essere di dimensioni variabili, a coprire un luogo di sosta o un percorso. Solitamente viene ricoperta con rampicanti. | Struttura aperta, formata da una doppia fila di colonne che sostengono pali orizzontali. Può essere di dimensioni variabili, a coprire un luogo di sosta o un percorso. Solitamente viene ricoperta con rampicanti. |
Perianzio | Pericarpo |
| Parte del fiore delle Angiosperme costituita dall’insieme dei petali e dei sepali (corolla e calice). | La parte del frutto formata da epicarpo, mesocarpo (rispettivamente la buccia e la polpa nei frutti carnosi) ed endocarpo che, in genere, avvolge i semi. La diversa struttura e consistenza di questi tre strati caratterizza i diversi tipi di frutti, secchi o carnosi. |
Periciclo | Periderma |
| È lo strato più esterno del cilindro centrale delle radici. Ha molteplici funzioni, fra le quali: riprendere l’attività meristematica e coadiuvare alla formazione del cambio cribro-legnoso fondendosi con l’iniziale cambio monopleurico della radice; originare il primo fellogeno della radice; agire come pericambio nella formazione delle radici laterali. | Tessuto sugheroso esterno della corteccia che sostituisce l’epidermide durante l’accrescimento secondario. |
Peridio | Perigonio |
| Parete o membrana che delimita uno sporangio o altro corpo fruttifero o un soro delle ruggini. | Parte del fiore delle Angiosperme costituita dall’insieme dei tepali (formati dall’unione dei sepali e dei petali). |
Periodo di curazione | Periodo di elaborazione |
| Termine forestale usato per indicare l’intervallo di tempo in cui, in un bosco disetaneo trattato a taglio saltuario, la medesima superficie viene percorsa per scegliere le piante mature da abbattere e per effettuare contemporaneamente gli interventi colturali. | Periodo della vita annuale della pianta che va dall’arresto dello sviluppo dei germogli alla caduta delle foglie; in questa fase la pianta accumula riserve. |
Periodo di incubazione | Periodo di infettività |
| In micologia si intende il tempo che intercorre dall’inizio dell’infezione alla comparsa dei sintomi. | Nella trasmissione con vettori corrisponde al periodo durante il quale il vettore è in grado di trasmettere il patogeno acquisito. |
Periodo di latenza | Periodo di riposo |
| Nella trasmissione dei patogeni attraverso vettori animali, si intende il periodo in cui il vettore non è in grado di trasmettere il patogeno acquisito. | Periodo che va dalla caduta delle foglie allo schiudersi delle gemme nell’anno seguente; in questa fase le radici non arrestano l’attività e nelle gemme avvengono continue trasformazioni |
Periodo vegetativo | Peritecio |
| Periodo in cui si schiudono le gemme, seguito dalla fioritura e dall’emissione delle foglie, dall’accrescimento dei germogli e dallo sviluppo dei frutti. | Corpo fruttifero fungino a forma globosa o di fiasco, a parete sottile (ascocarpo) contenente aschi con ascospore. Le spore vengono proiettate all’esterno, o in altro modo liberate, attraverso una aperture (ostiolo) apicale. Tipico dei Funghi Ascomiceti e in alcuni Licheni. |
Peritrema | Peritrico |
| Anello sclerificato che circonda l’apertura esterna degli spiracoli. | Organo/organismo che ha flagelli distribuiti lungo la circonferenza, per esempio attorno ad una cellula batterica. |
Perivasale | Perizia fitopatologica-strutturale |
| Parte che circonda un vaso conduttore di linfa. | Esame che considera le condizioni ecologiche, climatiche e microlimatiche in cui l’esemplare cresce, le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche del terreno, la distribuzione, l’attività, lo stato di salute e la stabilità dell’apparato radicale, del fusto e dell’intera chioma sia mediante analisi di campo che di laboratorio, per ottenere alla fine un check-up completo della pianta e delle condizioni ambientali nella quale è inserita così da intervenire successivamente in modo corretto e mirato. |
Perlite | Permacoltura |
| Sostanza granulare sterile, neutra, derivata da roccia vulcanica, espansa per trattamento ad alta temperatura (1000°C). È usata come substrato in cui far radicare le piante e come ingrediente delle composte da semina e per vaso. | Sistema colturale basato su coltivazioni di piante perenni, con l’impiego di attività e mezzi a basso costo energetico. (Permaculture) |
Permeabile | Permeabilità |
| Dicesi di un suolo penetrabile dalle acque e capace di sgrondare il loro eccesso. La permeabilità è massima nei terreni sciolti così come in essi è anche massima la velocità di permeabilità. | Si intende la proprietà del suolo di essere attraversato dall’acqua o dall’aria. Salvo diversa indicazione la permeabilità si riferisce alla velocità del flusso dell’acqua attraverso il suolo saturo, in direzione verticale; il valore riportato nella descrizione dei suoli è relativo allo strato più lentamente permeabile presente nel suolo, o nella parte più superficiale del substrato, nell’ambito della sezione di controllo 0-150 cm. In base alla velocità del flusso dell’acqua (conducibilità idraulica satura), vengono distinte le seguenti classi:- Velocità del flusso (cm/h): <0,0035 – Classe: molto bassa;- Velocità del flusso (cm/h): 0,0035-0,035 – Classe: bassa;- Velocità del flusso (cm/h): 0,035-0,35 – Classe: moderatamente bassa;- Velocità del flusso (cm/h): 0,35-3,5 – Classe: moderatamente alta;- Velocità del flusso (cm/h): 3,5-35 – Classe: alta;- Velocità del flusso (cm/h): >35 – Classe: molto alta. |
Peronospora | Peronosporacee |
| Nome comune di alcune specie di funghi parassiti dei vegetali, appartenenti alle Peronosporaceae, che producono le ruggini bianche | Famiglia di funghi appartenente all’ordine degli oomiceti con sporangi differenti dal micelio. |
Persistente | Persistenza |
| Dicesi di pianta a foglie sempreverdi, che perdurano, cioè, nel periodo invernale. In patologia si dice di virus circolativi che rimangono infettivi nel loro vettore (insetto o altro organismo) per lungo periodo e vengono inoculati insieme con la saliva; non caduco; del pedicello della teliospora: che resta attaccato alla spora e non si spezza. | Capacità di rimanere in uno stato vitale nell’ambiente. |
Persistenza d’azione | Perticaia |
| Capacità degli agrofarmaci di resistere all’azione rimovente degli agenti atmosferici e quindi di permanere il più a lungo possibile, dopo l’applicazione, sui vegetali trattati. | Termine forestale che indica lo stadio di vegetazione delle fustaie successive al forteto e comprendente il periodo che va dal momento in cui cominciano a disseccare i rami inseriti nella parte inferiore dei fusti fino al momento corrispondente al massimo accrescimento in altezza degli alberi. |
Perula | Peschiera |
| Fogliolina che incappuccia e protegge la gemma. È impermeabile all’acqua e spesso rivestita di una fitta peluria. | Bacino ricavato nel terreno, rivestito di muratura e riempito con acqua corrente, in cui si tenevano i pesci. Aveva funzione ornamentale nei grandi parchi. |
Pest monitoring | Pesticida |
| Consiste nel sorvegliare l’andamento delle popolazioni di una determinata specie mediante la cattura dei maschi in apposite trappole innescate con il feromone specifico. In questo modo è possibile individuare ei periodi di volo e stimare la densità di popolazione, elementi necessari per attuare una razionale lotta guidata. | Termine impiegato a livello internazionale per denominare i prodotti fitosanitari. Sono le sostanze attive ed i preparati contenenti tali sostanze destinati a proteggere i vegetali o i prodotti vegetali dagli organismi nocivi, o a prevenirne gli effetti, a favorire o regolare i processi vitali dei vegetali, (esclusi i fertilizzanti), a eliminare le infestanti, a conservare i prodotti vegetali (esclusi i conservanti regolamentati da disposizioni particolari), a eliminare parti di vegetali, oppure frenarne o evitarne un accrescimento indesiderato. Il termine deriva dall’inglese ‘pest’ (organismo dannoso) unito al derivato del verbo latino ‘caedere’ (uccidere). (Pesticides) |
Petalo | Pettinato |
| Struttura del fiore delle Angiosperme, di varie dimensioni, di solito colorata, il cui insieme costituisce la corolla. Insieme ai sepali costituiscono il perianzio. Quando sepali e petali sono saldati si definiscono tepali. | Che ha forma di pettine; nelle cactacee si riferisce alle spine radiali dell’areola, dritte o leggermente ricurve, appiattite o divaricate. |
Pettine anale | Peziolo |
| Struttura sclerificata a forma di pettine del segmento anale dell’addome. | Rametto che porta un fiore o una infiorescenza o una infruttescenza. |
pH | Phylum |
| Simbolo con il quale in chimica si indica l’acidità o la basicità di una soluzione. Misura la concentrazione di ioni acidi di idrogeno (esponente del logaritmo) e va da 0 a 14: pH uguale a 7 indica la neutralità, cioè il valore che corrisponde a quello dell’acqua distillata pura, ph uguale a 1 è molto acido, ph uguale a 14 e molto basico. Nelle analisi dei terreni, il pH in acqua misura solo l’idrogeno libero nella soluzione acquosa del terreno (acidità attuale); il pH tampone misura l’idrogeno adsorbito dai colloidi (acidità potenziale); la somma delle due misurazioni dà l’acidità globale del terreno. A seconda del ph, i suoli si suddividono in classi: – pH: <4,5 – Classe: estremamente acido; – pH: 4,5-5,0 – Classe: fortemente acido; – pH: 5,1-6,0 – Classe: moderatamente acido; – pH: 6,0-6,5 – Classe: debolmente acido; – pH: 6,6-7,3 – Classe: neutro; – pH: 7,4-7,8 – Classe: debolmente alcalino; – pH: 7,9-8,4 – Classe: moderatamente alcalino; – pH: 8,5-9,0 – Classe: fortemente alcalino; – pH: >9,0 – Classe: estremamente alcalino. | Unità di classificazione sistematica delle piante, compresa nel raggruppamento superiore, Regno, e suddivisa in taxa inferiori. |
Piaccametro | Pianta |
| Attrezzatura per misurare il pH. | In botanica: essere vivente appartenente al Regno vegetale, autotrofo, ma non esclusivamente (es. Funghi), uni o pluricellulare, spesso suddiviso in tre sistemi fondamentali (radicoma, cauloma e filloma) ma non sempre, poichè esistono forme poco evolute o intermedie. In entomologia: parte terminale della pseudozampa sul cui bordo d’appoggio sono inseriti gli uncini ambulacrali |
Pianta acquatica | Pianta alpina |
| Pianta che vive completamente o solo parzialmente immersa nell’acqua. | Specie che preferisce le altitudini. Le tipiche piante A. crescono sulle Alpi, ma per estensione si intendono tutte quelle che vivono montuosità eccedenti gli 800 m slm. Hanno spesso fiori appariscenti e colori vivaci, oltre che un abito vegetativo modificato per tollerare il freddo e la forte insolazione e un apparato radicale robusto. |
Pianta annuale | Pianta arbustiva |
| Pianta erbacea dalla vita breve (da qualche stagione a poche settimane). | Pianta legnosa la cui altezza non supera in genere i 5 metri che mantiene in modo perenne una parte della vegetazione legnosa durante tutto l’anno. Presenta, non sempre, un esile tronco ed emette rami a livello del suolo. Dicesi anche di pianta che emette tutti i rami da una ceppaia. |
Pianta aromatica | Pianta certificata |
| Pianta provvista di foglie, fiori o altre parti intensamente profumate, impiegate a scopo aromatizzante nei cibi. | Pianta destinata alla vendita ottenuta a partire da materiali di propagazione certificati, allevata nel rispetto dei requisiti stabiliti dai regolamenti di certificazione e controllata dai Servizi Fitosanitari competenti per territorio. |
Pianta da bordura | Pianta dioica |
| Dicesi di piante erbacee o arbustive idonee, per il loro portamento, a formare una lunga fila per la chiusura delle aiuole e/o per delimitare le aree di passaggio. | Dicesi di specie in cui i fiori unisessuali (maschili e femminili) sono portati da piante diverse. |
Pianta erbacea | Pianta ferma |
| Pianta priva di parti legnose; può essere annuale, biennale o perenne. | Pianta che ha raggiunto la maturità riproduttiva e terminato la fase di espansione ed accrescimento vegetativo. |
Pianta in succhio | Pianta in zolla |
| Periodo in cui la pianta è caratterizzata da un’attiva circolazione della linfa che facilita il distacco della corteccia. | Pianta le cui radici sono rivestite dal pane di terra. |
Pianta indicatrice | Pianta madre |
| Pianta che reagisce con sintomi specifici a certi virus, altri agenti patogeni o fattori ambientali e che viene utilizzata per la diagnosi di malattie. | Pianta che fornisce il materiale di propagazione. |
Pianta monoica | Pianta perenne |
| Dicesi di specie in cui i fiori unisessuali (maschili e femminili) sono portati dalla stessa pianta. | Alberi, arbusti, suffrutici ed erbe che vivono più di due anni. |
Pianta portaseme | Pianta tappezzante |
| Pianta madre allevata per la produzione di semi | Dicesi di pianta dal portamento prostrato, capace di ricoprire il terreno, spesso dotata della capacità di produrre radici dagli internodi e, quindi, di propagarsi per via vegetativa sul terreno, aumentandone la copertura. |
Pianta transgenica | Piantapatate |
| Pianta nella quale sono stati inseriti, mediante tecniche di ingegneria genetica, uno o più geni provenienti da specie diverse, integri o modificati. | Macchina operatrice impiegata per la messa a dimora di tuberi (o bulbi), di tipo portato o semiportato ad alimentazione manuale, dove il dispositivo di alimentazione e compensazione è sostituito dal lavoro svolto manualmente dagli operatori situati a bordo della macchina stessa in numero pari alle file di semina, o meccanica. In quest’ultimo caso è costituita da un telaio portante che ospita tante tramogge quante sono le file di semina; dispositivi di alimentazione del tipo a corona di tazze che prelevano i tuberi sollevandoli e facendoli ricadere nei tubi adduttori; dispositivi compensatori che provvedono ad eliminare eventuali fallanze; dispositivi di distribuzione attraverso i quali i tuberi vengono deposti sul terreno;; organi assolcatori per l’apertura del solco di posa; organi rincalzatori; organi di regolazione e di attacco al trattore. |
Piantatoio | Piantatrice |
| Attrezzo che viene conficcato nel terreno per praticarvi un buco in cui piantare un semenzale, una talea o una piantina. | Macchina operatrice impiegata per la messa a dimora di tuberi (o bulbi), di tipo portato o semiportato ad alimentazione manuale, dove il dispositivo di alimentazione e compensazione è sostituito dal lavoro svolto manualmente dagli operatori situati a bordo della macchina stessa in numero pari alle file di semina, o meccanica. In quest’ultimo caso è costituita da un telaio portante che ospita tante tramogge quante sono le file di semina; dispositivi di alimentazione del tipo a corona di tazze che prelevano i tuberi sollevandoli e facendoli ricadere nei tubi adduttori; dispositivi compensatori che provvedono ad eliminare eventuali fallanze; dispositivi di distribuzione attraverso i quali i tuberi vengono deposti sul terreno; organi assolcatori per l’apertura del solco di posa; organi rincalzatori; organi di regolazione e di attacco al trattore. |
Piantatuberi | Piante da copertura |
| Macchina operatrice impiegata per la messa a dimora di tuberi (o bulbi), di tipo portato o semiportato ad alimentazione manuale, dove il dispositivo di alimentazione e compensazione è sostituito dal lavoro svolto manualmente dagli operatori situati a bordo della macchina stessa in numero pari alle file di semina, o meccanica. In quest’ultimo caso è costituita da un telaio portante che ospita tante tramogge quante sono le file di semina; dispositivi di alimentazione del tipo a corona di tazze che prelevano i tuberi sollevandoli e facendoli ricadere nei tubi adduttori; dispositivi compensatori che provvedono ad eliminare eventuali fallanze; dispositivi di distribuzione attraverso i quali i tuberi vengono deposti sul terreno; organi assolcatori per l’apertura del solco di posa; organi rincalzatori; organi di regolazione e di attacco al trattore. | Piante coltivate per migliorare e conservare la struttura del terreno, per apportare sostanza organica, per prevenire l’erosione del terreno. |
Pianto | Piantonaio |
| Emissione di linfa dalle ferite di potatura prima della ripresa vegetativa primaverile della vite e di altre specie (actinidia, salice, ecc.). | Settore del vivaio nel quale stazionano le piante innestate in attesa di essere posti a dimora. |
Piantone | Pianura litoranea |
| Giovane albero di oltre due anni. Termine generalmente usato per indicare alberi provenienti dal piantonaio. | Zona pianeggiante prossima alla costa. |
Picchettatura | Picciolato |
| Trapianto dei semenzali distanziandoli l’uno dall’altro. | Munito di picciolo. |
Picciolo | Picnidio |
| E’ la porzione che sorregge e inserisce sul fusto la lamina fogliare. Gli organi senza picciolo si dicono “sessili”. | Corpo fruttifero fungino di origine asessuale, a forma di fiasco o globoso, che contiene conidi (picnidiospore). |
Picnidiosoro | Picnidiospora |
| Corpo fruttifero fungino di origine asessuale, a forma di fiasco o globoso, che contiene conidi (picnidiospore). | Spora (conidio) prodotta all’interno di un picnidio. |
Picnio | Picniospora |
| Corpo fruttifero aploide (n) simile a picnidio, spermogonio prodotto dai funghi delle ruggini. | Spora aploide (n) di origine sessuale (spermazio) formatasi in un picnio. |
Pidocchio | Piede |
| Nome di diversi insetti, appartenenti agli Emitteri (superfamiglia degli Afidoidei, ordine Rincoti) dal corpo molle e di piccole dimensioni, provvisti di ali o atteri. Vivono in colonie succhiando la linfa elaborata ed emettendo escrementi liquidi zuccherini (melata). Sono di solito chiamati gorgoglioni o pidocchi delle piante. | Base del fusto principale di una pianta. |
Piegatura | Pieno vento |
| Operazione consistente nell’inclinare verso il basso un ramo od una branca fin dalla loro inserzione in modo da ridurne l’attività vegetativa e, per le varietà frutticole, favorirne la messa a frutto. | Pianta il cui tronco supera il metro di altezza. Termine ripudiato, come il sinonimo alto fusto, e sostituito da impalcatura alta. |
Pigmento | Pigmento clorofilliano |
| Sostanza che conferisce colore ai tessuti, spesso con funzioni fondamentali alla vita delle piante (clorofilla, xantofilla, carotina, ficoeritrina, ficoxantina, ficocianina, antocianine). | Pigmento verde contenuto nei cloroplasti; avvia il processo fotosintetico, assorbendo e trasformando l’energia luminosa (solare) in energia chimica. |
Pigna | Pileoriza |
| È l’asse fertile maschile o femminile, tipico delle conifere. Caratteristico organo tondeggiante o allungato costituito da un asse che porta molte squame sovrapposte ai margini (embricate), che a maturità portano il polline o gli ovuli e poi semi. Il cono femminile dopo i processi della fecondazione degli ovuli che si trasformano in semi, dà origine alla struttura lignificata, nota come pigna (Thuja, libocedro). Con questo termine si intende anche la porzione terminale degli abbozzi caulinari delle gemme. | Protezione dell’apice radicale costituito da cellule parenchimatiche compatte. In genere: massa di tessuto protettivo, a modo di cuffia, all’apice della radice. |
Piligno | Pineta |
| Lignite propriamente detta; presenta un contenuto medio di ceneri del 15-20% ed un potere calorico di circa 4960 calorie sul secco. | Bosco costiero o interno con prevalenza di pino domestico, eventualmente consociato ad altre sempreverdi e/o caducifoglie. |
Pineta collinare | Pineta dunale |
| Pineta di pino domestico in zone interne, talvolta con pino marittimo e cipresso comune, con piano inferiore costituito da querce e altre latifoglie, con radure e strato arbustivo costituito dalle eriche maggiori, cisti ed altri cespugli acidofili. | Pineta di pino domestico su macchia mediterranea più o meno rada, su dune litoranee e in clima mediterraneo a sensibile aridità estiva. |
Pinnacolo | Pinnula |
| Minuscola areola subcircolare sita alla base delle setole larvali; può essere più o meno sclerificata e rilevata. | Piccola foglia (fogliolina) articolata sul rachide comune delle foglie composte. |
Piombatura | Piombatura |
| Alterazione cromatica che si evidenzia nel lembo fogliare a seguito del distacco degli elementi istologici superficiali e successivo inserimento fra essi di strati d’aria su cui la luce si rifrange, o anche a seguito del deposito in elementi cellulari della superfice di cristalli di ossalato di calcio. | Alterazione cromatica che si evidenzia nel lembo fogliare a seguito del distacco degli elementi istologici superficiali e successivo inserimento fra essi di strati d’aria su cui la luce si rifrange, o anche a seguito del deposito in elementi cellulari della superfice di cristalli di ossalato di calcio. |
Pioniere | Pipistrello |
| Organismo che colonizza inizialmente un ecosistema. | Insettivoro, è l’unico mammifero veramente volante. Dotato di un sistema sonar che gli permette di leggere l’oscurità ed individuare ostacoli e prede. Appartiene all’ordine dei chirotteri. |
Piramide | Piriforme |
| Forma di allevamento in volume in cui l’albero viene potato in modo che assuma forma piramidale con getto guida centrale molto slanciato, sul quale sono inseriti i palchi costituiti da tre o quattro branche principali. I rami devono avere un’inclinazione di circa 45° in maniera da permettere una maggiore illuminazione e ventilazione. Ogni branca avrà una lunghezza pari alla distanza che intercorre tra la sua base e l’estremità del fusto principale. Questo tipo di forma viene utilizzata quando si vogliono ottenere alberi con chioma tondeggiante. | A forma di pera. |
Pirite per uso agricolo | Pirodiserbo |
| Correttivi diversi. Prodotto naturale pulverulento costituito principalmente da solfuro di ferro. Titolo minimo: 70% FeS2. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Tecnica di controllo ed eliminazione delle malerbe tramite il fuoco. Si attua con l’impiego di bruciatori (alimentati da gas Gpl) con i quali la temperatura degli strati superficiali del suolo non sale di norma sopra i 55°C; a tale temperatura i danni che possono riguardare la microflora e i microrganismi del terreno appaiono trascurabili, mentre nelle infestanti si ha una rapida espansione del plasma cellulare, una rottura della parete della cellula e la fuoriuscita del plasma medesimo. Con il pirodiserbo si provoca una lessatura (e non bruciatura) dell’erba e la morte delle piante sopravviene nel giro di alcuni giorni. |
Pisside | Pistillo |
| Frutto secco assimilabile ad una cassula con coperchio | Struttura riproduttiva femminile del fiore delle Angiosperme. È costituito da una porzione basale (ovario) e da una parte filamentosa che nella porzione superiore forma lo stigma. |
Piumetta | Placca anale |
| Foglia embrionale. | Sclerificazione del tegumento del segmento anale dell’addome di una larva. |
Placca corticale | Placca embricata |
| Frammento di corteccia parzialmente distaccatosi da una parte legnosa della pianta. | Elementi disposti a embrice, formanti una placca. |
Placca pronotale | Placca protoracica |
| Area sclerificata (indurita) situata sul pronoto di larve di lepidotteri. | Grosso sclerite dorsale presente sul protorace delle larve. |
Placca sopranale | Placca toracica |
| Sclerite dorsale disposto sul decimo urite delle larve. | Sclerificazione toracica dorsale della larva. |
Plagiotropismo | Plancton |
| Complesso dei fenomeni per cui un organo vegetale si sviluppa in maniera obliqua o trasversale in risposta ad uno stimolo esterno (per es. la luce) | Insieme di animali e vegetali galleggianti, trasportati passivamente dalle acque, senza relazioni col fondo e con le rive. |
Planoconidio | Plantula |
| Conidio mobile per la presenza di flagelli, tipico delle peronosporali. | Giovane piantina originata da seme nei primi stadi di sviluppo. È formata da una gemmula, apice meristematico dal quale si sviluppano le varie parti della pianta poste al di sopra del primo nodo del fusto; un piccolo fusto; una radichetta dalla quale si formerà l’apparato radicale. |
Plasmidio | Plasmodio |
| Elemento genetico presente nelle cellule batteriche e fungine, costituito da una molecola circolare di DNA a doppia elica, indipendente dal cromosoma ed autoreplicante. È utilizzato come vettore molecolare nelle tecniche di ingegneria genetica. | Consociazione di più organi, dapprima isolati, che si riuniscono formando una sola massa con tanti nuclei. |
Plasmofago | Plasmogamia |
| Che si nutre del plasma (liquido) cellulare. | Fusione tra due cellule sessuali. |
Plastomania | Platigasteride |
| Appiattimento accompagnato a torsione degli organi legnosi più o meno pronunciato in certi punti, conseguente ad infezione virale. | Sottofamiglia di proctotrupidi che si sviluppano generalmente a spese degli stadi preimmaginali di Ditteri cecidomidi. |
Pleomorfo | Pluricarpellare |
| Organismo che nel ciclo di sviluppo possiede più forme indipendenti di stadi sporiferi. | Dicesi dell’ovario costituito da più carpelli. |
Pluriennale | Pluriflora |
| Specie che si riproduce per seme e per moltiplicazione vegetativa sostenuta da gemme che si trovano in prossimità della superficie. Vive per 3-8 anni. | Spighetta contenente più fiori. |
Plutellide | |
| Lepidottero di piccole dimensioni della omonima famiglia. | |
Pluviografo | |
| Strumento idoneo per il rilevamento dei millimetri di pioggia caduti, con registrazione dei dati. | |
Pluviometro | PMC |
| Strumento idoneo per il rilevamento dei millimetri di pioggia caduti durante un singolo evento. | Presidio medico-chirurgico. Agrofarmaco che trova impiego nel settore civile e domestico. E’ registrato e come tale disciplinato dall’ art.189 del testo unico delle LL.SS. approvato con regio decreto n. 1265 del 1934. |
Pn | PNWG |
| Pressione nominale. E’ la pressione di esercizio dichiarata dal costruttore di un’attrezzatura (pompa, ugello, tubazione, ecc.). Viene generalmente espressa in bar o kPa. | Potenzialità naturale dell’associazione forestale. |
Podoteca | Podzol |
| Teca crisalidale racchiudente le zampe. Sono di solito chiaramente visibili le anteriori e le mediane mentre delle posteriori risultano quasi sempre evidenziabili solo le estremità distali. | Suolo con humus grezzo tipico delle foreste di conifere boreali e oroboreali e delle brughiere delle regioni atlantiche. |
Poikiloidrico | Polare |
| Organismo il cui stato idrico interno segue quello dell’ambiente | Relativo alle estremità o poli. |
Polarità | Poli- |
| Proprietà per cui parti di uno stesso organo sono morfologicamente e funzionalmente diverse in rapporto al loro orientamento. | Molto, molte cose. Es. polìfago: che si nutre di varie sostanze. |
Poliachenio | Poliacrilammide anionica |
| Frutto costituito da più acheni che si sviluppano tutti dallo stesso fiore. | Ammendanti e correttivi diversi. Prodotto a elevato peso molecolare ottenuto per copolimerizzazione di acrilammide e di acrilato di sodio. Titolo minimo: 90% poliacrilammide solubile in acqua. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Poliacrilammide anionica in soluzione acquosa | Poliacrilammide spongiforme |
| Ammendanti e correttivi diversi. Soluzione acquosa di polimero a elevato peso molecolare ottenuto per copolimerizzazione di acrilammide e di acrilato di sodio. Titolo minimo: 18% poliacrilammide anionica solubile in acqua. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Prodotto ad azione specifica su suolo. Prodotto con struttra reticolata ottenuto per sintesi chimica in presenza di idrossido di K da acrilammide e acido acrilico in grado di cedere gradualmente alle colture l’acqua adsorbita dai gruppi funzionali. Titolo minimo: 90% poliacrilammide. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Poliadelfo | Policoltura |
| Androceo gamostemone, in cui gli stami sono saldati tra loro per i filamenti in più gruppi. | Avvicendamento di più specie su uno stesso terreno. (Multiple cropping ) |
Policormico | Poliedrosi |
| Con numerosi fusti. | Malattia virale causata da NPV e CPV. |
Polielettrolita | Poliembrionia |
| I P. sono polimeri organici con gruppi ionici, utilizzati come condizionanti ai fini della separazione dei solidi, da soli o con altri coagulanti quali calce e cloruro ferrico. Consentono l’aggregazione e la destabilizzazione delle frazioni colloidali dei liquami o dei fanghi. | Sviluppo di due o più embrioni nello stesso seme, dei quali spesso uno è derivato da fecondazione o da apomissia, mentre gli altri derivano dallo sviluppo di cellule somatiche della pianta madre (embrioni nucellari). |
Poliembrionico | Polifagia |
| Con diversi embrioni. E’ così indicato un organismo dal cui uovo fuoriesce un gran numero di embrioni che, a sviluppo ultimato, daranno origine a diversi adulti. | Capacità di un individuo di vivere a spese di specie diverse. |
Polifago | Poliginia |
| Parassita che vive a spese di più specie. | Caratteristica di alcune società di imenotteri, che hanno più di una femmina feconda. |
Polimero | Polimorfismo |
| Costituito da molecole estremamente grandi formate dall’unione di unità strutturali in maniera ripetitiva. | Presenza in una specie di diverse forme dello stesso sesso e stadio di sviluppo. Ciò si verifica ad es. in alcune specie di acari astigmata nelle quali è possibile riscontrare due maschi, morfologicamente diversi tra loro, chiamati rispettivamente maschi omomorfici e maschi eteromorfici. |
Polimorfo | Poliploide |
| Organismo che nel ciclo di sviluppo possiede più forme indipendenti di stadi sporiferi | Organismo il cui nucleo cellulare contiene più di due corredi cromosomici completi. |
Polipodo | Polisporo |
| Riferito alle larve aventi, oltre alle zampe toraciche, anche le pseudozampe addominali. | Che ha molte spore. |
Polistica | Polivoltinismo |
| Disposizione a più file simmetriche lungo un asse di organi vegetali (semi, fiori ecc.). | Organismo che compie più generazioni all’anno. |
Pollina | Pollina essiccata |
| Deiezioni prodotte negli allevamenti avicoli. (Poultry-manure) | Concime organico NP. Escrementi di volatili domestici con o senza lettiera. Titoli minimi: 5% N + P2O5; 2% N; 2% P2O5 Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Pollinario | Polline |
| Insieme dei pollini e del reticolo, legato dalle caudicole, nei fiori delle orchidee | Granulo riproduttore fecondante contenuto nei sacchi pollinici, rivestito da una membrana esterna, chiamata esina e da una interna, chiamata intina. E’ quindi una cellula sessuale maschile, prodotta nelle antere delle fanerogame. |
Pollineo | Pollone |
| Del polline. | Ramo proveniente da gemma avventizia, che si sviluppa direttamente sul tronco o alla base dell’albero o avere origine direttamente dalla radice. |
Pollone radicato | Pollonifero |
| Barbatella costituita dalla base di un pollone che ha emesso radici avventizie e che è pronto per essere reso indipendente dalla pianta madre. | Organismo vegetale che si espande per mezzo di fusti sotterranei, succhioni o stoloni. |
Polo cefalico | Polpa |
| Parte del corion dell’uovo con linee di minore resistenza attraverso la quale il neonato fuoriesce col capo. | Parte carnosa del frutto utilizzata a scopi alimentari o industriali. |
Poltiglia | Polvere bagnabile |
| Preparazione costituita dalla diluizione del concentrato in acqua (a volte anche in olio) impiegata per trattamenti alle colture. | Formulazione polverulenta che viene applicata dopo essere stata dispersa in acqua. Costituita da un principio attivo solido o liquido insolubile in acqua. Il principio attivo solido viene finemente macinato, con l’addizione di ausiliari di formulazione, in genere idrosospensibili: il principio attivo liquido, invece, viene fatto assorbire da ausiliari di formulazione macinati finemente. In ambedue i casi viene poi aggiunta una quota di sostanze tensioattive. |
Polvere secca | Polvere solubile |
| Formulazione per trattamenti a secco costituita, in genere, da una mescolanza della sostanza attiva con polveri minerali insolubili in acqua. A seconda delle dimensioni (diametro) delle particelle si possono avere polveri grosse (150-250 micron), polveri fini (50-150 micron), polveri finissime (< 50 micron). | Formulazione polverulenta che viene applicata, dopo dissoluzione in acqua, sotto forma di soluzione. Formata da un principio attivo solubile in acqua, addizionato, eventualmente, con convettori idrosolubili. |
Polverizzatrice | Pomaceae |
| Macchina per la distribuzione delle polveri, generalmente portata dal trattore, e composta da: una tramoggia, nella quale è generalmente presente un sistema agitatore-trituratore interno per permettere alla polvere di arrivare con regolarità sul flusso d’aria; un ventilatore centrifugo che investe e trascina il getto di polvere verso una o più tubazioni di distribuzione dotati di altrettanti ugelli che provvedono a distribuire il prodotto sulla pianta; un telaio con i relativi attacchi per il sollevamento o il traino e per il collegamento alla presa di potenza per l’azionamento dei meccanismi. In questo tipo di macchine l’estrazione della polvere avviene per gravità, con sistemi dotati di estrazione meccanica o pneumatica | Raggruppamento che include specie frutticole della famiglia delle Rosacee che producono falsi frutti denominati “pomi” (melo, pero, cotogno). |
Pomario | Pomo |
| Piantagione ben curata ed ordinata di piante da frutto. | Falso frutto, carnoso, formato dalla trasformazione del talamo fiorale. In genere il mesocarpo, edule e di sapore zuccherino, è la parte preponderante del pomo (mela). |
Popolazione | Porca |
| In senso genetico questo termine indica un gruppo riproduttivo i cui individui, condividono certe proprietà biologiche e si possono incrociare fra loro. In senso statistico indica un campione rappresentativo di un complesso di individui. In botanica definisce un complesso di piante, aventi alcuni caratteri in comune, appartenenti a più linee pure od a più cloni | Striscia di terra rialzata tra due solchi. |
Poro germinativo | Porosità |
| Area localizzata, più sottile, nella parete delle spore (specialmente nelle ruggini) in corrispondenza della quale può fuoriuscire il tubo germinativo. | Caratteristica fisica del terreno dipendente dalla presenza di lacune tra le particelle o i glomeruli che costituiscono la parte solida del terreno stesso. E’ definita dal rapporto tra volume dei pori e volume totale del campione di terreno considerato. Se tale rapporto è compreso tra 0,4 e 0,5 avremo terreni sabbiosi; se compreso tra 0,45 e 0,60, terreno di medio impasto, se compreso tra 0,50 e 0,65 terreni argillosi. La porosità è costituita dalla microporosità, che è il volume dei fori di dimensioni più piccole, sede dei fenomeni di capillarità (adesione, coesione e risalita capillare dell’acqua nel terreno) che consentono la costituzione di riserve idriche del suolo, e della macroporosità (vedi). Il rapporto fra microporosità e macroporosità di un terreno, ottimale per la vita delle piante, deve essere attorno all’unità. |
Portainnesto a radice nuda | Portamento |
| Soggetto prelevato in piena terra e portato per innestarlo sul bancale della serra. | Modo in cui il fusto o i rami di una pianta si dispongono rispetto alla superficie del suolo. Può essere aperto, se i rami hanno un ampio angolo di inserzione e la pianta assume una forma globosa; assurgente, quando i rami hanno angolo di inserzione relativamente stretto e la chioma si sviluppa maggiormente in altezza piuttosto che in larghezza; colonnare o cipressino, se i rami hanno angolo di inserzione molto stretto e la pianta tende a svilupparsi verticalmente; compatto, quando ci sono molti rami dritti, con internodi ridotti e la pianta assume una forma cespugliosa; pendulo o piangente, se i rami hanno angolo di inserzione molto ampio e la pianta ha andamento geotropico positivo; regolare o standard, se i rami sono hanno angolo di inserzione regolare con internodi di medie dimensioni e la pianta assume forma semisferica; spur, quando sono prevalenti i dardi e la lamburde. |
Portaseme | Portatore |
| Pianta-madre utilizzata per la produzione di semi. | Pianta o animale che ospita un patogeno (es. un virus) senza manifestare sintomi di malattia; le piante portatrici possono essere fonti di infezione per le altre piante. Anche insetti o acari che siano contaminati esternamente da un agente infettivo (es. batteri, virus, funghi nematodi, ecc.) vengono talora detti portatori. |
Portinnesto | Portinnesto clonale |
| In una pianta innestata è la porzione inferiore che regge il nesto e fornisce l’apparato radicale. | Portinnesto ottenuto da una pianta madre propagata per via vegetativa. |
Portinnesto franco | Post-embrionale |
| Portinnesto ottenuto da pianta derivata da seme. | Parte del ciclo vitale che segue alla schiusura dell’uovo. |
Post-emergenza | Post-maturazione |
| Dopo l’emergenza, ossia subito dopo la germinazione e la fuoriuscita della plantula dal terreno. Particolare epoca di distribuzione degli erbicidi che vengono irrorati quando la coltura e le malerbe sono già emerse dal terreno. In quest’epoca di applicazione si usano prodotti che vengono assorbiti prevalentemente dalle foglie. | Processi di varia natura che si compiono nei semi di molte specie dopo la loro raccolta e che mettono i semi stessi in grado di germinare. |
Postime | Potassa |
| Termine forestale usato per indicare piantine di vivaio utilizzate per eseguire imboschimenti o rimboschimenti per trapianto. | Ossido di potassio, essenziale per la crescita delle piante. Presente in tutti i fertilizzanti a formula equilibrata; il suo simbolo chimico è K2O. |
Potassico | Potassio |
| Dotato di potassio. | Il potassio (K) si trova negli organismi vegetali in elevate quantità, ma non si riscontra come costituente di particolari composti organici. Questo elemento favorisce la formazione della lignina e lo sviluppo dei tessuti meristematici; promuove la sintesi dei carboidrati, l’organizzazione dell’azoto ed il metabolismo proteico; regola l’assorbimento idrico e la traspirazione della pianta. Dal punto di vista agronomico il potassio aumenta la resistenza al freddo e migliora gli aspetti qualitativi (colore, sapore, consistenza e conservabilità) ed organolettiche. Il potassio, al contrario di altri elementi, si trova nel suolo essenzialmente in forma minerale, legato alle argille e agli altri silicati, quindi non completamente utilizzabile per la nutrizione vegetale. |
Potatura | Potatura a parete |
| Operazione intesa a regolare l’assetto vegetativo o la fruttificazione di una pianta. Maggiore è la parte di ramo asportata, più vigorosi saranno i nuovi germogli, ma inferiore lo sviluppo complessivo. | Intervento di potatura meccanica, applicato lateralmente agli alberi, che riduce il volume della chioma. |
Potatura a tutta cima | Potatura corta |
| Potatura che prevede l’asportazione della porzione apicale del ramo fino all’inserzione di uno di ordine immediatamente inferiore a quello che è stato tagliato e che a sua volta assumerà la funzione di cima. | Tipo di potatura che accorcia molto i rami e lascia sulla pianta solo la parte basale di alcuni tralci provvista di due o tre gemme soltanto (speroni). |
Potatura delle radici | Potatura di allevamento |
| Taglio di alcune o di tutte le radici principali di un albero per ridurne il vigore. | Complesso di operazioni eseguite allo scopo di conferire all’albero la forma voluta, costruendo lo scheletro della dimensione che supporti la produzione. |
Potatura di contenimento | Potatura di diradamento |
| Potatura volta alla riduzione del volume della chioma. | Potatura che elimina completamente alcuni rami. |
Potatura di formazione | Potatura di fruttificazione |
| Potatura di allevamento limitata al vivaio. | Complesso di operazioni eseguite allo scopo di regolare la fruttificazione in modo da ottenere una produzione qualitativamente e quantitativamente rispondente alle esigenze del mercato. |
Potatura di mantenimento | Potatura di produzione |
| Potatura volta al mantenimento della forma, naturale o no, della chioma. | Complesso di operazioni eseguite allo scopo di regolare la fruttificazione in modo da ottenere una produzione qualitativamente e quantitativamente rispondente alle esigenze del mercato. |
Potatura di regolazione | Potatura di riforma |
| Potatura per eliminare rami e getti deboli, intricati o folti. | Complesso di operazioni praticate quando sorge l’esigenza di variare la forma di un albero ritenuta non più idonea ai fini produttivi o ornamentali. Consiste nell’effettuare un taglio basso con l’obiettivo di ridurre in modo drastico l’altezza della pianta e ricostituire interamente la chioma in maniera che l’anno successivo si possa operare una selezione tra i germogli, fino a scegliere tre o quattro rami ben disposti e vigorosi, a partire dai quali è possibile ricostruire la chioma. |
Potatura di ringiovanimento | Potatura di rinnovamento |
| Complesso di operazioni intese a rallentare il processo di invecchiamento della pianta privandola delle parti secche, malate o rotte. | Potatura eseguita per mantenere costante l’emissione di nuovi getti. |
Potatura di rinnovo | Potatura di risanamento |
| Complesso di operazioni intese a rallentare il processo di invecchiamento della pianta privandola delle parti secche, malate o rotte. | Complesso di operazioni intese a risanare alberi tramite rimozione selettiva di branche o parti di chioma secche, malate o danneggiate. |
Potatura di ritorno | Potatura di trapianto |
| Tagli eseguiti sui rami di due o più anni, in modo da provocare la formazione di germogli da gemme avventizie. | Complesso di operazioni eseguite al momento della messa a dimora della pianta al fine di eliminare le radici rovinate, contorte o disposte in maniera anomala, ed equilibrare la chioma asportando le sue parti troppo basse, facendo attenzione ad evitare la riduzione eccessiva dei rami che avrebbe effetti negativi sullo sviluppo della pianta e dell’apparato radicale. |
Potatura di trasformazione | Potatura estiva |
| Complesso di operazioni praticate quando sorge l’esigenza di variare la forma di un albero ritenuta non più idonea ai fini produttivi o ornamentali. Consiste nell’effettuare un taglio basso con l’obiettivo di ridurre in modo drastico l’altezza della pianta e ricostituire interamente la chioma in maniera che l’anno successivo si possa operare una selezione tra i germogli, fino a scegliere tre o quattro rami ben disposti e vigorosi, a partire dai quali è possibile ricostruire la chioma. | Interventi di potatura che si eseguono dall’epoca del germogliamento sino a fine estate e sono volti a controllare la dimensione e mantenere la forma delle piante che sono cresciute troppo. |
Potatura invernale | Potatura lunga |
| Interventi di potatura attuati durante il periodo di riposo vegetativo delle piante. | Tipo di potatura che consiste nell’eliminare la sola parte terminale del ramo lasciando intatta la massa fogliare. |
Potatura meccanica | Potatura mista |
| Potatura eseguita mediante macchine. | Tipo di potatura eseguita lasciando sullo stesso albero sia rami lunghi che speroni. |
Potatura povera | Potatura ricca |
| Tipo di potatura energica eseguita lasciando sulla pianta un limitato numero di gemme. | Tipo di potatura eseguita lasciando sulla pianta numerose gemme. |
Potatura secca | Potatura verde |
| Interventi di potatura attuati durante il periodo di riposo vegetativo delle piante. | Interventi di potatura che si eseguono dall’epoca del germogliamento sino a fine estate e sono volti a controllare la dimensione e mantenere la forma delle piante che sono cresciute troppo. |
Potenziale di ossidoriduzione di un terreno | Potenziale idrico |
| Capacità del terreno di ossidare un elemento reattivo (sostanza che subisce una perdita di elettroni o il numero di ossidazione diventa più positivo: es. Fe3+ Fe2+) o di ridurre lo stesso elemento (acquisto di elettrone o numero di ossidazione più negativo: es. Fe3+ Fe2++ ). Più il potenziale redox è alto più il terreno è agente ossidante e viceversa. | Misura la forza con la quale l’acqua è trattenuta nel suolo o nel tessuto vegetale. |
Potenziale osmotico | Potenziale osmotico matriciale |
| Pressione di una soluzione in funzione del suo contenuto in sali. Una conducibilità elettrica (E.C.) di 1 mS/cm (0,64 g/l di sale) sviluppa -0,36 atmosfere; il segno negativo indica una pressione opposta a quella di suzione delle radici. | Forza espressa in atmosfere con cui un terreno trattiene l’acqua legata alla sua parte solida rendendola indisponibile per le piante. I potenziali osmotici diminuiscono passando da terreni argillosi a quelli sabbiosi. |
Potenziale redox | Potere abbattente |
| Capacità del terreno di ossidare un elemento reattivo (sostanza che subisce una perdita di elettroni od il numero di ossidazione diventa più positivo: es. Fe3+ ¬Æ Fe2+) o di ridurre lo stesso elemento (acquisto di elettrone o numero di ossidazione più negativo: es. Fe3+ Fe 2++ ). Più il potenziale redox è alto più il terreno è agente ossidante e viceversa. | Termine con il quale si indica un’azione per contatto rapida e potente esplicata da un insetticida; quando tale azione è riferita ad insetti in volo viene definita anche come potere abbattente, per indicare la velocità con cui si interrompe il volo degli stessi. |
Potere adsorbente | Potere flocculante |
| Proprietà di un terreno di trattenere fortemente elementi fertilizzanti, quali il fosforo e il potassio, impedendone la traslocazione. | Capacità che mostrano i sali di metalli bi- e trivalenti di coagulare i colloidi. |
Potere germinativo | Pozzetto di scarico |
| Percentuale dei semi germogliati, rispetto al numero totale dei semi piantati, in condizioni idonee e a prescindere dal tempo occorso. | Pozzo naturale o artificiale in cui scola l’acqua. |
Ppm | PR |
| Parti per milione: usato per esprimere la concentrazione di un soluto in una soluzione liquida o solida. Corrisponde a un ml/litro o a un mg/kg. | Plant rodlet; bastoncino per piante, solitamente di qualche cm di lunghezza e di qualche mm di diametro, contenente una sostanza attiva. |
Prato | Pre maturazione |
| Coltura di erbe foraggere o di specie erbacee quali graminacee e leguminose per il pascolo, per lo sfalcio del foraggio o la costituzione di tappeti erbosi ornamentali o sportivi | Trattamento dei frutti inteso a determinare la scomparsa della clorofilla dalla loro buccia. |
Precipitazione acida | Precoceni |
| Precipitazione atmosferica con pH minore di 7, spesso composta da prodotti di reazione idrolizzati di alogeni e sostanze solforate ed azotate ossidate. | Insetticidi ad azione antiormonale, capaci di indurre metamorfosi precoci (da cui il nome) con comparsa di adulti nani e non vitali. |
Predatore | Predazione |
| Organismo animale che va alla ricerca di un altro organismo per aggredirlo e divorarlo. (Predator) | Meccanismo di caccia e/o alimentazione di un organismo vivente verso un altro. |
Prefogliazione | Prefollicolo |
| Disposizione delle foglie non ancora emesse nella guaina delle foglie già completamente sviluppate. | Struttura iniziale del follicolo protettivo (scudetto). |
Pregerminazione | Prelarva |
| Germinazione dei semi anteriore alla semina. | Stadio inattivo avvolto nella cuticola embrionale, presente in alcuni gruppi di acari all’interno dell’uovo prima della schiusura. |
Premicelio | Preninfa |
| Tubolo germinativo che si prolunga dalla spora o dal conidio durante la fase di germinazione. | Stadio postembrionale di un insetto che precede quello di ninfa. |
Prepupa | Presidio medico-chirurgico |
| Stadio quiescente che senza muta si evolve in quello di pupa. | Agrofarmaco che trova impiego nel settore civile e domestico. È registrato e come tale disciplinato dall’ art.189 del testo unico delle LL.SS. approvato con regio decreto n. 1265 del 1934. |
Presidio sanitario | Pressione di vapore di un liquido |
| A norma del DPR 3/8/1968 n. 1255, art. 1, venivano considerati Presidi sanitari i fitofarmaci ed i presidi delle derrate alimentari immagazzinate pronti all’impiego. Con il decreto legislativo 17/3/1995, n. 194, tale termine è ora sostituito da Prodotti fitosanitari. Per Ps si intendeva comunque prodotto chimico usato in agricoltura per difendere le piante dagli attacchi dei fitofagi e dei patogeni. Detti anche fitofarmaci, comprendono gli insetticidi, gli acaricidi, i nematocidi e gli anticrittogamici. | Quantità di vapore di quel liquido che si trova in equilibrio termodinamico con il liquido stesso. La p. di vapore varia a seconda della struttura chimica del liquido in esame e della temperatura. Unità di misura per la pressione adottate per i fitofarmaci sono il pascal (Pa) (il Pa corrisponde alla forza di 1 newton applicato perpendicolarmente su una superficie di 1 mq), e il torricelli (Torr) (1 Torr 1 mmHg). La corrispondenza fra unità Pa e unità Torr è: 1 mmHg 133,32 Pa. |
Pressione nominale | Pressione osmotica |
| È la pressione di esercizio dichiarata dal costruttore di un’attrezzatura (pompa, ugello, tubazione, ecc.). Viene generalmente espressa in bar o kPa. | Pressione esercitata dal solvente sulla membrana semipermeabile durante il processo osmotico. |
Prevenzione | Primaverile |
| Azione tesa a prevenire un evento, quale l’infezione o l’infestazione da parte di un dato fitoparassita. | Pianta che emerge nel periodo fine inverno-inizio giugno. |
Principio attivo | Probasidio |
| Parte del formulato antiparassitario che esplica l’azione tossica nei riguardi del patogeno o del fitofago. | Organo preparatorio del basidio. |
Probiotico | Proboscide |
| Termine usato in contrapposizione ad antibiotici per designare composti, ad esempio idrolizzati proteici, oppure organismi, ad esempio batteri e lieviti vivi o inattivati, in grado di migliorare le performance produttive o di ridurre gli effetti negativi delle patologie e degli stress in genere. | Parte fondamentale dell’apparato boccale dei lepidotteri adulti formata dall’accostamento delle due galee. A riposo è tenuta avvolta a spirale sotto il capo. |
Procariota | Processionaria |
| Microrganismo, che non ha organelli interni avvolti da membrane. | Nome comune che indica sia la ‘p. del pino’ sia la ‘p. della quercia’, ossia la Thaumetopoea pityocampa e la T. processionaria, Lepidotteri, temibili fitofaghi allo stadio di larva. Per la prima è stata istituita la lotta obbligatoria. |
Procombente | Proctotrupide |
| Dicesi di ramo che si estende rivolto verso il suolo ma che tende ad assumere andamento orizzontale o rivolto verso l’alto nelle terminazioni apicali. | Famiglia dell’ordine degli Imenotteri con specie di piccole dimensioni, parassite solitarie o gregarie, endofaghe ed ectofaghe. |
Prodotto antiparassitario | Prodotto biologico |
| Termine generico indicante una sostanza impiegata contro i parassiti delle piante. | Prodotto ottenuto (o i cui ingredienti sono ottenuti) conformemente alle norme di produzione biologica. In base al Reg. CE n. 834/2007, il termine si applica a: – prodotti agricoli vivi o non trasformati; – prodotti agricoli trasformati destinati ad essere utilizzati come alimenti; – mangimi; – materiale di propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione. |
Prodotto di sintesi | Prodotto minerale |
| Prodotto ottenuto chimicamente in laboratorio. | Sostanza di origine minerale impiegata nella protezione delle piante raggruppabile in: zolfo e derivati, rame e derivati, argille, oli minerali, altri sali inorganici. |
Prodotto tecnico | Prodotto vegetale |
| Definizione del principio attivo contenuto in un fitofarmaco quando il suo grado di purezza risulta inferiore al 98%. | Sostanza di origine vegetale con proprietà curative per le piante. Si può trattare di composti presenti nelle piante (fenoli, terpeni, alcaloidi, ecc.) in grado di agire sui patogeni attraverso diversi meccanismi di azione (antagonismo per la nutrizione, interferenze con il metabolismo, ecc.), oppure di estratti, oli grassi ed essenziali. |
Produttività | Produttore primario |
| Attitudine di una pianta a produrre frutti. | Sono P.P. alcuni organismi come le piante verdi e alcuni batteri chemiosintetici che convertono la luce o l’energia chimica in tessuti. |
Produzione biennale | Produzione biennale |
| Fenomeno ciclico per cui ad annate con fruttificazione abbondante (carica) seguono annate con fruttificazione scarsa o nulla (scarica). | Fenomeno ciclico per cui ad annate con fruttificazione abbondante (carica) seguono annate con fruttificazione scarsa o nulla (scarica). |
Produzione integrata | Profilassi |
| Secondo la definizione dell’Organizzazione internazionale di lotta biologica (OILB) la Produzione integrata consiste nella produzione economica di derrate di elevata qualità, ottenuta dando priorità ai metodi ecologicamente più sicuri, minimizzando gli effetti collaterali indesiderabili e l’ uso dei prodotti chimici di sintesi, per aumentare la sicurezza per l’ ambiente e la salute umana. (IFP) | Insieme dei mezzi atti a prevenire l’insorgere di una malattia. |
Profilo colturale | Profilo del terreno |
| Si intende la successione degli strati del terreno differenziatisi in conseguenza di operazioni colturali di diverso tipo (arature, fresature, ecc.) e per l’azione dei vegetali (soprattutto le radici) | Curvatura ed inclinazione del terreno rispetto all’orizzontale. Sezione verticale del terreno dalla superficie alla roccia madre, che mette in evidenza strati come il terreno di profondità e il terreno di superficie o agrario. In questo senso è l’insieme degli strati formatisi sul suolo in conseguenza di azioni pedogenetiche di varia natura: chimiche, fisiche, biologiche; queste, agendo in modo differenziato, conferirono agli strati (od orizzonti) caratteristiche qualitative e morfologiche utili per l’identificazione. |
Prognato | Prognosi |
| Capo avente il suo asse longitudinale sul prolungamento dell’asse principale del corpo. | Previsione degli esiti di una malattia. |
Progrediente | Promenade |
| Generazione estiva di afidi Adelgidi olociclici o paraciclici a rapido sviluppo su ospiti secondari. | Dal francese ‘passeggiata’, intende un percorso principale panoramico o comunque un attraversamento dell’area di intervento. |
Promicelio | Pronoto |
| Basidio delle ruggini e dei carboni; struttura iniziale prodotta alla germinazione delle teliospore. | Parte superiore (dorsale) del primo segmento del torace (protorace). |
Pronubo | Propagare |
| I pronubi, o impollinatori, sono insetti che favoriscono la impollinazione incrociata tra i fiori delle colture. | Tecnica che permette di perpetuare una pianta nello spazio e nel tempo attraverso la riproduzione o la moltiplicazione. |
Propagazione | Propagazione agamica |
| Termine che indica sia la riproduzione sia la moltiplicazione di un determinato quantitativo di nuove piante partendo da piante madri selezionate. | Tecnica di propagazione che avviene per via vegetativa, ossia senza l’intervento degli organi sessuali, che permette di produrre piantine uguali alla pianta madre. Si usano porzioni di piante (talea, margotta, innesto, rizomi, stoloni, tuberi, bulbi) che possono originare gemme e radici. |
Propagazione gamica | Propagazione in vitro |
| Tecnica di propagazione sessuata, ottenuta cioè per seme in seguito ad un normale processo fecondativo, che permette la trasmissione nel tempo di una infinità di variabili genotipiche sia nelle piante madri che nelle nuove piantine. | Tecnica di moltiplicazione vegetativa consistente nell’ottenere il differenziamento e la radicazione di nuove plantule da colture in vitro di tessuti (generalmente apici gemmari). Si prelevano dai campi di piante madri, controllate e di élite dal punto di vista genetico e sanitario, gli apici vegetativi che vengono collocati in differenti substrati per stimolare inizialmente la proliferazione, poi l’allungamento e, infine, la radicazione della pianta. Con tale tecnica si ottiene un elevato numero di plantule che presentano le stesse caratteristiche morfologiche e riproduttive. |
Propagazione per seme | Propaggine |
| Tecnica di propagazione sessuata, ottenuta cioè per seme in seguito ad un normale processo fecondativo, che permette la trasmissione nel tempo di una infinità di variabili genotipiche sia nelle piante madri che nelle nuove piantine. | Tecnica di moltiplicazione delle piante che consiste nel piegare verso il terreno un ramo in modo da interrarne la parte mediana (in corrispondenza della quale si formeranno radici avventizie) e lasciando invece fuoriuscire dal terreno la parte terminale. Una volta che l’apparato radicale avrà raggiunto una lunghezza di qualche centimetro, la piantina potrà essere staccata dalla pianta madre. |
Propaggine di ceppaia | Propaggine di punta o apicale |
| Tipo di propaggine ottenuta capitozzando all’altezza del colletto alberi moltiplicati agamicamente in modo da indurli a emettere germogli che raggiunta una certa altezza verranno ricoperti alla base con terra in maniera da stimolare l’emissione di radici ed ottenere a fine stagione barbatelle pronte da espiantare. | Tipo di margotta ottenuta piegando ad arco un ramo dell’anno precedente in modo da interrare soltanto il suo apice vegetativo, in corrispondenza del quale si formeranno radici avventizie e contemporaneamente si svilupperà il germoglio, tendente a svilupparsi verso l’alto. |
Propaggine multipla | Propaggine per trincea |
| Tipo di propaggine eseguita piegando un ramo in una sequenza di archi e lasciando emergere, tra ogni interramento, almeno due coppie di foglie. | Tipo di propaggine ottenuta piegando orizzontalmente, sul fondo di un solco poco profondo, giovani alberi. La base dei germogli emessi dalle gemme di questi alberi viene gradualmente ricoperta con terra o altro materiale e quindi opportunamente eziolata in modo da favorire la emissione di radici avventizie. |
Propagulo | Propoli |
| Ogni parte di un organismo capace di avviare uno sviluppo indipendente. | Deriva da sostanze composte essenzialmente da resine, cere e balsami presenti sulle gemme fiorali, apici vegetativi e alcune zone della corteccia di numerose piante, che vengono raccolte dalle api durante la loro attività bottinatrice e trasportate all’interno dell’alveare. Dal propoli, tramite estrazione in glicole o alcol o soluzioni alcoliche, si ottiene un estratto che trova impiego in agricoltura biologica come fitoprotettivo e biostimolante per diverse colture. |
Prosoma | Prossimale |
| Parte anteriore del corpo degli aracnidi. | Dicesi di organo posto nella parte più bassa delle piante, ossia vicino alla parte centrale dell’organo di origine. |
Prostrato | Proteina |
| Che si sviluppa in senso orizzontale, inginocchiato o sdraiato al suolo. Si riferisce di solito al portamento di una pianta che poggia sul terreno senza emettere radici avventizie. | Sostanza organica azotata complessa, formata da amminoacidi e che costituisce la parte più importante dei materiali organici nel protoplasma vivente. |
Proteina ideale | Proteolitico |
| Proteina, che per rapporti fra gli aminoacidi, è in grado di soddisfare le esigenze degli animali nei diversi momenti fisiologici. | Detto di enzima in grado di idrolizzare le proteine. |
Proterandria | Proterante |
| Dicogamia nella quale si verifica lo sviluppo anticipato degli organi sessuali maschili rispetto a quelli femminili. | Pianta in cui la fioritura avviene prima dell’emissione fogliare. |
Proteroginia | Protettivo |
| Dicogamia nella quale si verifica lo sviluppo anticipato degli organi sessuali femminili rispetto a quelli maschili. | Sostanza, generalmente un prodotto chimico, che previene o impedisce l’infezione. |
Protezione incrociata | Protofloema |
| Proprietà di un agente patogeno (di solito virus) che, avendo infettato un ospite, previene o impedisce l’infezione dello stesso ospite da parte di un altro agente patogeno. | Insieme di tessuti floematici non molto sviluppati, tipici della struttura primaria del fusto e della radice. |
Protogina | Protoninfa |
| Femmina adulta degli eriofioidei simile al maschio, presente sulla pianta soltanto durante il periodo vegetativo. | Stadio pre-immaginale degli artropodi. |
Protoplasma | Protoplasto |
| Materia fondamentale di cui è costituita ogni cellula vivente e formata dal citoplasma e dal nucleo. | Il contenuto della cellula vegetale (esclusa solo la parete). |
Protorace | Protossido di azoto |
| Primo segmento del torace degli insetti. | È un gas incolore, poco solubile in acqua, che può originarsi sia durante la nitrificazione sia dalla denitrificazione; viene ritenuto tra i composti responsabili (per poco meno del 10%) dell’effetto serra, ovvero del fenomeno per il quale il calore irraggiato dalla terra viene assorbito dall’atmosfera. |
Protossina | Protoxilema |
| Sostanza chimica che diventa una tossina in seguito a una o più trasformazioni chimiche. | Insieme di tessuti xilematici non molto sviluppati, tipici della struttura primaria del fusto e della radice. |
Protozoo | Provanatura |
| Phylum di animali unicellulari. | Moltiplicazione per propaggine eseguita mediante l’interramento in un fosso scavato al piede della pianta madre di un tralcio che non viene staccato da essa ma la cui estremità affiora dal terreno. Dalla parte sotterranea spuntano le radici, mentre la punta in superficie emette i germogli. |
Pruina | Pruinoso |
| Velo ceroso o simile a polvere, di colore bianco, che si forma naturalmente sulla superficie di certi frutti. La pruina ha lo scopo di regolare la traspirazione e l’eccesso di umidità sugli organi, soprattutto foglie e frutti, che ricopre (uva, susine, cavolfiori etc.). | Organo vegetale coperto di pruina, sostanza costituita da microgranelli di cera che conferisce un aspetto ‘infarinato’. |
Pruneto | Pseudococcino |
| Arbusteto collinare o submontano, in genere misto, di prugnolo, biancospino, sanguinello, rosa canina e ligustro. Tipico di siepi, bordi di boschi e invadente terreni abbandonati dall’agricoltura. | Cocciniglia dell’omonima famiglia il cui corpo ha un tegumento molle, rivestito di cera e ornato di setole formanti raggi vistosi. |
Pseudoconidio | Pseudodrupa |
| Elemento riproduttivo simile a un conidio. | Antocarpo (falso frutto) delle Gimnosperme. Frutto abortito a causa del mancato sviluppo del tubo pollinico. |
Pseudogalla | Pseudomonade |
| Neoformazione nella quale le alterazioni istologiche intervenute non modificano sostanzialmente l’organo interessato. | Batterio del genere Pseudomonas. |
Pseudopicnidio | Pseudoprogrediente |
| Struttura simile a un picnidio. | Generaziona estiva di afidi adelgidi analociclici e atteri a rapido sviluppo. |
Pseudosclerozio | Pseudosetto |
| Struttura simile ad uno sclerozio ma con morfologia poco complessa risultante dal semplice e disordinato addossamento di cellule a pareti ispessite. | Simile a un setto divisorio. |
Pseudotecio | Pseudozampa |
| Corpo fruttifero (ascocarpo) molto simile al peritecio che si distingue da questo in quanto si costituisce all’interno di uno stroma preformato. Ha gli aschi in numerosi loculi privi di pareti divisorie. | Formazione ambulacrale presente nella parte ventrale dei segmenti addominali delle larve. |
Psillide | Psilloidei |
| Famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Rincoti. | Superfamiglia di Rincoti omotteri. |
Psyillidae | PT |
| Famiglia appartenente all’ordine dei Rincoti. | Pellet |
Pteridieto | Pterigo- |
| Felceto di felce acquilina, quasi sempre puro, ad amplissima distribuzione altitudinale dal mare sino al piano montano, di suoli acidi e non troppo asciutti abbandonati dall’agricoltura o dal pascolo. | Ala. Es. pterigòti: dotati di ali. |
Ptero- | Pteromalide |
| Ala. Es. pterigòti: dotati di ali. | Famiglia di Imenotteri terebranti comprendente specie parassite delle crisalidi. |
Pteroteca | Pticonomio |
| Teca crisalidale racchiudente le ali. Le due anteriori, molto ampie, avvolgono gran parte dei fianchi del corpo arrivando più o meno a congiungersi sul ventre; le posteriori sono invece appena visibili sul dorso, a lato del metatorace e dei primi uriti. | Mina fogliare. |
Pubescente | Pubescenza |
| Organo ricoperto da una fitta e fine peluria molto corta. | Peluria sottile, più o meno lunga e densa. |
Pucciniaceae | Pulire in schiena |
| Famiglia di funghi appartenenti all’ordine delle uredinali con teleutospore peduncolate per lo più isolate. | Operazione che consiste nell’eliminare i rami sviluppatisi verticalmente sulle branche produttive. |
Pulitura delle cime | Pullo |
| Consiste nella riduzione equilibrata dei rami posti nella parte distale della branca effettuata mediante l’esecuzione di tagli di diradamento eliminando, in particolar modo, i rami più deboli, sottili, mal disposti al fine di ottenere la densità desiderata della chioma e favorire l’arieggiamneto della stessa, salvaguardando l’integrità del prolungamento terminale e mantenendo inalterati i parametri di altezza e volume della pianta | Individuo fortemente immaturo e per questo motivo indeterminabile a livello sistematico. |
Pullulazione | Pulvillo |
| Riproduzione rapida e numerosa di una popolazione. | Struttura tipica dell’estremità distale delle zampe degli insetti, di aspetto membranoso, di solito fornite di peli ghiandolari che consente l’adesione dell’insetto stesso al substrato. |
Pungente succhiatore | Punto di appassimento |
| Caratteristica dell’apparato boccale di alcuni insetti in grado di perforare i tessuti delle piante ospiti e di succhiare da essi la linfa. | Si dice che un terreno raggiunge il punto di appassimento quando, pur contenendo ancora una riserva idrica, le piante non possono più giovarsene essendo il potere di trattenuta del suolo (potenziale osmotico matriciale) e la pressione osmotica determinata dai sali del terreno, superiore alla forza di suzione delle radici. Espresso in atmosfere è di 15 atm (corrispondente ad un pF di 4,2-4,4). Al punto di appassimento permanente corrispondono percentuali variabili di acqua nel terreno, in funzione del tipo di suolo. |
Punto di innesto | Punto focale |
| Altezza della pianta a cui si realizza l’innesto e di conseguenza l’unione tra il portinnesto ed il nesto | Punto in cui convergono e si concentrano gli elementi di interesse. |
Pupa | Pupario |
| Stadio quiescente e afago dell’insetto nel quale sono più o meno evidenti i caratteri dell’adulto. | Struttura coriacea (astuccio) che contiene la pupa dell’insetto. |
Purezza delle sementi | Pustola |
| È la percentuale di semi corrispondenti alle caratteristiche della specie dichiarata. | Piccola porzione della superficie di un vegetale sollevatasi a seguito dello sviluppo di un micelio o di una fruttificazione di un fungo. |
