Consulta la «L»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera L del glossario di Verdepedia.
L-Amminoacido | Labello |
| Amminoacido levogiro, perché fa ruotare il piano di luce polarizzata in senso antiorario. Sono gli amminoacidi cosiddetti naturali, cioè quelli che formano le proteine vegetali e animali. | Parte petaloide appariscente tipica delle Orchidaceae. In entomologia è l’ingrossamento della porzione terminale del labbro inferiore, tipico di molti ditteri brachiceri, adatto alla suzione |
Labirinto | Labium |
| Schema geometrico la cui trama è in genere complessa ed intricata. Utilizzato già nell’antichità, ebbe il suo massimo utilizzo nel rinascimento italiano e francese. Di forma quadrata o raramente tondeggiante è composto da sentieri e da siepi sagomate (arte topiaria) in genere di bosso, tasso, carpino, lauro etc. | Labbro inferiore. |
Labrum | Lacinia |
| Labbro superiore. Sclerite impari disposto inferiormente al clipeo. | Incisione profonda che frammenta un organo (petalo, foglia) |
Lacnide | Lag phase |
| Afide afferente alla omonima famiglia (ordine dei Rincoti). | Indica il periodo di ridotta attività fisiologica e di rallentata divisione cellulare di un batterio a seguito dell’inoculazione in un nuovo substrato. Precede la log phase. |
Laghetto | LAI |
| Piccolo affossamento nel terreno, naturale o artificiale, nel quale si raccolgono le acque | Leaf area index. Rapporto tra l’area della struttura vegetale e quella del suolo su cui insiste. Esprime quindi il numero di ettari di foglie su un ettaro di terreno. |
Lamburda | Lamburda fiorifera |
| Piccolo ramo, tipico delle Pomacee di aspetto analogo al dardo rugoso (dalla cui evoluzione spesso deriva) avente un’unica gemma apicale mista. Evolvendosi può dare origine a brindilli o a nuove lamburde | Corto ramo, tipico delle pomacee, munito di una gemma apicale mista |
Lamburda spinosa | Lamburda vegetativa |
| Corto ramo, tipico delle pomacee, terminante con una spina | Corto ramo, tipico delle pomacee, dotato di borsa che porta una gemma a legno |
Lamella | Lamina |
| Piega sottile, disposta radialmente nella parte inferiore del cappello di alcuni funghi, portante le ife fertili. | Parte appiattita sviluppata in larghezza, di foglie o petali |
Lamina fogliare | Lamina fogliare aghiforme |
| Parte distale della foglia. Può presentarsi intera e con il margine perfettamente liscio (es. Magnolia grandiflora), può avere margine dentato o seghettato (es. castagno, ciliegio) oppure presentare tutti i gradi di incisione fino alla divisione completa in foglioline secondarie ciascuno dei quali imita una foglia intera dotata o meno di un proprio picciolo (es. Leguminose). | Foglia ridotta ed acuta, a forma di ago. (Conifere) |
Lamina fogliare aghiforme | Lamina fogliare ellittica |
| Foglia ridotta ed acuta, a forma di ago. (Conifere) | Foglia a forma di ellissi (Ilex aquifolium) |
Lamina fogliare fida | Lamina fogliare lanceolata |
| Foglia in cui è presente un’incisione profonda circa un quarto della larghezza. | Lamina fogliare a forma ellittica allungata come la punta di una lancia e che ha, generalmente, la massima larghezza nella zona centrale |
Lamina fogliare lineare | Lamina fogliare lobata |
| Foglia a forma stretta ed allungata. | Foglia in cui è presente un’incisione profonda meno di un quarto della larghezza. |
Lamina fogliare ovale | Lamina fogliare ovata |
| Foglia a forma ellittica con apice e base arrotondati | Foglia a forma ovale con la parte basale più larga e, quindi, a forma di uovo. |
Lamina fogliare partita | Lamina fogliare rotonda |
| Foglia in cui è presente un’incisione profonda più di un quarto della larghezza. | Foglia con perimetro tondeggiante. |
Lamina fogliare setta | Lamina fogliare spatolata |
| Foglia in cui è presente un’incisione tanto profonda da raggiungere la nervatura centrale. | Foglia sessile con base progressivamente ristretta ed apice arrotondato (Convolvolus cneorum). |
Lanceolata | Land Art |
| Lamina fogliare a forma ellittica allungata come la punta di una lancia e che ha, generalmente, la massima larghezza nella zona centrale. | Forma di arte che utilizza il territorio come spazio interagente. Si può esprimere con delle giustapposizioni materiche, con delle manipolazioni del territorio stesso o con entrambe le tecniche. Nata dalla memoria geroglifica, Land Art è in continua espansione ed evoluzione culturale. Tra i maggiori esponenti contemporanei ricordiamo J. Simon, Christo, W. de Maria, M. Heizer, R. Long, R. Smithson. |
Larva | Larvicida |
| Secondo stadio degli insetti a metamorfosi completa (olometaboli). Nei lepidotteri è sempre di tipo eruciforme, provvista cioè, oltre che di zampe toraciche, anche di pseudozampe sui segmenti ventrali. L’apparato boccale è masticatore. Appena sgusciata è indicata come larva neonata, mentre ad accrescimento completo è detta larva matura. Durante il suo sviluppo, passa attraverso varie età e tra l’una e l’altra è costretta a cambiare la cuticola per mezzo di mute. | Prodotto attivo contro lo stadio larvale di una specie. |
Lasso | Latente |
| Debole, privo di vigoria, fiacco, allentato o meno teso | (Calore) energia calorica che deriva dai cambiamenti di stato dell’acqua. |
Latenza | Laterale |
| Tempo che separa l’infezione dalla formazione di nuovo inoculo. | Vegetazione che si sviluppa di lato formando un angolo con il fusto di un albero. |
Latice | Laticifero |
| Succo lattiginoso che sgorga dai tessuti danneggiati caratteristico di molte specie (Euforbie, Sonchus spp., Taraxacum spp., Picris spp.). | Si dice di organo ricco di latice (es. fusti delle papaveracee e di molte composite) |
Latifoglia | Lattice |
| Specie forestali a foglie larghe. Formano un gruppo che per i caratteri si oppone alle aghiformi | Succo lattiginoso che sgorga dai tessuti danneggiati caratteristico di molte specie (Euforbie, Sonchus spp., Taraxacum spp., Picris spp.) |
Lauraceae | Lavorabilità |
| Famiglia di piante legnose a portamento arboreo o arbustivo. Foglie: persistenti, alterne, coriacee e ricche di ghiandole odorose. Frutto: bacca. | Possibilità di percorrere e lavorare il suolo senza danneggiare la struttura. Può essere stimata sulla base del tempo necessario dopo una pioggia che satura il suolo in autunno o in primavera: – tempi di attesa (giorni): <3 – Classe di lavorabilità: facile; – tempi di attesa (giorni): 4-6 – Classe di lavorabilità: moderata; – tempi di attesa (giorni): 7 – Classe di lavorabilità: difficile. |
Lavorazione del suolo | Lavorazione ridotta |
| Trattamento del suolo con apposita macchina, effettuato essenzialmente per eliminare le erbe infestanti e frantumare il terreno compattato. | Insieme di tecniche di lavorazione imperniate sulla riduzione della profondità e dell’intensità di lavorazione, al fine di limitare le perdite di sostanza organica, ridurre l’erosione del suolo, contenere i costi di produzione. (Minimum tillage) |
Lavori di copertura | Lavori di dirompimento |
| Insieme di lavori da svolgere post semina e con la vegetazione in atto, che riguardano la rottura della crosta superficiale, la rincalzatura, l’interramento dei concimi, l’eliminazione delle erbe infestanti, la rullatura, ecc. | Insieme di lavori del terreno da svolgere in presemina e che consistono nell’operare una rottura e conseguente disgregazione dello strato di terra, più o meno profondo, interessato dalle coltivazioni. |
Lavori di ripresa | LC50 |
| Insieme di lavori da effettuare durante la fase di preparazione del letto di semina e volti allo sminuzzamento del terreno, già rotto dall’aratro, all’eliminazione delle erbe infestanti, allo spianamento e regolarizzazione della superficie del terreno. | Indica la concentrazione di principio attivo nel mezzo (aria, acqua), in grado di uccidere il 50% degli animali test in esso contenuti. Si esprime in parti per milione (ppm). |
LD50 (Lethal dose 50) | Leaching |
| Indica la quantità di sostanza attiva di un agrofarmaco sufficiente ad uccidere il 50% di animali di laboratorio sottoposti all’assorbimento di quel prodotto. Si esprime in milligrammi di principio attivo per ogni kg di peso di animali di laboratorio. | Mobilità in senso verticale degli erbicidi nel terreno. I valori sono in genere compresi fra 1 e 30: 1 per prodotti praticamente immobili; 30 per prodotti molto mobili. |
Leaf area index | Lecanide |
| Rapporto tra l’area della struttura vegetale e quella del suolo su cui insiste. Esprime quindi il numero di ettari di foglie su un ettaro di terreno. (LAI) | Cocciniglia della omonima famiglia (ordine dei Rincoti). |
Lecceta | Legame a idrogeno |
| Bosco a prevalenza di leccio, quasi sempre ceduo, con presenza subordinata di altre sempreverdi della macchia mediterranea; altezza media a maturità di almeno 7 m. Tipico di zone a clima mediterraneo, con marcata aridità estiva. | Tipo di legame che si manifesta tra un atomo di idrogeno di una molecola e un atomo fortemente elettronegativo di un’altra molecola. |
Legno | Legume |
| Insieme di tessuti vegetali presente nelle piante e adibito al trasporto ascendente dell’acqua e delle sostanze in essa disciolte (linfa grezza). | Frutto secco deiscente, munito di sutura ventrale, che a maturità si apre in due valve racchiudenti i semi, tipico delle Leguminose (fagioli, lenticchie, piselli). |
Leguminosae | Lembo |
| Famiglia di piante erbacee o legnose, queste ultime arboree o arbustive. Foglie: caduche, sparse, di solito composte, fornite di stipole; talvolta le foglie sono trasformate in cirri, viticci o spine. Fiori: con un unico piano di simmetria, caratterizzato dalla tipica corolla papilionata; isolati o raccolti in infiorescenze. Impollinazione entomofila. Frutto: secco a legume, che dà il nome alla famiglia. Secondo alcuni botanici la famiglia delle L. comprende, per le reciproche ‘affinità, le Mimosaceae e le Papilionaceae. | Parte appiattita sviluppata in larghezza, di foglie o petali. |
Lemma | Lentibulariaceae |
| Nel fiore: paglietta dorsale. Il lemma costituisce un valido strumento per l’identificazione delle graminacee adulte o delle cariossidi; esso, infatti, cambia di forma o di altre caratteristiche a seconda della specie. | Famiglia di piante dicotiledoni erbacee, acquatiche o palustri, con foglie di forme particolari atte a catturare gli insetti. |
Lenticella | Lenticolare |
| Apertura microscopica presente sulla corteccia. Permette lo scambio gassoso fra l’ambiente esterno ed i tessuti interni | Depresso, a forma di lente. È forma caratteristica di alcune uova. |
Lento effetto | Leonardite |
| Dicesi dei concimi o di un altro prodotto che rilascia lentamente i principi nutrienti o attivi che possiede. | Ammendante. Materiale fossile, normalmente costituente lo strato superficiale dei giacimenti di lignite. Titolo minimo: 30% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Lepidotteri | Lesione |
| Ordine dei L.: insetti terrestri, alati, di varie dimensioni, con svariate livree spesso ricche di variegazioni. Apparato boccale diverso a seconda del gruppo sistematico, ma spesso succhiatore non perforante. Le comuni farfalle di solito L. | Area ammalata ben caratterizzata, ma localizzata; ferita. |
Lesione locale | Letamazione |
| Area localizzata di tessuto in cui si è sviluppata un’infezione provocata da un virus, in seguito ad inoculazione sperimentale o a puntura di vettori infettivi. | Somministrazione di letame al terreno. |
Letame | Letame artificiale |
| Ammendante. Deiezioni animali eventualmente miscelate alla lettiera o comunque a materiali vegetali, al fine di migliorarne le caratteristiche fisiche. Titolo minimo: 30% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Ammendante. Mescolanza di paglia e di concimi semplici azotati dopo fermentazione. Titolo minimo: 35% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Letame essiccato | Letame suino essiccato |
| Concime organico azotato. Prodotto ottenuto dall’essiccamento e trasformazione di deiezioni animali con o senza lettiera. Titoli minimi: 3% N; 25% C organico. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime organico NP. Prodotto ottenuto dall’essiccamento e lavorazione di deiezioni suine tal quali. Titoli minimi: 5% N + P2O5; 2,5% N; 2% P2O5; 30% C organico. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Lettiera | Lettiera esausta |
| Strato di paglia o altro materiale con funzione di giaciglio per gli animali. | Lettiera alla fine del ciclo di utilizzazione. |
Lettime | Letto caldo |
| Materiale (paglia, truccioli, segatura, ecc.) utilizzato per la realizzazione della lettiera in un ricovero zootecnico. | Struttura adibita alla moltiplicazione per talee di specie caratterizzate da una limitata attitudine rizogena. Si ottiene stratificando letame fresco, cioè a fermentazione appena iniziata, e terreno così che lo sviluppo di calore produca condizioni adatte alla germinazione dei semi ed allo sviluppo delle piantine. Il substrato è inoltre artificialmente riscaldato da resistenze elettriche |
Letto freddo | Levata |
| Struttura adibita alla moltiplicazione per talee di specie caratterizzate da una limitata attitudine rizogena. Si ottiene stratificando terriccio e sabbia al fine di stimolare la produzione di radici | Stadio fenologico, successivo all’accestimento, durante il quale il fusto si allunga. |
Liana | Lianoso |
| Pianta legnosa a fusto volubile e rampicante (es. in Clematis vitalba). | Portamento di alcune piante simile a quello delle liane, ossia volubile e rampicante. |
Libro | Libro primario |
| Tessuto conduttore formato da cellule sovrapposte che formano i “tubi cribrosi”, devoluto al trasporto della linfa elaborata dalle foglie verso gli altri organi della pianta (fusto, radice). Può essere primario o secondario | È il libro presente nelle piante di un anno. |
Libro secondario | Lichene |
| È il libro presente nelle piante che hanno più di un anno. | Prodotto della simbiosi fra un’alga ed un fungo, a struttura varia, polimorfo, crostoso o espanso, vivente sul terreno, sulle pietre o sulle cortecce. Gli organi riproduttivi corrispondono alla struttura imeniale del fungo simbiotico |
Lievito | Lignicolo |
| Gruppo di microrganismi fungini che si riproducono prevalentemente per scissione o per gemmazione. | Si riferisce ad un organismo o altro elemento che sta nel legno |
Lignina | Ligninolitico |
| Sostanza presente nelle cellule vegetali che dà luogo alla formazione del legno. | Organismo o prodotto distruttore della lignina |
Ligninsolfonato di ferro – Complesso di ferro | Lignite |
| Concime a base di un solo microelemento. Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato d’ammonio e ferro solfato. Titolo minimo: 10% Fe solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Ammendante organico naturale. Prodotto solido estratto da miniere a cielo aperto e macinato. Titoli minimi: 30% C organico s.s.; 15% C umificato s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Lignite picea | Lignite torbosa |
| Di formazione eocenica, nell’aspetto simile al litantrace; presenta una struttura tipicamente concoide ed è generalmente nera e lucente. Il potere calorifico della lignite picea si aggira intorno alle 5500 calorie. | Combustibile fossile di formazione pliocenica di origine lacustre. Ricca di acqua (almeno il 45%) e di ceneri (almeno il 27,4%) ha consistenza tenera al taglio e potere calorifico del secco dell’ordine di 4100 calorie. |
Lignite xiloide | Lignivoro |
| Lignite propriamente detta; presenta un contenuto medio di ceneri del 15-20% ed un potere calorico di circa 4960 calorie sul secco. | Organismo che si nutre di lignina, provocando la carie bianca degli alberi |
Ligula | Ligulato |
| Lembo a forma di linguetta tipico dei fiori, denominati semiflosculi, di alcune corolle gamopetale irregolari (es. fiori periferici delle margherite). Laminetta membranosa o pelosa posta alla sommità della guaina fogliare. La ligula è indispensabile per il riconoscimento delle graminacee giovani in quanto cambia di forma o di costituzione a seconda della specie. | Riferito ad un particolare tipo di fiore (es. tipico delle composite) che ha i petali saldati a tubo alla base e mostra un evidente ligula apicale. |
Liliaceae | Limaccia |
| Famiglia comprendente 187 generi e oltre 2100 specie vegetali sparse in tutto il globo, più frequenti nelle regioni temperate e sub-tropicali, provviste di bulbi o di rizomi, impiegate per usi alimentari (asparago, cipolla, aglio), officinali, ornamentali (gigli) | Mollusco appartenente alla classe dei Gasteropodi, famiglia Limacidi. |
Limacida | Limantride |
| Sostanza attiva o agrofarmaco idoneo a combattere e/o contenere chioccole e limacce. | Famiglia dell’ordine dei lepidotteri le cui farfalle hanno il corpo e le zampe ricoperti di peli e presentano sovente un accentuato dimorfismo sessuale; le larve sono ricoperte di peli, spesso riuniti in ciuffi. |
Limite di tolleranza | Limo |
| Quantità massima di un principio attivo, espresso in parti per milione (ppm), di cui è tollerata la presenza nei prodotti destinati all’alimentazione, al momento della raccolta. Tale quantità può essere ingerita col prodotto commestibile trattato, senza pericolo di disturbi fisiologici immediati o futuri. Il limite di tolleranza di una sostanza viene calcolato come segue. Innanzi tutto, viene determinata, per la stessa, la dose massima accettabile senza rischio (no effect level) per l’animale che è risultato più sensibile nelle prove, durate due anni, di tossicità cronica. Questa serve poi per calcolare la dose giornaliera accettabile (ADI) per l’uomo (la quantità di sostanza, cioè, che può essere ingerita da un individuo per l’intera vita senza pericolo), applicando sulla medesima un coefficiente di sicurezza di 100 (ad esempio se il ratto fosse risultato l’animale più sensibile e la dose tollerata fosse di 10 mg/kg, la ADI per l’uomo diventerà 10:100 e cioè 0,1 mg/kg/giorno). Dalla ADI si può dedurre la concentrazione autorizzabile per un alimento o per un gruppo di alimenti, conoscendo il fattore alimentare e cioè la quantità media di questi alimenti consumati giornalmente; nell’Europa occidentale si è convenuto che il peso medio dell’uomo sia di 60 kg e che ad esempio la frutta ed i legumi vengano consumati quotidianamente nella misura di 400 grammi. In riferimento all’esempio su riportato, l’uomo può perciò ingerire, senza rischi, in media 0,10×60=6 mg per giorno di quella determinata sostanza; per la frutta o i legumi la concentrazione massima di sostanza attiva non deve pertanto superare i 15 mg/kg (o 15 ppm), come risulta dalla seguente equazione: 6×1000/400. In conclusione, il limite di tolleranza dei residui non deve superare i 15 mg per kg di alimento considerato. | Sabbia molto fine, i cui frammenti hanno dimensione tra 0,02 e 0,002 mm. |
Linea d’impianto | Linea pura |
| Lieve variazione di colore sul fusto di una pianta a radice nuda, che indica la profondità alla quale era piantata in precedenza. | Complesso di piante con un alto grado di omozigosi, ottenute per riproduzione e aventi tutte lo stesso genotipo. |
Lineare | Linfa |
| Lamina fogliare a forma stretta ed allungata. | Insieme dei liquidi presenti all’interno della pianta contenente disciolte diverse sostanze, organiche ed inorganiche, veicolate, attraverso specifici vasi conduttori, nelle diverse parti della pianta. |
Linfa ascendente | Linfa discendente |
| Insieme dei liquidi in cui sono disciolti i sali minerali. Ha direzione ascendente, andando dalle radici alle foglie, utilizzando i vasi presenti nello xilema. | Insieme dei liquidi contenente sostanze organiche derivate dal processo di fotosintesi (zuccheri, amminoacidi, ecc.). Ha direzione discendente, andando dalle foglie verso le altre parti della pianta. |
Linfa elaborata | Linfa grezza |
| Insieme dei liquidi contenente sostanze organiche derivate dal processo di fotosintesi (zuccheri, amminoacidi, ecc.). Ha direzione discendente, andando dalle foglie verso le altre parti della pianta. | Insieme dei liquidi in cui sono disciolti i sali minerali. Ha direzione ascendente, andando dalle radici alle foglie, utilizzando i vasi presenti nello xilema. |
Lionezide | Lipidi |
| Famiglia dei lepidotteri con larve che scavano mine serpentiformi. | Sostanze grasse. |
Liquame | Liquido emulsionabile |
| Refluo di allevamento costituito da una miscela di deiezioni, acque di lavaggio, residui di mangime, perdite di abbeverata, materiali di lettiera, di consistenza liquida o pastosa. (Liquid manure) | Formulazione liquida omogenea che viene applicata dopo essere stata diluita con acqua; più propriamente può essere definita concentrato emulsionabile. È costituito da una sostanza attiva sciolta in un solvente in modo da ottenere un liquido emulsionabile e cioè non solubile in acqua, ma che versato in essa forma delle goccioline piccolissime che rimangono sospese in tutta la massa dell’acqua. |
Liquido emulsionato | Liquido solubile |
| Formulazione liquida eterogenea costituita dalla dispersione di fini goccioline di un liquido organico in acqua. | Formulazione liquida omogenea che viene applicata, dopo diluizione in acqua, sotto forma di soluzione. Più propriamente può essere definita concentrato solubile. È costituito da un principio attivo, liquido o solido, in soluzione in una piccola percentuale d’acqua o di solventi idrosolubili. |
Lirata | Lisciviamento |
| Foglia con margine profondamente inciso e delimitante tanti segmenti dei quali quello apicale è il più grande. | Rimozione di prodotti chimici solubili di un terreno ottenuta con il passaggio di acqua. Tecnica molto importante nei terreni salini e nei terreni emendati da sodio di scambio. |
Lisciviazione | Lisi |
| Processo per cui le sostanze organiche ed i sali minerali solubili filtrano dagli strati superficiali del suolo verso quelli più profondi, per effetto della percolazione delle acque piovane. | Alla lettera, scioglimento; usato nel senso di ‘dissoluzione’ o anche di ‘disfacimento’ e riferito a cellule o tessuti. |
Litiasi | Litosfera |
| Fenomeno particolarmente a carico dei tessuti della frutta, per cui i medesimi, a causa di affezioni virotiche, assumono una consistenza quasi pietrosa. | Materiale roccioso della crosta terrestre. |
Litosuolo | Litotamnio |
| Suolo ai primissimi stadi di evoluzione, su roccia madre | Derivato di alghe appartenenti al genere Litothamnion. |
Livello idrico di saturazione | Livello piezometrico |
| Livello massimo di acqua contenuta in un terreno perché riempie sia i micro che i macropori dello stesso. È una fase transitoria perchè dopo poco tempo l’acqua contenuta nei macropori (acqua gravitazionale) abbandona il suolo per naturale percolazione. | Livello statico di profondità della falda idrica. |
LMR | Loam |
| Limiti massimi di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari tollerate nei prodotti destinati all’alimentazione. | Terra fertile costituita da una miscela equilibrata di argilla, sabbia e humus. |
Lobata | Lobo |
| Foglia in cui è presente un’incisione profonda meno di un quarto della larghezza. | Parte della lamina fogliare, isolata da un’incisione del lembo |
Lobo caudale | Lobo corollino |
| Prominenza rotonda della parte posteriore del corpo, talora delimitata da una solcatura. | Metà simmetrica del corpo anterifero che resta diviso da un solco connettivale |
Locosistemicità | Loculo |
| Proprietà di principi attivi, di penetrare nei tessuti delle piante ed esercitare quindi un’azione profonda. | Cavità, specialmente in uno stroma. |
Locus | Lodicola |
| Sito che su un cromosoma è occupato da uno specifico gene. | Costituente del fiore, posta fra le pagliette e gli apparati sessuali. Dopo la spigatura si ingrossa provocando l’apertura delle pagliette e quindi la fioritura. |
Lofotrico | Log phase |
| Organismo con organo di locomozione localizzato in un unico punto. | Fase di crescita esponenziale dei batteri, in cui ogni cellula dà rapidamente origine a due cellule figlie. |
Loggia | Loggia seminale |
| Cavità interna di un frutto. | Cavità del frutto, suddivisa da setti o diaframmi, contenente i semi. |
Logìa | Lombrico |
| Studio, raccolta ordinata (es. entomologia: studio degli insetti; terminologia: insieme ordinato delle parole o delle espressioni usate in un linguaggio di solito specialistico) | Genere di Oligocheti Opistopori, con corpo cilindrico, di colore bruno roseo, lungo fino a 30 cm. Vive nei terreni umidi, uscendone soprattutto di notte. Forma numerose gallerie nel terreno, assimilando particelle terrose, ma non è dannoso se non in vaso, |
Lorette | Lotta a calendario |
| Sistema di potatura eseguito cimando i prolungamenti delle branche principali in primavera e speronare i rami laterali a 2-3 gemme in varie epoche, soprattutto nei mesi estivi | È un metodo di lotta contro i parassiti delle colture, largamente adottato sino a diversi lustri orsono, che prevede l’effettuazione degli interventi con prodotti chimici a scadenze prefissate o in coincidenza di determinate fasi fenologiche della pianta. |
Lotta antiparassitaria | Lotta biologica |
| È l’insieme delle tecniche che permette di proteggere le colture dai parassiti. Comprende tecniche di difesa tradizionale, D. a calendario, D. guidata, D. integrata e D. biologica. | Interventi di lotta che si avvalgono dell’impiego di nemici naturali dei fitoparassiti, quali insetti, acari o microrganismi (batteri, virus, funghi, ecc.) allevati in laboratorio o in vere e proprie fabbriche. |
Lotta guidata | Lotta integrata |
| Metodo di difesa contro i parassiti animali e vegetali, basato su interventi eseguiti con mezzi chimici non più sulla base di calendario, ma dopo aver accertato, con opportuni rilievi in campo (con campionamenti visivi ed utilizzazione di strumenti quali trappole sessuali, captaspore, pluviografi, termoumettografi) il reale rischio di danno da parte delle avversità. Ha rappresentato la prima tappa verso la razionalizzazione della difesa delle colture. Per l’attuazione della lotta guidata occorre conoscere la biologia degli organismi utili e dannosi, le caratteristiche degli agrofarmaci e disporre di informazioni relative ai parametri che influenzano o meno la comparsa delle malattie fungine. I criteri fondamentali su cui è basata la lotta guidata sono rappresentati dalla soglia di intervento e dalla valorizzazione dell’azione dei nemici naturali. | Rappresenta l’evoluzione delle tecniche di lotta guidata nell’ottica della ulteriore riduzione dell’impiego dei prodotti chimici di sintesi. La difesa delle piante viene attuata impiegando, accanto a mezzi chimici selettivi, anche mezzi biologici, agronomici, fisici, ecc. L’approccio interdisciplinare (integrato) consente di ridurre al minimo l’impiego di fitofarmaci e di utilizzare, fra questi, quelli a minore impatto sull’uomo e sull’ambiente. |
Lotta microbiologica | Lotta naturale |
| Utilizzazione di microrganismi (funghi, batteri, virus, protozoi e nematodi) per il controllo di organismi dannosi (in particolare di insetti fitofagi). (Microbial control) | Consiste nel favorire e salvaguardare la presenza dei nemici naturali dei fitofagi presenti nel campo coltivato. |
Low Pressure | LP |
| Bassa pressione. Riferita a ugelli indica testine adatte a erogare la miscela per il trattamento a basse pressioni (meno di 2 bar). | Low Pressure. Bassa pressione. Riferita a ugelli indica testine adatte a erogare la miscela per il trattamento a basse pressioni (meno di 2 bar). |
Lucifugo | Lucivago |
| Organismo che richiede condizioni di scarsa luminosità. | Organismo che richiede un ambiente luminoso e soleggiato. |
Lumaca | Lumachicida |
| Mollusco appartenente alla classe dei Gasteropodi, famiglia Limacidi. | Sostanza attiva o agrofarmaco idoneo a combattere e/o contenere chioccole e limacce. |
Lume | Lunula |
| In biologia si intende l’interno di un canale (es. vasi conduttori della linfa), o di un organo cavo (es. stiletto dei nematodi). | Macchia caratteristica, a forma di mezzaluna o di C, spesso presente al centro dell’ala posteriore. Lungo il bordo terminale delle ali anteriori è invece frequente una serie di piccole macchie a lunula. |
Lussureggiamento | Lymantriidae |
| Vigoria somatica degli ibridi di prima generazione (F1). Esaltazione delle attitudini vegetative e produttive di una pianta in conseguenza della sua origine ibrida. | Famiglia dell’ordine dei Lepidotteri le cui farfalle hanno il corpo e le zampe ricoperti di peli e presentano sovente un accentuato dimorfismo sessuale; le larve sono ricoperte di peli, spesso riuniti in ciuffi. |
