Consulta la «I»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera I del glossario di Verdepedia.
IAA | Ialino |
| Acido indol-3-acetico, chiamato anche auxina. È un ormone vegetale prodotto soprattutto nei meristemi apicali e nelle giovani foglie, si muove in senso basipeto negli organi caulinari e in senso acropeto nelle radici. Stimola la distensione cellulare. | Che ha l’aspetto e la trasparenza del vetro. Frequentemente usato nel significato di incolore. |
IBE | Ibernacolo |
| Inibitori della biosintesi dell’ergosterolo, principale sterolo attivo nella formazione della membrana cellulare. Sono rappresentati da principi attivi ad azione anticrittogamica che rientrano nei seguenti gruppi chimici: imidazoli, morfoline, piperazine, pirimidine e triazoli. | Struttura protettiva o semplice riparo comunque utilizzato dalla larva per sopportare i rigori invernali. Può identificarsi col bozzolo fabbricato dalla larva matura e al suo interno, quindi, avrà anche luogo l’impupamento, o essere invece una struttura simile dalla quale fuoriuscirà, dopo l’inverno, non l’adulto ma la larva stessa. |
Ibernamento | Ibernazione |
| Stato di vita rallentato che consente all’organismo il superamento dei mesi invernali o di condizioni ambientali avverse. | Stato di vita rallentato che consente all’organismo il superamento dei mesi invernali o di condizioni ambientali avverse. |
Ibridazione | Ibrido |
| Fecondazione incrociata di due specie o di due varianti della stessa specie | Pianta prodotta dalla fecondazione incrociata di due specie o di due varianti della stessa specie. |
Ibrido d’innesto | Ibrido F1 |
| Pianta che riunisce in sé e manifesta anche nella sua discendenza gamica caratteri di due individui diversi, in seguito alla influenza genetica che questi possono reciprocamente esercitare quando sono innestati fra loro. | Prima generazione di individui derivanti dall’incrocio di genitori aventi tra di loro caratteri ereditari differenti. |
Ibrido F2 | IBS |
| Generazione prodotta per autofecondazione della F1 o lasciando gli F1 incrociarsi tra di loro. | Inibitori della biosintesi dell’ergosterolo, principale sterolo attivo nella formazione della membrana cellulare. Sono rappresentati da principi attivi ad azione anticrittogamica che rientrano nei seguenti gruppi chimici: imidazoli, morfoline, piperazine, pirimidine e triazoli. |
Icneumonide | Idatode |
| Famiglia di imenotteri terebranti le cui larve sono parassite di insetti e di acari. | Ghiandola al termine dei tessuti vascolari, attraverso cui può fuoriuscire l’acqua di guttazione. |
Idrico | Idrofita |
| Che si riferisce all’acqua | Pianta che vive completamente o solo parzialmente immersa nell’acqua. |
Idrogeno solforato | Idrolisi |
| Gas derivante dalla degradazione microbiologica delle proteine delle deiezioni, è molto tossico per l’uomo e gli animali, anche a basse concentrazioni, specie in ambienti confinati. | Processo che porta alla rottura di legami chimici, come ad es. quelli presenti nelle proteine in molecole più piccole (aminoacidi e peptidi). |
Idrolisi chimica | Idrolisi enzimatica |
| Processo di idrolisi condotto con l’uso di reagenti chimici (per es. soda, acido cloridrico). | Processo di idrolisi condotto con l’uso di enzimi. |
Idrolizzato proteico di erba medica | Idropatia |
| Prodotto ad azione specifica. Biostimolante. Prodotto ottenuto per idrolisi enzimatica di un estratto proteico di erba medica a base di amminoacidi e peptidi. Titoli minimi: 15% C organico, 4,5% N organico, 28% amminoacidi totali, 3,5% amminoacidi liberi. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Alterazione dovuta a squilibri idrici. |
Idropico | Idrorepellente |
| Stato di alterazione dei tessuti vegetali caratterizzato da una colorazione più intensa rispetto ai tessuti sani, dovuta ad un accumulo di liquidi negli spazi intercellulari. | Sostanza che ha scarsa o nessuna affinità con l’acqua. |
Idrossido di magnesio | Idrossido di rame |
| Concime per l’apporto di elementi nutritivi secondari (CE). Prodotto ottenuto per via chimica contenente, come componente essenziale, idrossido di magnesio. Titolo minimo: 60% MgO. Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per via chimica contenente come componente essenziale idrossido di rame. Titolo minimo: 45% Cu totale. Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Iemale | Ifa |
| Generazione invernale di esuli di afidi Adelgidi sviluppantesi sugli ospiti secondari e caratterizzata da un lento sviluppo. | Cellula allungata e disposta a mo’ di filamento che, intrecciandosi con le altre, dà origine al micelio fungino. |
Ifa flessuosa | Ifale |
| O recettiva delle ruggini (funghi dell’ordine Uredinales): prolungamento micelico, semplice o ramificato, aploide, sporgente da un picnidio, che può essere dicariotizzato (diploidizzato) da una picnidiospora di tipo sessuale opposto: ha funzione di gamete. | Ordine di funghi, appartenenti alla classe dei Deuteromiceti, caratterizzati da fruttificazioni costituite da rami conidiofori liberi superficiali in quanto manca il corpo fruttifero. |
Ifoide | IFP |
| Simile a un’ifa. | Produzione integrata. Secondo la definizione dell’Organizzazione internazionale di lotta biologica (OILB) la Produzione integrata consiste nella produzione economica di derrate di elevata qualità, ottenuta dando priorità ai metodi ecologicamente più sicuri, minimizzando gli effetti collaterali indesiderabili e l’uso dei prodotti chimici di sintesi, per aumentare la sicurezza per l’ambiente e la salute umana. |
IGH | IGR |
| Inibitore di crescita degli insetti. Interviene sull’enzima (chitina sintetasi) che presiede la sintesi della chitina (tessuto costituente l’esoscheletro) rinnovata ad ogni muta larvale. Nel caso di mancata sintesi di un nuovo e più grande involucro esterno, l’insetto non è pertanto più in grado di sopravvivere. Ciò avviene sia allo stato larvale che all’interno dell’uovo, poiché anche in quest’ultimo si verificano più mute embrionali. Altra caratteristica degli IGH è quella di essere attivi su tutti gli stadi larvali (gli stadi più precoci sono ovviamente quelli più sensibili). La morte degli insetti avviene al momento della muta che segue l’ingestione o il contatto con l’inibitore di crescita. | Regolatori di crescita degli insetti che esplicano un’attività analoga a quella svolta dalla neotenina (ormone giovanile degli insetti). Inibiscono la metamorfosi delle larve mature, bloccando la loro evoluzione verso stadi più avanzati, con conseguente morte delle stesse per collasso metabolico; inoltre, è pure rilevante la loro attività sulle uova fecondate da poco, nelle quali si ha il blocco della formazione dell’embrione. L’azione degli IGR è significativa solo negli stadi dell’insetto in cui da parte del medesimo non viene elaborata neotenina, quali l’embrione appena fecondato e la larva nell’ultimo stadio. L’efficacia degli IGR negli stadi in cui l’insetto produce autonomamente ormone giovanile (embrione costituito e primi stadi larvali), risulta praticamente nulla. |
Igrofilo | Igrofita |
| Organismo che vive in ambienti ricchi di umidità. | Pianta che vive in ambienti ricchi di umidità. |
Illite | Ilo |
| Tipo di argilla. | Rilievo o cicatrice, specialmente per le spore, in corrispondenza del punto di attacco al conidioforo o allo sterigma; per i semi, cicatrice nella buccia che indica il punto di attacco del seme al peduncolo. |
Imbevuto d’acqua | Imbianchimento |
| Sintomo di malattia che si presenta come se i tessuti fossero macerati di colore più scuro, generalmente depressi e traslucidi. | Operazione che consiste nel privare la pianta della luce perché i germogli diventino bianchi. |
Imbozzimatura | Imenio |
| Operazione che si può effettuare prima del trapianto, sulle piantine a radice nuda da mettere a dimora, consistente nell’immergere il sistema radicale in un miscuglio composto da acqua, terra e letame. | Porzione fertile del corpo fruttifero su cui si formano i basidi. |
Imenottero | Immagine |
| Ordine degli I.: insetti di dimensioni varie, di solito terrestri, spesso alati con ali membranose e trasparenti e con femmine provviste di ovopositore morfologico che costituisce un organo di difesa o di offesa. Apparato boccale masticatore, masticatore lambente o masticatore succhiante. Straordinaria l’organizzazione sociale di numerose specie (es. api, vespe, formiche). | Termine indicante l’insetto adulto o perfetto. |
Immigrazione | Immobilizzazione |
| Arrivo di nuovi individui in un habitat o in una popolazione. | Conversione di un elemento dalla forma inorganica a quella organica nel tessuto di una pianta o un animale che rende il nutriente relativamente indisponibile per altri organismi. |
Immobilizzazione biologica | Immune |
| Sottrazione di azoto minerale o di altri elementi dal terreno, ad opera dei microrganismi, che si manifesta particolarmente quando si aggiunge sostanza organica ad elevato C/N. L’immobilizzazione implica una temporanea indisponibilità dell’azoto per la pianta. (Organication) | Non suscettibile o non attaccabile da una malattia; esente da una malattia. |
Immunità | Immunità cellulare |
| Resistenza post-infezionale della pianta, meccanismo di difesa la cui insorgenza viene stimolata dalla presenza del patogeno. | Reazione di difesa dovuta all’attività delle cellule (fagocitosi, incapsulazione, ecc.). |
Immunità umorale | Immunofluorescenza |
| Reazione di difesa dovuta alle sostanze presenti o prodotte nell’emolinfa. | Saggio sierologico che prevede la preparazione e la colorazione di vetrini e la loro osservazione al microscopio a fluorescenza. |
Immunomicroscopia elettronica | Impalcatura |
| Tecnica sierologica in cui la reazione tra antigene e anticorpo specifico è visualizzata al microscopio elettronico. | Inserzione delle branche primarie sul tronco. |
Impalcatura alta | Impalcatura bassa |
| Indica una pianta il cui tronco supera il metro di altezza. | Albero le cui branche inferiori sono inserite sul tronco ad una distanza dal suolo inferiore ai 50 cm. |
Impalcatura media | Impallinamento |
| Albero la cui chioma viene allevata a partire da una distanza intermedia tra i 50 cm ed i 100 cm dal terreno. Si definisce anche mezzo vento. | Presenza contemporanea in un grappolo d’uva di acini di grossezza normale e di acini molto piccoli. |
Impallinatura | Imparipennata |
| Sintomo di malattia che consiste nel distacco e nella caduta di piccoli frammenti tondi delle foglie, così che esse sembrano crivellate da una fucilata a pallini. | Foglia composta, terminata da una fogliolina impari. |
Impatto ambientale | Impianto |
| Concetto che individua le conseguenze negative sull’ambiente dei sistemi produttivi. Per il sistema agricolo ciò si riferisce alle tecniche colturali, alle forme di allevamento, all’impiego di sostanze di sintesi. È un indice del grado di sostenibilità di un agroecosistema. (Enviromental impact) | Insieme di tutte le operazioni necessarie per la messa a dimora delle piante. |
Impianto ritto | Impluvio |
| Piantagione arborea ad alta densità di investimento (a distanze molto ravvicinate). | Bacino verso il quale confluiscono le acque meteoriche e correnti. |
Impollinatore | Impollinazione |
| Dicesi di insetto o di altro agente che consente l’impollinazione. | Trasporto del polline dalle antere agli stigmi dei fiori, causato dal vento (impollinazione anemofila) o dagli insetti (impollinazione entomofila). |
Impollinazione anemogama | Impolveratrice |
| Impollinazione causata dal vento. | Macchina per la distribuzione delle polveri, generalmente portata dal trattore, e composta da: una tramoggia, nella quale è generalmente presente un sistema agitatore-trituratore interno per permettere alla polvere di arrivare con regolarità sul flusso d’aria; un ventilatore centrifugo che investe e trascina il getto di polvere verso una o più tubazioni di distribuzione dotati di altrettanti ugelli che provvedono a distribuire il prodotto sulla pianta; un telaio con i relativi attacchi per il sollevamento o il traino e per il collegamento alla presa di potenza per l’azionamento dei meccanismi. In questo tipo di macchine l’estrazione della polvere avviene per gravità, con sistemi dotati di estrazione meccanica o pneumatica. |
Imprinting | Impupamento |
| Rapido apprendimento ad un particolare e precoce stadio di sviluppo in cui l’individuo impara ad identificare caratteristiche di un altro individuo o oggetto. | Fase in cui la larva matura, che ha ormai cessato di nutrirsi, inizia le trasformazioni fisio-morfologiche che la porteranno allo stadio di pupa. Può avvenire all’aperto o in un’apposita struttura protettiva (bozzolo). Nei lepidotteri è sinonimo di incrisalidamento. |
Impupare | In vitro |
| Entrare in uno stadio di inattività, come certi insetti nel bozzolo o nel pupario. | In ambiente artificiale (provetta od altro). |
In vivo | Inattivazione |
| Nell’organismo vivente. | Perdita della capacità, da parte di un microrganismo, di iniziare l’infezione. Può essere causata da sostanze chimiche, fattori fisici (es. calore) o irradiazione. |
Incidenza della malattia | Incisione |
| Sommatoria dei valori di diffusione della malattia moltiplicati per le rispettive classi di intensità. | Operazione di potatura consistente nell’eseguire un taglio nella corteccia senza intaccare il legno. A seconda degli scopi l’incisione può essere trasversale, quando viene eseguita trasversalmente su una parte del ramo poco prima del germogliamento, o longitudinale, se eseguita sul tronco o sulle branche principali prima del risveglio vegetativo. |
Inciso | Incistare |
| Foglia, o altro organo, il cui lembo è frastagliato irregolarmente (es. Taraxacum e Platanus). | Formare una cisti o una inclusione. |
Incisura epicraniale | Inclinazione |
| Area dorsomediana del capo, membranosa e a forma di V, delimitata lateralmente dagli emisferi craniali e giungente con il suo apice a maggiore o minore distanza della fronte. | Operazione consistente nell’inclinare un ramo od una branca fino dalla sua inserzione senza provocarne la curvatura. |
Inclusione cellulare | Incompatibilità |
| Struttura sub-cellulare che si forma in cellule infettate da virus. | Impossibilità di uso congiunto di più formulati commerciali. Si ha quando la miscela di due o più agrofarmaci comporta una diminuzione dell’efficacia della miscela stessa e, a volte, anche la comparsa di fitotossicità. |
Incompatibilità d’innesto | Incrinatura |
| Incompatibilità fisiologica tra nesto e portainnesto a formare un’unione durevole ed efficiente, più frequente quando la distanza botanica tra i soggetti è maggiore. | Leggera frattura di parte di un germoglio eseguita in estate. |
Incrisalidamento | Incrisalidare |
| Processo di trasformazione in crisalide dallo stadio larvale. | Processo di trasformazione della larva di un Lepidottero nello stadio quiescente ed afago (che non si nutre) di crisalide. |
Incrocio | Incubazione |
| Metodo di riproduzione fra piante diverse. | Fase compresa tra l’inoculazione del patogeno e la comparsa dei primi sintomi della malattia. |
Indeiscente | Indeterminato |
| Frutto secco che si non si apre, non permettendo quindi la disseminazione. | Senza contorni definiti, specialmente dei corpi fruttiferi o delle macchie fogliari (di conidiofori), che continuano la crescita indefinitamente. |
Indexaggio | Indicatore |
| Inoculazione di un succo, o di parte del tessuto prelevato dalla pianta da controllare, su piante indicatrici al fine di individuare la presenza di malattie (soprattutto virus). | Una specie o una comunità (od una loro particolare reazione) usate per valutare particolari condizioni ambientali. |
Indicatrice | Indice chemioterapico |
| Pianta che manifesta, con particolare evidenza, specifici sintomi di virosi e che pertanto è usata per la diagnosi di virosi latenti. | Rapporto fra la dose dell’agrofarmaco necessaria per la protezione della pianta dai suoi fitoparassiti e la dose massima del medesimo che può essere tollerata (senza danno) dalla pianta stessa. |
Indice clorosante del terreno | Indice di Leaching |
| Rapporto tra calcare attivo e ferro per rilevare la resistenza alla clorosi di portinnesti di vite. | Indica la mobilità in senso verticale degli erbicidi nel terreno. I valori sono in genere compresi fra 1 e 30: 1 per prodotti praticamente immobili, 30 per prodotti molto mobili. |
Indice di localizzazione | Indice di omogeneità |
| Indice utilizzato in alcuni Regolamenti Comunali del verde per quantificare il valore ornamentale di una pianta ed è riferito alla posizione più o meno di pregio della piantagione. | È il rapporto tra il diametro mediano volumetrico e il diametro mediano numerico (VMD/NMD); la popolazione di gocce è tanto più uniforme quanto più tale indice è vicino a 1. |
Indice di salinità | Indice estetico |
| Rapporto percentuale tra il decremento del potenziale osmotico di una soluzione contenente un fertilizzante e quello prodotto da una uguale massa di nitrato di sodio. | Indice utilizzato in alcuni Regolamenti Comunali del verde per quantificare il valore ornamentale di una pianta ed è riferito all’estetica dell’albero (es. malformato). |
Indice volumetrico | Indifferente |
| Esprime il rapporto tra l’altezza e il diametro della chioma di un albero. | Pianta che ha la capacità di dare emergenza in quasi tutte le stagioni dell’anno. |
Induttivo | Induzione |
| Metodo seguendo il quale, nel testare una ipotesi, si va dallo specifico al generale. | Attivazione di una malattia latente che può essere causata da diversi fattori quali stress, altri patogeni, ecc. |
Induzione antogena | Inediante |
| Fase preliminare di preparazione delle gemme alla loro differenziazione a fiore senza manifestazioni visibili. | Sostanza che agisce sul sistema nervoso degli insetti, bloccando tutte le funzioni che presiedono all’alimentazione degli stessi; si inibisce pertanto l’istinto della ricerca del cibo, e si impedisce ai fitofagi di provocare ulteriori danni alle piante infestate. |
Inerbimento | Inerte |
| Tecnica di gestione del suolo adottata per il controllo delle piante infestanti nell’interfila delle piante da frutto. | Sostanza presente nelle formulazioni, chimicamente inerte nei confronti del principio attivo; agisce come diluente e/o vettore. |
Infero | Infestare |
| Dicesi dell’ovario nascosto all’interno del ricettacolo, sviluppato sotto il livello del calice e della corolla, dal quale escono solo stigma e stilo (es. nelle composite o nelle ombrellifere). | L’azione di animali, specialmente insetti e nematodi, che attaccano un ospite; contaminare (es. da parte di un microrganismo), essere presente in quantità (es. erbe). |
Infestazione | Infettivo |
| Invasione di una coltura da parte di animali o di piante nocive. | Capace di infettare e che si diffonde da pianta a pianta. |
Infeudato | Infezione |
| Vincolato all’ospite. | Penetrazione nell’organismo di agenti infettivi (batteri, funghi, virus, ecc.) con produzione di fenomeni patologici. L’infezione ha inizio nel momento in cui il patogeno stabilisce un rapporto definitivo con i tessuti sani dell’ospite. |
Infezione latente | Infezione multipla |
| Infezione in una pianta senza sviluppo di sintomi esterni. | Invasione di più di un agente patogeno nella stessa pianta. |
Infezione primaria | Infezione secondaria |
| La prima infezione da parte di un patogeno dopo aver passato un periodo di riposo o di quiescenza. | Infezione che deriva dalla diffusione di materiale infettivo prodotto in seguito all’infezione primaria o derivante da altre infezioni secondarie senza la frapposizione di un periodo di inattività. |
Infezione sistemica | Infiltrabilità |
| Infezione causata da un patogeno che invade tutti i tessuti, o un determinato tessuto nel suo complesso, di una pianta. | Proprietà del suolo di essere attraversato dall’acqua dalla superficie, in direzione verticale. Vengono distinte le seguenti classi:- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): <0,1 – Classe: Molto lenta;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): 0,1-0,5 – Classe: Lenta;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): 0,5-2 – Classe: Moderatamente lenta;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): 2,0-6,0 – Classe: Moderata;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): 6,0-12,5 – Classe: Moderatamente rapida;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): 12,5-25 – Classe: Rapida;- Velocità del flusso all’equilibrio (cm/h): >25 – Classe: Molto rapida. |
Infiorescenza | Infiorescenza ad ombrella |
| Struttura riproduttiva costituita dall’unione di singoli fiori disposti lungo un asse. | In questo tipo di I. i fiori sono sostenuti da peduncoli che partono dallo stesso punto e che arrivano allo stesso livello. |
Infiorescenza lasso | Infiorescenza monopodiale |
| Infiorescenza i cui fiori sono tra loro distanziati sull’asse comune. | Tipo di infiorescenza indefinita o racemosa che presenta un asse principale che tende ad allungarsi indefinitivamente, con produzione laterale di nuovi fiori. I fiori nuovi sono posti nelle vicinanze dell’apice e quelli più vecchi alla base dell’infiorescenza. Le infiorescenze racemose possono essere suddivise in infiorescenze con asse allungato longitudinalmente, e in infiorescenze con asse principale accorciato. |
Infrangimento | Infruttescenza |
| Rottura di un germoglio o di un ramo, spesso eseguita lasciando parzialmente attaccata e pendente la porzione terminale. | Complesso di frutti derivati dai fiori di un’infiorescenza (es. gelso e fico). |
Ingegneria genetica | Inibitore |
| Tecnica biologica che riguarda la possibilità di agire sul patrimonio genetico degli organismi vegetali e animali. Con la manipolazione genetica dei vegetali possono essere ottenute varietà resistenti ad agenti infettivi ed infestanti, alla salinità dei terreni, alle alte e basse temperature, ecc. | Sostanza che provoca l’arresto o il rallentamento dell’azione di un enzima o di un ormone. Es. gli inibitori di crescita degli insetti che intervengono sull’enzima (chitina sintetasi) che presiede la sintesi della chitina (tessuto costituente l’esoscheletro), che viene rinnovata ad ogni muta larvale. Nel caso di mancata sintesi di un nuovo e più grande involucro esterno, l’insetto non è pertanto più in grado di sopravvivere. Ciò avviene sia allo stato larvale che all’interno dell’uovo, poiché anche in quest’ultimo si verificano più mute embrionali. Altra caratteristica degli IGH è quella di essere attivi su tutti gli stadi larvali (gli stadi più precoci sono ovviamente quelli più sensibili). La morte degli insetti avviene al momento della muta che segue l’ingestione o il contatto con l’inibitore di crescita. Sono rappresentati, fra gli insetticidi, dalle Benzoiluree. |
Inibizione enzimatica | Iniziazione antogena |
| Arresto o rallentamento dell’azione di un enzima, da parte di sostanze dette perciò ‘inibitori’. | Fase di variazione morfologica delle gemme visibile al microscopio. |
Innesti a corona | Innesti a gemma |
| Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti a marza nei quali l’oggetto viene inserito fra la corteccia ed il legno del soggetto, dopo che ne è stata opportunamente preparata la parte basale. Più propriamente il termine l’«innesto a corona» viene usato nel caso di innesti con più marze disposte a corona in testa al soggetto capitozzato. | Sotto questa denominazione sì riuniscono tutti gli innesti nei quali l’oggetto è costituito da una sola gemma e da una porzione di corteccia più o meno estesa e, talora, anche di legno. Si distingue: a) innesto a gemma vegetante; b) innesto a gemma dormente. |
Innesti a incastro | Innesti a intarsio |
| Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti a marza eseguiti asportando dal soggetto una porzione di legno e di corteccia in modo da formare una apposita cavità, nella quale si inserisce la base della marza opportunamente modellata. | Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti a marza eseguiti asportando dal soggetto una porzione di legno e di corteccia in modo da formare una apposita cavità, nella quale si inserisce la base della marza opportunamente modellata. |
Innesti a marza | Innesti a spacco |
| Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti nei quali l’oggetto è costituito da un segmento di ramo provvisto di una o più gemme. | Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti eseguiti prelevando le marze, possibilmente munite di due o più gemme, che verranno tagliate a forma di cuneo ed inserite in uno spacco, profondo quanto la lunghezza della marza, operato nel soggetto che deve riceverla. |
Innesti a spacco latino | Innesti per approssimazione |
| Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti eseguiti prelevando le marze, possibilmente munite di due o più gemme, che verranno tagliate a forma di cuneo ed inserite in uno spacco, profondo quanto la lunghezza della marza, operato nel soggetto che deve riceverla. | Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti nei quali l’oggetto viene distaccato dalla pianta madre solo dopo l’attecchimento. |
Innesti sotto scorza | Innesto |
| Sotto questa denominazione si riuniscono tutti gli innesti a marza nei quali l’oggetto viene inserito fra la corteccia ed il legno del soggetto, dopo che ne è stata opportunamente preparata la parte basale. Più propriamente il termine «innesto a corona» viene usato nel caso di innesti con più marze disposte a corona in testa al soggetto capitozzato. | Tecnica agronomica realizzata con l’unione di parti di piante differenti di cui uno costituisce la parte basale della pianta (portinnesto o soggetto) e l’altro la parte aerea (nesto od oggetto). Consiste nell’inserire sul portinnesto una parte di un’altra pianta affine contenente una o più gemme in modo da costituire un solo individuo. L’innesto viene adottato per svariati motivi, tra i quali la moltiplicazione di piante legnose, la propagazione di vecchie varietà ormai scomparse o, ancora, per regolare lo sviluppo, la longevità e la precocità delle piante, adattare una cultivar a particolari condizioni pedoclimatiche, aumentare la resistenza della pianta agli attacchi di malattie. I tipi di innesto possono essere: per approssimazione, a gemma, a marza e, a seconda del grado di lignificazione dei bionti, si possono ancora distinguere in erbacei (soggetto e nesto non sono ancora lignificati), semilegnosi (il nesto è già lignificato ma non lo è il soggetto), legnosi (soggetto e nesto sono lignificati) |
Innesto a becco di clarino | Innesto a becco di luccio |
| Particolare tipo di innesto a corona nel quale la base della marza viene modellata secondo due superfici convergenti, una più ampia dell’altra, in modo che risultino diversamente inclinate. Il soggetto si recide obliquamente e sulla corteccia si prepara una fenditura verticale in cui si introduce l’estremità della marza così da ottenere la giusta inclinazione del rametto. | Particolare tipo di innesto a corona nel quale la base della marza viene modellata secondo due superfici convergenti, una più ampia dell’altra, in modo che risultino diversamente inclinate. Il soggetto si recide obliquamente e sulla corteccia si prepara una fenditura verticale in cui si introduce l’estremità della marza così da ottenere la giusta inclinazione del rametto. |
Innesto a cavallo | Innesto a ceppo |
| Innesto a marza in cui sul tronco viene fatto un taglio a cuneo e viene praticata una fenditura sulla marza che deve andare a cavallo | Innesto a marza consistente nel praticare su piccole branche, in prossimità della loro base, un taglio obliquo, profondo non oltre la metà dello spessore delle branche stesse, nel quale si inserisce la base, opportunamente sagomata a cuneo, di una marza provvista di diverse gemme. Questo tipo di innesto non richiede legature, ma solo protezione della ferita con mastice. Una volta completato l’innesto la branchetta viene capitozzata poco oltre il punto d’innesto. |
Innesto a coccarda | Innesto a croce |
| Particolare sovrinnesto eseguito in due tempi: dapprima si innesta ad occhio l’oggetto sull’intermediario e, ad attecchimento avvenuto, si preleva lo scudo asportando la gemma innestata insieme ad una porzione di tessuti dell’intermediario; successivamente questo scudo bimembre viene inserito nell’apposito taglio a T praticato sul soggetto, seguendo la tecnica dell’innesto ad occhio. | Innesto a marza nel quale su entrambe le parti, marza e soggetto, vengono praticati due spacchi, diametralmente e ortogonalmente, in maniera da effettuare un incastro che rende più stabile il contatto. |
Innesto a doppia marza | Innesto a doppio scudo |
| Sovrinnesto a marza eseguito innestando una marza composta da due bionti, innestata al tavolo e sottoposta a forzatura per far saldare le parti, e interponendo fra marza e soggetto una porzione di ramo appartenente ad un terzo bionte. (intermediario) | Sovrinnesto ad occhio eseguito interponendo con un’unica operazione, fra lo scudo ed il soggetto, un intermediario costituito da una fetta di legno e di corteccia prelevata dalla pianta. |
Innesto a doppio spacco inglese | Innesto a gemma dormiente |
| Innesto a marza nel quale i due bionti (marza e soggetto) vengono recisi con due tagli obliqui, in maniera da formare una linguetta, ed incastrati reciprocamente tra loro. | Innesto a gemma eseguito su piante che si trovano quasi alla fine della fase vegetativa ma che sono ancora in grado di garantire lo sviluppo della gemma innestata nella primavera successiva. |
Innesto a gemma vegetante | Innesto a linguetta |
| Innesto a gemma eseguito su piante in piena attività in maniera da favorire lo sviluppo immediato della gemma innestata che deve trovarsi in fase di sviluppo più arretrato rispetto al portinnesto. | Innesto a marza nel quale i due bionti (marza e soggetto) vengono recisi con due tagli obliqui, in maniera da formare una linguetta, ed incastrati reciprocamente tra loro. |
Innesto a macchina | Innesto a occhio |
| Sono state proposte diverse macchine per eseguire gli innesti al tavolo con ottimi risultati. Marza e soggetto vengono tagliati a più incastri in modo che possano combaciare perfettamente permettendo una salda unione dei due membri. | Innesto a gemma eseguito incidendo la corteccia del soggetto con due tagli, uno verticale e uno orizzontale per formare una T e, sollevandone i lembi, inserendo, al disotto di questi, il nesto detto «a scudo» costituito da una gemma, da un pezzetto di corteccia e di legno, prelevati mediante un taglio tangenziale. |
Innesto a penna | Innesto a pezza |
| Particolare tipo di innesto a corona nel quale la base della marza viene tagliata obliquamente, dandogli la forma di una penna, ed inserita a contatto col tronco, precedentemente inciso anch’esso longitudinalmente per agevolare l’inserimento della marza, rivestendola infine con la corteccia. | Innesto a gemma eseguito asportando dal soggetto una porzione di corteccia e sostituendola con una analoga porzione di corteccia prelevata dal nesto e provvista di almeno una gemma. |
Innesto a ponte | Innesto a salgues |
| Innesto sottocorteccia eseguito innestando la marza, con entrambe le estremità foggiate a cuneo, sul soggetto in maniera da formare un ponte a cavallo di una ferita o del punto di innesto. | Innesto praticato sulla vite durante l’attività vegetativa, differisce da quello a gemma per il solo fatto che non viene praticata l’incisione a “T”;, ma la corteccia del portainnesto viene fatta sollevare piegando un rametto, così da poter inserire la marza. Lo scudetto della marza ha forma lenticolare |
Innesto a scaglia | Innesto a scudetto |
| Si esegue nel periodo in cui inizia la vegetazione (fine aprile) in piante che non sono in succo. Dalla marza si preleva uno scudetto formato dalla gemma e da un tratto di legno: si fa scorrere il coltello iniziando 1 cm sopra la gemma e terminando 1 cm sotto. Il taglio viene approfondito sempre più in modo che la parte basale abbia uno spessore di 3-4 mm. Per provocare il distacco dello scudetto si attua un’intaccatura inclinata verso il basso al termine del taglio. Sul portainnesto si realizza un taglio della medesima forma e dimensione dello scudetto. Si inserisce la marza e si lega. | Innesto a gemma eseguito incidendo la corteccia del soggetto con due tagli, uno verticale e uno orizzontale per formare una T e, sollevandone i lembi, inserendo, al disotto di questi, il nesto detto «a scudo» costituito da una gemma, da un pezzetto di corteccia e di legno, prelevati mediante un taglio tangenziale. |
Innesto a scudo | Innesto a sella |
| Innesto a gemma eseguito incidendo la corteccia del soggetto con due tagli, uno verticale e uno orizzontale per formare una T e, sollevandone i lembi, inserendo, al disotto di questi, il nesto detto «a scudo» costituito da una gemma, da un pezzetto di corteccia e di legno, prelevati mediante un taglio tangenziale. | Innesto a marza eseguito asportando una porzione di legno e di corteccia, sia dal soggetto capitozzato sia dalla marza, di uguale diametro in modo che le due superfici di taglio vengano a coincidere evitando di lasciare tessuto scoperti. Le marze possono anche essere inserite sotto la corteccia precedentemente incisa, con un taglio tangenziale e uno trasversale, al fine di permettere il perfetto incastro delle due parti. |
Innesto a spacco comune | Innesto a spacco doppio |
| Innesto a marza eseguito capitozzando il soggetto e praticando diametralmente un taglio di alcuni centimetri nel quale verrà incastrata la marza con la base sagomata a forma di cuneo per facilitare il contatto delle zone cambiali. | Innesto a marza nel quale su entrambe le parti, marza e soggetto, vengono praticati due spacchi, diametralmente e ortogonalmente, in maniera da effettuare un incastro che rende più stabile il contatto. |
Innesto a spacco inglese semplice | Innesto a spacco laterale |
| Innesto a marza in cui il soggetto e l’oggetto devono avere uguale diametro. Entrambe le parti, la marza deve essere fornita di una sola gemma, vengono recisi obliquamente e con la stessa inclinazione in maniera che nella sovrapposizione le due superfici di taglio combacino fra loro. | Innesto a marza eseguito praticando un taglio il più possibile verticale sul soggetto e inserendo la marza, foggiata a cuneo, con l’estremità più breve verso l’interno, evitando in tal modo la capitozzatura del soggetto. |
Innesto a spacco pieno | Innesto a spacco terminale |
| Innesto a marza eseguito asportando una porzione di legno e di corteccia, sia dal soggetto capitozzato sia dalla marza, di uguale diametro. | Innesto a marza eseguito innestando l’oggetto in testa al soggetto non capitozzato in maniera che uno diventi la prosecuzione dell’altro. |
Innesto a sperone | Innesto a spillo midollare |
| Innesto a marza consistente nel praticare su piccole branche, in prossimità della loro base, un taglio obliquo, profondo non oltre la metà dello spessore delle branche stesse, nel quale si inserisce la base, opportunamente sagomata a cuneo, di una marza provvista di diverse gemme. Questo tipo di innesto non richiede legature, ma solo protezione della ferita con mastice. Una volta completato l’innesto la branchetta viene capitozzata poco oltre il punto d’innesto.. | Innesto a spacco inglese semplice nel quale soggetto ed oggetto vengono messi a contatto fra loro tramite un pezzo di filo di ferro od uno stecco infilato nel midollo. |
Innesto a T | Innesto a tassello |
| Innesto a gemma eseguito incidendo la corteccia del soggetto con due tagli, uno verticale e uno orizzontale per formare una T e, sollevandone i lembi, inserendo, al disotto di questi, il nesto detto «a scudo» costituito da una gemma, da un pezzetto di corteccia e di legno, prelevati mediante un taglio tangenziale. | Innesto a gemma eseguito asportando dal soggetto una porzione di corteccia e sostituendola con una analoga porzione di corteccia prelevata dal nesto e provvista di almeno una gemma. |
Innesto a toppa | Innesto a triangolo |
| Innesto a gemma eseguito asportando dal soggetto una porzione di corteccia e sostituendola con una analoga porzione di corteccia prelevata dal nesto e provvista di almeno una gemma. | Innesto ad incastro nel quale la base della marza viene modellata con due tagli convergenti, in modo da assumere forma triangolare, ed inserita sul portinnesto capitozzato, sul quale precedentemente è stato praticato un taglio anch’esso triangolare. |
Innesto a zufolo | Innesto ad anello |
| Innesto eseguito capitozzando il portinnesto, all’altezza a cui si intende eseguire l’innesto, praticando tagli verticali nella corteccia, asportandone una parte e inserendovi la marza costituita da un anello di corteccia comprendente una gemma e avente diametro compatibile con quello del portinnesto. | Innesto a gemma eseguito asportando dal soggetto un anello di corteccia alto qualche centimetro e sostituendo ad esso un anello di corteccia prelevato dalla marza e provvisto di almeno una gemma. |
Innesto ad arco | Innesto al tavolo |
| Innesto fra un ramo ed una branca (o tronco) della medesima pianta, eseguito inserendo l’estremità del ramo piegato ad arco, sotto la corteccia della branca o del tronco su cui il ramo è inserito. | Innesto praticato su talee o su piantine asportate dal terreno ed eseguito con l’ausilio di macchine che effettuano l’incastro meccanico dei due bionti. |
Innesto alla maiorchina | Innesto catillac |
| Innesto effettuato a gemma dormiente ed eseguito praticando sul soggetto una particolare intaccatura nella quale si inserisce la gemma che è stata prelevata dalla marza con un po’ di legno. | Innesto a marza eseguito praticando un taglio il più possibile verticale sul soggetto e inserendo la marza, foggiata a cuneo, con l’estremità più breve verso l’interno, evitando in tal modo la capitozzatura del soggetto. |
Innesto di rinvigorimento | Innesto doppio |
| Innesto eseguito impiegando marze fornite da giovani piantine selvatiche o talee radicate piantate nell’autunno precedente accanto ad un albero indebolito ed innestando in primavera l’estremità delle marze, secondo la tecnica dell’innesto a spacco laterale, su di un lato del tronco al di sotto della corteccia. | Innesto eseguito interponendo, fra nesto e soggetto, un terzo bionte detto «a intermediario». |
Innesto erbaceo | Innesto intermedio |
| Innesto nel quale soggetto e nesto non sono ancora lignificati. | Innesto eseguito interponendo, fra nesto e soggetto, un terzo bionte detto «a intermediario». |
Innesto per approssimazione ad intarsio | Innesto per approssimazione semplice |
| Innesto eseguito intaccando corteccia e legno di entrambi i bionti in modo da consentire un loro reciproco incastro nel punto in cui si vuole determinare la saldatura. | Innesto eseguito legando fra loro due rami ed asportando generalmente una uguale porzione di corteccia da entrambi i bionti, fino al cambio, nei punti in cui si vuole determinare la saldatura. |
Innesto semi legnoso | Innesto sovrapposto |
| Innesto eseguito quando l’oggetto è già lignificato ma non lo è il soggetto. | Innesto eseguito interponendo, fra nesto e soggetto, un terzo bionte detto «a intermediario». |
Innesto su bancale | Innesto-talea |
| Innesto praticato su un soggetto spostabile: pianta coltivata in vaso o portainnesto a radice nuda. | Tecnica agronomica consistente nell’innestare la marza di varietà che hanno difficoltà nella radicazione, su soggetti che hanno una più facile radicazione. In pratica la talea viene innestata prima di essere posta a radicare. |
Inoculare | Inoculazione |
| Introdurre un inoculo (microrganismo, virus, ecc.) in un soggetto recettivo. | Fase iniziale di una malattia durante la quale il patogeno aggredisce e si stabilizza sull’ospite. Va dalla penetrazione del patogeno sino al momento in cui questi stabilisce un rapporto definitivo con i tessuti sani dell’ospite. |
Inoculazione artificiale | Inoculazione manuale |
| Diffusione, o introduzione di inoculo in soggetto recettivo (specialmente attraverso ferita) con operazione manuale. | Diffusione o introduzione di inoculo in soggetto recettivo con operazione manuale. |
Inoculo | Inoculo di funghi micorrici |
| Introduzione di una sostanza in un organismo. In patologia si intende per I. tutto ciò che un patogeno è in grado di diffondere in un ospite. Può essere artificiale qualora sia l’uomo che, attraverso opportune tecniche, introduce un patogeno in una pianta. | Prodotto ad azione specifica su suolo. Riproduzione in condizioni di sterilità di inoculi di funghi endomicorrizici su radici di sorgo, in substrato formato da ammendante organico e da batteri della rizosfera. Titolo minimo: nessuno. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Inoculo primario | Inorganico |
| Inoculo che dà inizio alla malattia, diffusione o aggravamento. | Che riguarda materiali composti da elementi diversi dal carbonio, inclusi acqua, ossigeno e minerali. |
Inquinamento | Inquinamento diffuso |
| Modifica sfavorevole dell’ambiente in seguito all’attività umana. | Tipologia di inquinamento in cui non è possibile localizzare una sorgente di inquinamento, che risulta invece dai rilasci originati in un territorio diffuso (per esempio, appezzamenti liquamati o concimati, trattamenti diserbanti, erosione). |
Inquinamento puntiforme | Insect growth regulator |
| Tipologia di inquinamento in cui è facilmente localizzabile il luogo di scarico del materiale inquinante. È tipico dei settori industriali, ma può capitare anche in agricoltura quando questa sia male condotta: uscita di percolati dalle strutture di stoccaggio, dalle stalle, dai silos, abusi nella distribuzione degli effluenti, scarico diretto nelle acque superficiali. | Regolatore di crescita degli insetti che esplica un’attività analoga a quella svolta dalla neotenina (ormone giovanile degli insetti). Inibisce la metamorfosi delle larve mature, bloccando la loro evoluzione verso stadi più avanzati, con conseguente morte delle stesse per collasso metabolico; inoltre, è pure rilevante la loro attività sulle uova fecondate da poco, nelle quali si ha il blocco della formazione dell’embrione. L’azione degli IGR è significativa solo negli stadi dell’insetto in cui da parte del medesimo non viene elaborata neotenina, quali l’embrione appena fecondato e la larva nell’ultimo stadio. L’efficacia degli IGR negli stadi in cui l’insetto produce autonomamente ormone giovanile (embrione costituito e primi stadi larvali), risulta praticamente nulla. |
Insenilimento | Insetticida |
| Fase dello sviluppo delle piante che inizia con l’invecchiamento dell’apparato radicale e che provoca un indebolimento dell’attività vegetativa e conseguentemente un rallentamento di tutte le funzioni vitali. | Sostanza attiva o agrofarmaco che ha la proprietà di combattere e contenere gli insetti. |
Insetticida biologico | Insetticida per contatto |
| Si distinguono 5 gruppi di mezzi di lotta biologica contro gli insetti: agrari, fisici, meccanici, biologici, chimici.- Mezzi di lotta agrari: comprendono mezzi di natura agronomica, quali la scelta della natura del suolo, la scelta delle sementi, la lavorazione del terreno, la scelta delle specie e varietà da coltivare, le potature, la consociazione delle piante, ecc.- Mezzi di lotta biologici: sono costituiti da materiale biologico, quale bacilli (es. Bacillus thuringiensis), insetti, funghi, virus, nematodi, protozoi, ecc.- Mezzi di lotta chimici: comprendono tutti i mezzi di natura chimica in grado di provocare la morte diretta (per ingestione, per contatto, ecc.) dei fitoparassiti, o di allontanare i medesimi (repellenti per passeracei, ecc.) dalle colture.- Mezzi di lotta fisici: comprendono una serie di mezzi fisici, quali il fuoco, l’acqua, la luce, gli ultrasuoni, l’elettricità, le alte o basse temperature, le radiazioni atomiche, ecc.- Mezzi di lotta meccanici: consistono in una serie di pratiche, quali: a) l’uccisione diretta dei fitoparassiti con uncinamenti, spazzolature, scortecciamenti; b) la raccolta diretta o indiretta, con esche o trappole, dei fitoparassiti; c) la creazione di sbarramenti e isolamenti, in grado di convogliare i fitoparassiti in luoghi dove possano essere distrutti. | Prodotto che uccide i parassiti per contatto diretto. |
Insetticida polivalente | Insetticida selettivo |
| Prodotto idoneo per la lotta contro insetti appartenenti a gruppi diversi, il principio attivo esplica la sua azione con efficacia sia contro i fitofagi sia contro diverse specie utili (predatori e parassitoidi). | Esplica la sua azione solo nei confronti di alcuni gruppi di organismi, solitamente appartenenti a famiglie affini, o anche solo contro uno specifico fitofago o una sua fase di sviluppo. |
Insetticida sistemico | Insettifugo |
| Fitofarmaco che viene assorbito dai tessuti vegetali e successivamente trasportato dalla circolazione linfatica in tutta la pianta. | Prodotto che tiene lontano gli insetti da un dato ambiente, senza danneggiarli. |
Insetto | Insetto defogliatore |
| Gli I. rappresentano la forma predominante di vita animale sulla Terra. Classe del phylum Artropodi, comprendente numerosi ordini. Il corpo è rivestito da una ‘cuticola’ (esoscheletro) più o meno consistente ed è suddiviso in 3 regioni (tagmi) chiamati testa, torace e addome. Gli I. sono provvisti, di solito, di 3 paia di zampe e di due paia di ali. Gli ordini di maggiore interesse agrario sono: Isotteri, Ortotteri, Tisanotteri, Rincoti (o Emitteri), Lepidotteri, Ditteri, Coleotteri, Imenotteri. | Insetti appartenenti a diverse specie che si nutrono dei lembi fogliari. |
Intaccatura | Intaglio |
| Operazione spesso eseguita per dare ai rami degli alberi da frutto una buona impalcatura e ottenere branche vigorose. A questo scopo si pratica un’energica potatura dei rami soprastanti e si eseguono delle intaccature, al di sopra delle gemme che devono dare i nuovi germogli, praticando due incisioni nella corteccia fino ad arrivare al legno e obbligando in tal modo la linfa ad affluire verso la gemma, che vegeterà vigorosamente. | Profonda incisione effettuata sul lato inferiore di una branca per favorirne l’inclinazione. |
Integratore della nutrizione vegetale | Intensità della malattia |
| Prodotto che serve per integrare la normale concimazione annuale. | Proporzione di una pianta (o parte di pianta) che presenta sintomi più o meno gravi della malattia rispetto all’intera pianta. Misurazioni eseguite in tempi diversi devono tenere conto della crescita dell’ospite. |
Intensità di potatura | Intensità ionica |
| Quantità di legno da asportare con le operazioni di potatura. Può essere “ricca” se viene asportato un grande quantitativo di legno e le gemme lasciate sono in grado di produrre una elevata quantità di fiori e germogli; oppure è “povera”, se ne viene asportato un piccolo quantitativo e le gemme lasciate sull’albero sono di meno rispetto alla capacità di germogliamento | Concentrazione di ioni nutritivi liberi nella soluzione del terreno; sono prontamente disponibili per le piante.. |
Intercalare | Intercellulare |
| Cellula posta tra altre due cellule. | Tra una cellula e l’altra. |
Interferenza | Intermediario |
| Competizione in cui l’accesso ad una risorsa è limitata dalla presenza di un competitore. | Bionte interposto fra nesto e soggetto. |
Internervale | Internodo |
| Interposto fra le nervature. | Parte del fusto o di ramo, di lunghezza variabile a seconda delle caratteristiche della specie o della vigoria, compresa tra due gemme o tra due foglie e avente sezione circolare o ellissoidale. |
Intero | Interramento |
| Termine riferito spesso ad una lamina fogliare il cui margine è privo di incisioni. | Operazione che consiste nel sotterrare i vasi di piante fino all’orlo in un letto di torba, sabbia o cenere per proteggere le radici dal gelo invernale e/o nel piantare all’aperto temporaneamente talee e giovani piante. |
Interspecifico | Interstria |
| Tra individui di differenti specie. | Porzione di elitra compresa fra due linee di strie longitudinali. |
Intervallo di re-ingresso | Intervallo di sicurezza |
| Tempo che deve intercorrere dal momento della effettuazione di un intervento fitoiatrico, al momento in cui l’operatore può rientrare con sicurezza nell’area trattata senza tuta o equipaggiamento protettivo, allo scopo di effettuare un’attività lavorativa (potatura, diradamento, ecc.). | Intervallo di tempo, espresso in giorni, che deve intercorrere fra l’ultimo trattamento con un principio attivo e il raccolto. Per le derrate alimentari immagazzinate: fra l’ultimo trattamento e la immissione al consumo. |
Intracellulare | Intraspecifico |
| All’interno della cellula. | Tra individui della stessa specie |
Intrinseco | Introflettere |
| (Tasso di crescita) proprio di una popolazione in condizioni ideali senza inibizioni dovute alla competizione | Piegare all’interno (come premere con un dito una palla di gomma floscia). |
Introgressione | Intumescenza |
| Incorporamento dei geni di una specie entro il pool genico di un’altra. | Alterazione tipica delle foglie e degli organi aerei carnosi che si manifesta sotto forma di proliferazioni bottoniformi o papuliformi. Dipende in genere da un ingrossamento in volume delle cellule. |
Invaiatura | Invasione |
| Cambiamento del colore di alcuni frutti all’inizio della loro maturazione. | Sviluppo e diffusione di un agente patogeno in una pianta o il suo insedimento in essa. |
Inversione | Inversione di corteccia |
| In genetica indica il ribaltamento di una parte del cromosoma in modo che i geni siano in ordine inverso. In meteorologia definisce l’aumento della temperatura dell’aria con l’altezza causato da un raffreddamento per irraggiamento della terra.. | Operazione consistente nell’asportare un anello di corteccia e libro dal tronco, dalle branche o dai rami, e riapplicarlo nella stessa posizione invertendone la polarità, allo scopo di interrompere temporaneamente l’alimentazione della cima dell’albero e spingerlo alla fruttificazione.. |
Invertebrato | Involucro |
| Raggruppamento privo di valore sistematico, comprendente tutti gli animali privi di scheletro interno a sostegno dell’organismo. | Serie di bratte che sottendono o avvolgono il capolino delle composite simulando una sorte di calice. A volte queste bratte sono spinose. |
Inzaffardatura | Ione |
| Operazione che si può effettuare prima del trapianto, sulle piantine a radice nuda da mettere a dimora, consistente nell’immergere il sistema radicale in un miscuglio composto da acqua, terra e letame. | Atomo o gruppo atomico che ha assunto una carica elettrica, positiva o negativa, a seconda che abbia perduto o acquistato elettroni. |
Ionizzazione | IPC |
| Separazione di un composto solubile in anioni carichi negativamente e cationi carichi positivamente in una soluzione acquosa: ad esempio il nitrato di potassio (KNO3) si separa in K+ (catione) e NO3 (anione). | Rapporto tra calcare attivo e ferro per rilevare la resistenza alla clorosi di portinnesti di vite. |
Iperparassita | Iperplasia |
| Parassita di 2° ordine e cioè parassita di un parassita. | Sviluppo eccessivo di un organo a seguito dell’aumento del numero delle cellule costituenti l’organo stesso. Si differenzia dall’ipertrofia poiché questa è determinata dall’aumento del volume delle cellule. |
Ipersensibilità | Ipertrofia |
| Aumento della sensibilità fino al punto che i tessuti dell’ospite muoiono nel punto in cui un agente patogeno inizia l’infezione così che il parassita non riesce a svilupparsi, specialmente nel caso delle ruggini. | Sviluppo abnorme di un organo a seguito della maggiore dimensione delle cellule che lo compongono. Si differenzia dall’iperplasia, nella quale lo sviluppo è conseguente all’aumento del numero di cellule. |
Ipertrofico | Ipervirulento |
| Sviluppato eccessivamente, che ha subìto uno stimolo ad accrescersi oltre lo schema normale. | Organismo che determina la comparsa in forma molto violenta della malattia. |
Ipoantodo | Ipobionte |
| Falso frutto formato da un ricettacolo carnoso, concavo sul quale sono disposti gli acheni, i veri frutti. Tipico del gen. Ficus. | In una pianta innestata è la porzione inferiore che regge il nesto e fornisce l’apparato radicale. |
Ipocotile | Ipogeo |
| Asse embrionale che collega la radichetta con i cotiledoni. | Organismo o parte di organo vegetale che si sviluppa normalmente nel suolo. |
Ipognato | Iponomeutida |
| Capo avente il suo asse longitudinale (e quindi il suo apparato boccale) rivolto verso il basso e formante, rispetto all’asse del corpo, un angolo retto. | Famiglia di insetti dell’ordine dei lepidotteri con larve minatrici e defogliatrici. |
Ipoplasia | Ipotonia |
| Sviluppo ridotto di un organo a seguito di una diminuzione del numero delle cellule che lo compongono. | Tipo di accrescimento delle ramificazioni secondarie sulle primarie. Si verifica quando si sviluppano germogli soprattutto sulla faccia inferiore dei rami. |
Ipotrofia | Ipovirulento |
| Sviluppo ridotto di un organo a seguito della minore grandezza delle cellule che lo costituiscono. | Organismo che determina la comparsa di malattia in forma leggera. |
Ipsilon | Ipsilon trasversale |
| Forma di allevamento in parete delle piante fruttifere la cui struttura è costituita da un fusto da cui si dipartono due branche primarie leggermente inclinate, orientate nella stessa direzione del filare e rivestite di branchette fruttifere che sviluppandosi riempiono gli spazi compresi tra le due branche e tra queste ed il terreno. | Forma di allevamento in parete adatta per impianti di fruttiferi di tipo intensivo. E’ ottenuta tagliando l’astone innestato e scegliendo, appena la pianta è entrata in vegetazione, due germogli che costituiranno le branche principali, inclinate di circa 45° e orientate ortogonalmente alla direzione del filare, sulle quali sono inserite le branchette fruttifere. |
Ipsofillo | Irrigatore |
| Foglia più o meno modificata che accompagna fiori e infiorescenze e che può assumere varie colorazioni. Può avere funzione protettiva, ad esempio dei boccioli fiorali, ma anche vessillifera, nettarifera o disseminatrice. | Dispositivo destinato ad erogare l’acqua sotto forma di pioggia durante l’irrigazione. Gli irrigatori possono essere di tipo statico o dinamico. Quelli di tipo statico a pressione sono particolarmente adatti per piccole superfici anche non pianeggianti: il getto è “a pioggia”; ma, a seconda dell’ugello, può risultare polverizzato o orientato. Possono essere a braccia rotanti, con ugelli fissi o orientabili e con basi di appoggio differenti, oppure a braccio oscillante dai quali l’acqua esce veramente in forma di pioggia. In questo caso il braccio, sul quale sono praticati tanti piccoli fori, è mosso da un motore idraulico e lancia un ventaglio di getti paralleli, avanti e indietro, bagnando interamente la superficie. Alcuni irrigatori sono dotati di un dispositivo che fa variare automaticamente la velocità di oscillazione del braccio, consentendo una certa uniformità di precipitazione anche alle estremità dell’area bagnata. In tutti può variare l’ampiezza dell’oscillazione e quindi quella dell’area irrigata. Negli irrigatori dinamici, chiamati anche a intermittenza, il getto d’acqua è lanciato lontano e, grazie a un rompigetto posto vicino all’ugello, frazionato in tante gocce. La rotazione può essere continua oppure a settori e la base d’appoggio può essere a slitta oppure a treppiede o ancora rientrabile nel terreno, una volta che l’irrigatore è in riposo.. |
Irrigazione | Irrigazione a goccia |
| Apporto artificiale di acqua al terreno al fine di consentire, aumentare o migliorare la produzione delle colture. | Sistema di irrigazione che consiste nella somministrazione lenta di acqua alle piante che può avvenire sia depositando l’acqua sulla superficie del terreno contigua alla pianta sia depositandola direttamente alla zona della radice. Può impiegare sia dei micro-spruzzatori, con i quali si emettono dei getti di acqua sottili che bagnano una piccola area di suolo nelle vicinanze della pianta, sia dei gocciolatori. I principali componenti utilizzati per la realizzazione degli impianti d’irrigazione a goccia sono: una fonte irrigua (generalmente un pozzo o un canale); una pompa che permettere di spingere l’acqua dalla fonte fino alla coltura da irrigare; una condotta di adduzione che porta l’acqua dalla fonte al campo che deve essere irrigato; un gruppo di regolazione e filtraggio che serve ad aprire chiudere l’impianto e prevenire le occlusioni dei gocciolatori; un tubo di testata che scorre lungo la testata dei campi ed infine le ali gocciolanti, sulle quali sono inseriti i gocciolatori, che trasportano l’acqua nelle immediate vicinanze delle piante. I sistemi di irrigazione a goccia possono essere azionati manualmente oppure da sistemi automatici. |
Irrigazione a pioggia | Irrigazione localizzata |
| Tecnica di distribuzione dell’acqua che viene fatta passare attraverso condutture interrate fino a farla arrivare agli ugelli dell’irrigatore che ne variano forma e velocità in modo che essa ricada sul terreno sotto forma di gocce più o meno consistenti. I sistemi di irrigazione a pioggia possono essere mobili, semifissi e fissi. I primi sono costituiti da tubi flessibili di materiale plastico e irrigatori spostabili. Quelli semifissi sono costituiti da una rete idraulica interrata e da prese d’acqua distribuite qua e là nel campo, cui attaccare l’irrigatore. Quelli fissi, infine (con comando manuale o automatico), presentano una rete idraulica interrata e irrigatori posti in punti strategici della superficie da irrigare. | Sistema di irrigazione che consiste nella somministrazione lenta di acqua alle piante che può avvenire sia depositando l’acqua sulla superficie del terreno contigua alla pianta sia depositandola direttamente alla zona della radice. Può impiegare sia dei micro-spruzzatori, con i quali si emettono dei getti di acqua sottili che bagnano una piccola area di suolo nelle vicinanze della pianta, sia dei gocciolatori. I principali componenti utilizzati per la realizzazione degli impianti d’irrigazione a goccia sono: una fonte irrigua (generalmente un pozzo o un canale); una pompa che permettere di spingere l’acqua dalla fonte fino alla coltura da irrigare; una condotta di adduzione che porta l’acqua dalla fonte al campo che deve essere irrigato; un gruppo di regolazione e filtraggio che serve ad aprire chiudere l’impianto e prevenire le occlusioni dei gocciolatori; un tubo di testata che scorre lungo la testata dei campi ed infine le ali gocciolanti, sulle quali sono inseriti i gocciolatori, che trasportano l’acqua nelle immediate vicinanze delle piante. I sistemi di irrigazione a goccia possono essere azionati manualmente oppure da sistemi automatici. |
Irroratrice | Irroratrice a barra |
| Macchina per la distribuzione dei liquidi atta a suddividere una certa quantità di liquido, contenente l’agrofarmaco, in gocce che saranno trasportate poi alle colture da trattare. In relazione al sistema di polverizzazione e trasporto sulle piante del liquido che contiene il prodotto fitosanitario, le irroratrici possono essere classificate in irroratrici meccaniche, ad aeroconvenzione e pneumatiche. | Tipo di irroratrice utilizzata prevalentemente per la distribuzione di prodotti liquidi alle colture erbacce di pieno campo. Può essere portata, trainata o semoventi con irrorazione basata sulla polverizzazione meccanica del getto (ugelli tradizionali) pneumatica o centrifuga. |
Irroratrice a basso volume | Irroratrice ad aeroconvezione |
| Irroratrice dove l’acqua uscente, a bassissima pressione, dai diffusori viene investita da una corrente d’aria ad alta velocità generata da un ventilatore radiale. Sia la frantumazione del getto che il suo trasporto sono di natura pneumatica. Si ottiene una maggiore uniformità di distribuzione dovuta alla grande omogeneità e finezza delle gocce con dimensioni variabili. | Irroratrice dotata di una pompa ad alta pressione che provvede alla frantumazione del liquido, passante attraverso gli ugelli, in minuscole goccioline che vengono portate sul bersaglio per mezzo dell’aria generata da un ventilatore assiale. La penetrazione del getto nella vegetazione avviene con lo spostamento di un elevato volume d’aria che consente lunghe gittate. |
Irroratrice ad alto volume | Irroratrice meccanica |
| Irroratrice dotata di pompa ad alta pressione che ne provoca la frantumazione meccanica del liquido al passaggio attraverso ugelli calibrati. Il getto viene proiettato sul bersaglio per effetto della pressione stessa. La dimensione delle gocce erogate è alquanto grossolana e non uniforme con copertura imperfetta ed elevata perdita di prodotto per gocciolamento. | Irroratrice dotata di pompa ad alta pressione che ne provoca la frantumazione meccanica del liquido al passaggio attraverso ugelli calibrati. Il getto viene proiettato sul bersaglio per effetto della pressione stessa. La dimensione delle gocce erogate è alquanto grossolana e non uniforme con copertura imperfetta ed elevata perdita di prodotto per gocciolamento. |
Irroratrice pneumatica | Irrorazione |
| Irroratrice dove l’acqua uscente, a bassissima pressione, dai diffusori viene investita da una corrente d’aria ad alta velocità generata da un ventilatore radiale. Sia la frantumazione del getto che il suo trasporto sono di natura pneumatica. Si ottiene una maggiore uniformità di distribuzione dovuta alla grande omogeneità e finezza delle gocce con dimensioni variabili. | Aspersione di un liquido (acqua, fitofarmaco, ecc.) sulle piante. A seconda del volume d’acqua distribuito per ettaro, i trattamenti si distinguono in: t. a volume normale, t. a volume medio, t, a basso volume, t. a bassissimo volume, t. a ultra basso volume ULV. |
Irrorazione bagnante | Irrorazione coprente |
| Tipo di irrorazione eseguita per principi attivi sistemici che non richiede la copertura completa della pianta ma è sufficiente che essa riceva e assorba solo la quantità di principio attivo utile. | Tipo di irrorazione eseguita per principi attivi che agiscono per contatto e che richiede una completa copertura della pianta. |
Irrorazione ULV | ISO |
| irrorazione ad ultra basso volume; viene effettuata in genere senza diluizione e con apparecchiatura speciale. | International Standardization Organization. |
ISO-E | ISO-F |
| Norme ISO (English spelling). | Norme ISO (French spelling). |
Isobutilidendiurea | Isodiametrico |
| Concime semplice azotato (CE). Prodotto ottenuto per reazione dell’urea con l’aldeide isobutirrica. Composto monomerico. Titolo minimo: 28% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Con diametro uguale in tutte le direzioni. |
Isoenzima | Isogamete |
| E’ una particolare forma di enzima, di una singola cella o di una singola specie, con diversa struttura generale ma analoghi siti attivi, e quindi con analoga attività, che svolge una stessa funzione. | Cellula riproduttiva di una specie del tutto simile sia nei maschi che nelle femmine. |
Isoipsa | Isolamento |
| Curva di livello, ovvero linea tracciata su una carta che congiunge i punti di un terreno che hanno la stessa altimetria. | Tecnica di laboratorio che consente di rilevare la presenza di un patogeno nei tessuti vegetali, in presenza o in assenza di sintomi.. |
Isolare | Isolato |
| Procedimento per ottenere un fungo, un batterio o altro organismo in coltura pura. Si intende anche una coltura di spore o microrganismi prodotta in ambiente confinato o isolato.. | Microrganismo ottenuto da una pianta infetta. |
Isomeri | Isoterma |
| Composti chimici diversi aventi la stessa formula bruta, ossia aventi molecole composte dagli stessi atomi legati però tra loro in modo diverso o disposti nello spazio in modo diverso. | Linea tracciata su una carta e che congiunge i punti che hanno la stessa temperatura ad un determinato istante. |
Isoterma di adsorbimento | Isotonia |
| Grafico della quantità di una data specie chimica legata ad un complesso adsorbente, ad una certa temperatura, in funzione della concentrazione della specie in una soluzione in equilibrio con il complesso. Definita isoterma solo perché i test di adsorbimento sono eseguiti a temperatura costante. | Tipo di accrescimento delle ramificazioni secondarie sulle primarie. Si verifica quando lo sviluppo delle prime avviene in maniera uguale sulla faccia inferiore e su quella superiore delle seconde. Sviluppi disuguali determinano l’ipotonia o l’epitonia. |
Isotopo | Isozima |
| Differente forma di un elemento per massa atomica. Gli I. di un elemento si comportano chimicamente nello stesso modo ma hanno proprietà del nucleo ampiamente diverse. | È una particolare forma di enzima, di una singola cella o di una singola specie, con diversa struttura generale ma analoghi siti attivi, e quindi con analoga attività, che svolge una stessa funzione. |
Isterante | Istofago |
| Pianta la cui fioritura avviene successivamente all’emissione delle foglie | Che si nutre a spese dei tessuti. |
Istologia | IUPAC |
| Disciplina che studia la struttura microscopica degli organi. | lnternational Union of Pure and Applied Chemistry |
