Consulta la «C»
Raccolta di termini tecnici. Scopri la lettera C del glossario del glossario di Verdepedia.
C.A. | C.A.M. |
| Chemical Abstracts | È riferito al sistema fotosintetico delle piante succulente, tipiche di aree desertiche. Queste mantengono gli stomi chiusi durante il giorno e li aprono la notte, risparmiando acqua e incamerando l’anidride carbonica che viene fissata da acidi a 3 atomi di Carbonio. Durante il giorno, l’anidride carbonica viene fotosintetizzata senza perdita di acqua. Le piante provviste di questo particolare meccanismo vengono definite piante C3 e C4. |
C.M.A. (Crassulacean Acid Metabolism) | C.R.A. (Coefficiente di recupero apparente) |
| È riferito al sistema fotosintetico delle piante succulente, tipiche di aree desertiche. Queste mantengono gli stomi chiusi durante il giorno e li aprono la notte, risparmiando acqua e incamerando l’anidride carbonica che viene fissata da acidi a 3 atomi di Carbonio. Durante il giorno, l’anidride carbonica viene fotosintetizzata senza perdita di acqua. Le piante provviste di questo particolare meccanismo vengono definite piante C3 e C4. | Rappresenta la quantificazione approssimata dell’efficienza di una concimazione. Seguendo la legge della produttività marginale decrescente, man mano che aumenta la dose l’efficienza diminuisce. In generale, poi, l’efficienza di un concime minerale di sintesi è maggiore di quella di un liquame. Più è alto il valore del C.R.A. minori sono i rischi ambientali connessi. |
C.S.C. (Capacità di scambio cationico) | C.U. |
| Somma dei cationi (idrogeno + cationi metallici) che un suolo può fissare mediante i suoi colloidi minerali ed organici e che viene espressa in millequivalenti per 100 grammi di terreno. | Chilling unit: Unità di freddo |
C3 | C4 |
| Piante nelle quali la fase oscura della fotosintesi porta ad un prodotto primario a 3 atomi di carbonio (acido fosfoglicerico). Vengono dette piante CAM, acronimo di Crassulacean Acid Metabolism. Sono piante tipiche di aree desertiche che usano un particolare percorso fotosintetico che consente loro di mantenere gli stomi chiusi durante il giorno e di aprirli la notte, risparmiando acqua. Le piante provviste di questo particolare meccanismo vengono definite piante C3 e C4. | Piante nelle quali la fase oscura della fotosintesi porta ad un prodotto primario a 4 atomi di carbonio (acido ossalacetico). Vengono dette piante CAM, acronimo di Crassulacean Acid Metabolism. Sono piante tipiche di aree desertiche che usano un particolare percorso fotosintetico che consente loro di mantenere gli stomi chiusi durante il giorno e di aprirli la notte, risparmiando acqua. Le piante provviste di questo particolare meccanismo vengono definite piante C3 e C4. |
Cabina pressurizzata | Cacchio |
| Dispositivo di protezione individuale per i trattamenti fitosanitari montato sulla trattrice. L’aria penetra nella cabina solo attraverso filtri a tre strati: un prefiltro antipolvere, un filtro meccanico e un filtro a carbone attivo. Durante il trattamento i finestrini e le porte delle cabine vanno tenuti ben chiusi. | Germoglio non fruttifero che si sviluppa in posizione errata oppure in numero troppo alto |
Cacciata | Caducifoglia |
| Ramo secondario, sviluppatosi nell’anno e non ancora lignificato, emesso alla base del fusto. Può essere fertile (se porta l’infiorescenza) e/o sterile; intraguainale o extraguainale a seconda che si sviluppi all’interno della guaina della foglia basale o se l’attraversa lacerandola | Specie vegetale che nel nostro clima perde le foglie in inverno. |
Caduco | Cairomone |
| Ogni organo che cade presto. | Messaggero chimico emesso dagli insetti che risulta favorevole all’organismo che li riceve (ad esempio alcuni predatori sono attirati dalle sostanze cairomoniche presenti nella melata di alcuni fitofagi). |
Calatide | Calaza |
| Infiorescenza delle Composite | Pinnacolo molto prominente, tubercoliforme. |
Calcare | Calcareo |
| Roccia sedimentaria composta principalmente da calcite. | Composto che contiene carbonato di calcio (spesso assieme a carbonato di magnesio). |
Calce agricola spenta | Calce agricola viva |
| Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto ottenuto per idratazione della calce agricola viva. Titolo minimo: 50% CaODefinizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto ottenuto per calcinazione di rocce calcaree e contenente come componente essenziale ossido di calcio. Titolo minimo: 70% CaODefinizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Calce di defecazione | Calce spenta magnesiaca |
| Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto residuo della filtrazione di sughi zuccherini dopo la carbonatazione. Il carbonato di calcio è presente finemente suddiviso. Titolo minimo: 20% CaODefinizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto ottenuto per idratazione della calce viva magnesiaca. Titoli minimi: 50% CaO + MgO; 12% MgODefinizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Calce viva | Calce viva magnesiaca |
| Gesso o calcare bruciato in una fornace. È caustica e ustiona foglie e pelle. Si preferisce pertanto usare la calce spenta come correttivo per i terreni acidi. | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto ottenuto per calcinazione di rocce calcaree magnesiache. Titoli minimi: 70% CaO + MgODefinizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Calcicola | Calcidide |
| Specie vegetale che predilige un substrato calcareo | Famiglia di insetti dell’ordine degli Imenotteri di taglia alquanto piccola e in genere parassiti di altri insetti. |
Calcidoideo | Calcio |
| Rappresentante dell’omonima superfamiglia. | Il calcio (Ca) è riscontrabile nei terreni in forma di carbonati, solfati e silicati. Sulla vita delle piante influisce la presenza del calcare (formazione di carbonato di calcio) sia esso totale che nella sua forma più fine detta “calcare attivo”. Quest’ultima frazione esercita un’influenza decisiva sul pH del terreno elevandolo e influenzando così la disponibilità di vari elementi come fosforo, ferro, boro. Nei tessuti vegetali il calcio conferisce maggiore resistenza meccanica delle pareti, fattore molto importante nei frutti perché li rende meno suscettibili alle manipolazioni. |
Calciocianammide | Calciocianammide nitrata |
| Concime semplice azotato (CE). Prodotto ottenuto per via chimica, contenente come componenti essenziali calciocianammide, nonché ossido di calcio ed eventualmente esigue quantità di sali d’ammonio e di urea. Titolo minimo: 18%NDefinizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime semplice azotato (CE). Prodotto ottenuto per via chimica, contenente come componenti essenziali calciocianammide, nonché ossido di calcio ed eventualmente esigue quantità di sali d’ammonio e di urea, con l’aggiunta di nitrato. Titolo minimo: 18%N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Calciofila | Calcitazione |
| Specie vegetale che predilige un substrato calcareo. | Apporto al suolo di materiali calcarei allo scopo di correggere il pH eccessivamente acido. |
Calcite | Calibratura |
| Carbonato di calcio da rocce sedimentarie. | Operazione atta a separare i frutti in base alle loro dimensioni. In meccanica è l’operazione di messa a punto della erogazione e della dose d’impiego dell’apparecchiatura distributrice, finalizzata all’ottenimento di una applicazione ottimale. |
Calice | Callafide |
| Verticillo più esterno del fiore, caratterizzato dalla presenza di sepali che hanno essenzialmente funzione protettiva sugli organi interni del fiore. Può essere dialisepalo (formato da sepali indipendenti tra loro) o gamosepalo (se i sepali sono saldati). Può essere calluco (se si stacca dal ricettacolo al momento della fioritura), persistente (se rimane a protezione del frutto) o marcescente (se va incontro a degenerazione senza disarticolarsi dal ricettacolo). In base alla colorazione può essere erbaceo, se di colore verde, petaloideo, con la stessa colorazione della clorofilla, o colorato. | Famiglia di afidi. |
Callafidino | Callo |
| Afide appartenente alla famiglia dei Callafidi. | Complesso di tessuti parenchimatoidi scarsamente differenziati che si formano nella cicatrizzazione di alcuni tipi di ferita con funzione di riparazione o compartimentazione |
Calluneto | Calma |
| Arbusteto di bassa statura, dominato dal brugo, tipico delle zone montane e su suoli molto acidi, già pascolati ed abbandonati. | Ramo di un anno asportato dalla pianta madre e destinato a fornire le gemme per l’esecuzione di innesti. |
Calore di fondo | Caloria |
| Calore, di solito prodotto artificialmente, trasmesso dal fondo della composta, ad esempio in un propagatore, per stimolare lo sviluppo delle radici. | Quantità di calore necessario per innalzare di 1°C la temperatura di 1 g d’acqua (da 15°C a 16°C). |
Camaemide | Cambiforme |
| Dittero della omonima famiglia le cui larve vivono a spese di afidi e cocciniglie | Cambio secondario che si differenzia nel callo degli innesti e collega i cambi dei due bionti |
Cambio | Cambio cribo-legnoso |
| In botanica: strato meristematico, che si interpone tra legno e libro, in grado di originare nuovi tessuti secondari nella pianta. In meccanica agraria: dispositivo avente lo scopo di variare la velocità di avanzamento del trattore e di adeguare la coppia motrice alla coppia resistente che il trattore incontra durante il suo movimento e per effetto della resistenza che oppongono le macchine operatrici ad esso accoppiate. È costituito da un insieme di coppie di ruote dentate, aventi differenti rapporti di trasmissione, innestate alternativamente e che causano la riduzione del moto rotatorio dal motore all’albero di uscita garantendo al trattore adeguate velocità e regolando lo sforzo del motore in ogni tipo di lavoro. In generale il cambio si compone di: tre alberi rotanti e fra loro paralleli che portano gli ingranaggi; una serie di leve di comando; dall’alberino della retromarcia; da uno o più gruppi di riduttori che hanno il compito di moltiplicare il numero dei rapporti utilizzabili rispetto alle coppie di ingranaggi installate. | È il tessuto che determina l’accrescimento in spessore del cilindro centrale del fusto. La porzione di cellule più esterne produce ogni anno un anello di floema secondario, mentre quella più interna produce un anello di xilema secondario. |
Cambio cribro – vascolare | Cambio fascicolare |
| È il tessuto che determina l’accrescimento in spessore del cilindro centrale del fusto. La porzione di cellule più esterne produce ogni anno un anello di floema secondario, mentre quella più interna produce un anello di xilema secondario | Striscia di cellule meristematiche ad attività dipleurica che rimane fra metafloema e metaxilema nella struttura primaria. |
Cambio subero – fellodermico | Camefita |
| Tessuto meristematico presente nel fusto delle piante ad accrescimento secondario che produce sughero verso l’esterno e tessuto parenchimatico verso l’interno | Pianta pluriennale che si riproduce per seme o attraverso gemme di moltiplicazione vegetativa che si trovano sopra la superficie del terreno. Rappresenta il gruppo di passaggio tra le piante erbacee e quelle arbustive. |
Camera ipostomatica | Camera ninfale |
| Minuscola cavità situata subito al di sotto dell’apertura stomatica. | Spazio creato dalla larva per compiervi la metamorfosi. |
Campanulato | Campionamento |
| A forma di campana. | Operazione di osservazione diretta su coltura o suolo, o con prelievo di parti campione della presenza di fitofagi e ausiliari presenti |
Campione | Campo di piante madri (CPM) |
| Frazione di una sostanza o parte di un materiale scelto per essere sottoposto a ricerca o esperimento. | Appezzamento di terreno destinato alla produzione di piante madri, ottenute da gemme o marze innestate su portainnesti, oppure per la coltivazione di ceppaie per portainnesti. Viene utilizzato prevalentemente per la produzione di materiale di propagazione certificato |
Campo magnetico | Canale stilare |
| È l’ambito spaziale nel quale si manifesta l’effetto di una forza dovuta al passaggio di una corrente elettrica in un conduttore o alla presenza di un magnete. | Parte del frutto che collega la fossa calicina con le logge ovariche contenenti i semi. |
Cancello | Cancerogeno |
| Struttura costituita da elementi in legno o in metallo intervallati tra loro, posto a chiusura di un passaggio | Sostanza o agente in grado di provocare il cancro o la sua propagazione. |
Cancerosa | Cancro |
| Lesione dovuta ad un cancro, localizzata, solitamente in organi legnosi, derivante dall’alterazione dei tessuti corticali a cui possono far seguito dei processi iperplastici a carico dei tessuti contigui. | Lesione localizzata, solitamente in organi legnosi, derivante dall’alterazione dei tessuti corticali a cui possono far seguito dei processi iperplastici a carico dei tessuti contigui. |
Cannibalismo | Cantiere |
| Uccisione e consumo di propri simili: predazione intraspecifica. | Complesso di spazi, strutture, attrezzature e materiali occorrenti alla costruzione o ristrutturazione di edifici o infrastrutture. |
Caolinite | Capacità chelante |
| Minerale argilloso con struttura lamellare, costituito dalla successione di strati ottaedrici e tetraedrici di silicati di alluminio. | Proprietà di una molecola organica di legare chimicamente un metallo e di avvolgerlo proteggendolo con la propria struttura, per esempio da fenomeni di insolubilizzazione e di precipitazione. |
Capacità complessante | Capacità di campo (CC) |
| Proprietà di una molecola organica di legare chimicamente un metallo, dando luogo, tuttavia, a complessi di norma meno interessanti per la nutrizione dei vegetali. | Un terreno è nella situazione idrica di capacità di campo quando contiene solo l’acqua racchiusa nei micropori e che pertanto è stabile nel suolo se non intervengono evaporazioni o traspirazioni delle piante. Si riferisce quindi alla massima quantità di acqua che un suolo può trattenere, una volta che sia stata eliminata l’acqua gravitazionale. |
Capacità di penetrazione e traslocazione degli agrofarmaci | Capacità idrica |
| In base alla possibilità o meno di penetrare e traslocare nei tessuti vegetali, gli agrofarmaci possono essere suddivisi nei seguenti gruppi: a) agrofarmaci di copertura: presentano una penetrazione nulla nei vegetali ed esplicano la loro azione solo sulle superfici interessate dall’intervento; b) agrofarmaci citotropici: sono caratterizzati da una penetrazione più o meno superficiale negli organi verdi della pianta (foglie, ecc.), senza tuttavia essere traslocati tramite il sistema linfatico; c) agrofarmaci citotropici-translaminari: si distinguono per una penetrazione profonda, per cui nelle foglie essi sono in grado di raggiungere la lamina opposta a quella direttamente interessata dal trattamento; d) agrofarmaci sistemici: hanno la proprietà di essere assorbiti dai tessuti vegetali e di trasferirsi nelle diverse parti della pianta tramite la circolazione linfatica ascendente, discendente, o ascendente e discendente. | Attitudine di un terreno a contenere l’acqua. Si distingue una C. I. massima, che corrisponde allo stato di saturazione del terreno, e una C. I. minima (o capacità di campo) che si raggiunge dopo che l’unità di suolo ha perso l’acqua gravitazionale. |
Capannina meteorologica | Capillarità |
| Complesso di strumenti idonei per il rilevamento dei dati climatici (piogge, umidità relativa e temperatura); è composta, in genere, da un termoigrografo e da un pluviografo. | Processo per il quale l’acqua sale oltre il proprio livello normale. |
Capillizio | Capitozzatura |
| Complesso di radici capillari a funzione precipuamente assorbente. Il C. radicale è posto nella porzione distale delle radici. Si indica anche una trama di filamenti sensibili all’umidità atmosferica e capace di agire per igroscopicità. | Asportazione di gran parte della chioma mediante energici tagli praticati sulle branche principali come accade per alcune potature straordinarie. Si intende per C. anche il taglio netto di una sola grossa branca o il taglio del fusto. È una pratica da abolire nelle piante ornamentali, a meno che non abbia giustificazione storica nel mantenimento di certe forme obbligate. |
Capo | Capo a frutto |
| Regione morfologica della parte anteriore del corpo di un insetto. Nei lepidotteri adulti è sempre ipognato e rivestito di squame. Oltre agli occhi e alle antenne vi spiccano i due grossi palpi labiali e la spiritromba. Nelle larve il capo può essere sia ipognato che prognato e porta sui due lati gli stemmati e due brevissime antenne; anteriormente, sotto al labbro superiore, si notano le robuste mandibole. Nelle crisalidi è di forma grosso modo semisferica o troncoconica ed è assolutamente immobile. | Ramo fruttifero della vite. |
Capogatto | Capolino |
| Tipo di margotta ottenuta piegando ad arco un ramo dell’anno precedente in modo da interrare soltanto il suo apice vegetativo, in corrispondenza del quale si formeranno radici avventizie e contemporaneamente si svilupperà il germoglio, tendente a svilupparsi verso l’alto. | Infiorescenza formata da molti fiori sessili o brevemente peduncolati riuniti su un ricettacolo comune allargato a disco e circondato esternamente da numerose bratee involucrali. Nelle Asteraceae (Compositae) è tipicamente formata da diversi tipi di fiori inseriti in due zone: disco (parte centrale del capolino) e raggio (circonferenza del capolino); i fiori posso essere raggruppati nelle due zone in base al sesso e alla fertilità. |
Capside | Capsomero |
| È una struttura proteica, composta da diverse subunità (dette capsomeri) che racchiude il materiale genetico del virus e lo protegge dall’ambiente esterno. | Subunità morfologica costituente il capside. |
Capsula | Capsula a pisside |
| Frutto secco deiscente derivante da un ovario pluricarpellare (Aesculus, Tulipa). In patologia vegetale è il corpo d’inclusione del Granulosis virus (talvolta detta anche granulo), mentre in botanica è l’urna dei muschi. | Capsula che si apre tramite un coperchietto apicale. |
Capsula membranosa | Capsule suspension |
| Frutto secco deiscente di consistenza simile ad una membrana. | Sospensione acquosa di capsule (microcapsule), fluido microincapsulato (ME, MS). |
Captaspore | Carabide |
| Apparecchiatura idonea per la cattura, dall’aria e dalle foglie vecchie sul terreno, delle ascospore mobili di ticchiolatura nell’ambiente. Agisce per aspirazione, permettendo la cattura delle ascospore (finiscono su vetrini appositamente preparati) che vengono poi esaminate al microscopio. Con l’esame microscopico si risale al giorno e all’ora in cui è avvenuta la prima infezione e in base al numero di ascospore catturate si stabilisce l’intensità dell’attacco della crittogama (lieve, medio o forte). | Famiglia di coleotteri normalmente predatori di altri insetti, di molluschi, talora necrofagi o fitofagi. |
Carboidrato | Carbonato di calcio di defecazione |
| Sostanza alimentare composta da carbonio, idrogeno e ossigeno, con un rapporto idrogeno/ossigeno 2 a 1. | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto ottenuto per idrolisi di materiali biologici mediante calce e successiva precipitazione con anidride carbonica. Titoli minimi: 28% CaO s.s.; 15% C organico s.s.; 1% N s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Carbonio organico di origine biologica | Carena |
| Si intende il carbonio organico costituente di prodotti di origine vegetale od animale o derivante direttamente da detti prodotti con esclusione di qualsiasi forma di carbonio organico di sintesi. | Rilievo a forma di chiglia su organi vegetali perciò detti carenati. |
Carenato | Carenatura cefalotoracica |
| Curvo acutamente come la carena di una nave. | Particolare conformazione interessante parte del capo e del torace. |
Carie | Carie bianca |
| Alterazione di organi legnosi dovute a vari agenti fungini che invadono i tessuti provocando una decomposizione o distruzione delle parti interne degli organi colpiti, che diventano polverulenti e friabili, fino a provocarne il disfacimento. | Alterazione del legno provocata da agenti fungini che distruggono la lignina. I tessuti residui appaiono chiari, quasi biancastri. |
Carie bruna | Cariogamia |
| Alterazione del legno provocata da agenti fungini che distruggono la cellulosa. I tessuti residui appaiono scuri, quasi nerastri. | Fusione di due nuclei sessualmente differenti dopo la divisione cellulare, cioè dopo la plasmogamia. |
Cariosside | Carniccio |
| Frutto secco indeiscente, tipico delle Graminaceae, in cui il seme è strettamente fuso al pericarpo che forma solo uno strato protettivo esterno. | Concime organico azotato. Residui della lavorazione della carne, eventualmente trattati con acido solforico, disseccati e macinati. Titolo minimo: 4% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Carniccio fluido in sospensione | Caroliniano |
| Concime organico azotato fluido. Sospensione di residui della lavorazione della carne solubilizzati e parzialmente idrolizzati. Titoli minimi: 3% N; 10% C organico. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Termine generico che indica cloni di pioppo appartenenti alla specie Populus deltoides o ad essa fenotipicamente simili, caratterizzati da chioma espansa, rami grossi e foglie molto grandi, fusto generalmente diritto, corteccia rugosa, rami giovani dotati di evidenti costolature. |
Carota | Carotatura |
| Porzione fusiforme di terreno o di legno prelevato a scopo di campionamento, saggio o test da sottoporre a diversi tipi di analisi. In botanica è il nome comune della Daucus carota, importante specie orticola appartenente alla famiglia delle Ombrellifereae. | Operazione di prelievo di campioni, di solito fusiformi, dal terreno o dagli alberi effettuata impiegando cilindri cavi di varie dimensioni. |
Carotene | Carpello |
| Pigmento color arancione presente nelle regioni prive di clorofilla (radici, fiori, frutti). È un idrocarburo unito al corredo plastidiale, di natura affine a quella dei terpeni. | Foglia trasformata che costituisce il pistillo, elemento fondamentale dell’organo femminile dei fiori formato dall’ovario contenente gli ovuli, da un prolungamento (stilo) e da uno stigma per la recezione del polline. |
Carpineto | Carpofago |
| Bosco prevalentemente ceduo di carpino bianco, cerro ed anche rovere, acero opalo, carpino nero, ciliegio selvatico, con arbusti del pruneto e sottobosco di specie mesofile. | Specie animale (insetti, ecc.) che attacca i frutti. |
Carpoforo | Carpoptosi |
| Corpo fruttifero dei basidiomiceti superiori, di dimensioni macroscopiche, che presenta forma assai varia sorretto da un gambo più o meno carnoso o a mensola. | Anomalo distacco e caduta dei frutti. |
Carrello elevatore | Carro-raccolta |
| Macchina semovente provvista di un elevatore a forche e impiegata in magazzino per spostare frutta in cassoni o in cassette su palette e carichi pesanti in generale. | Macchina trainata o semovente, impiegata per trasportare gli operai addetti alla raccolta dei frutti a diversa altezza dal suolo. Si distinguono carri a piattaforme laterali e carri a piattaforme elevatrici, impiegati anche per la potatura. |
Cartografia | Cartonaggio |
| Insieme degli studi e delle operazioni scientifiche artistiche e tecniche che portano all’elaborazione e allestimento di carte, mappe e piani. | Tecnica usata per la forzatura e la radicazione degli innesti-talea di vite in appositi vasetti di torba pressata o di carta. |
Cartuccia filtro | CAS RN |
| È la parte del respiratore che assorbe fumi e vapori prima che l’operatore li respiri. | Chemical Abstracts Services Registry Number è una sigla che permette di identificare una sostanza chimica. |
Cascami di lana | Casco |
| Concime organico azotato. Residui della lavorazione della lana e dei suoi manufatti. Titolo minimo: 8% N. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Dispositivo di protezione individuale per i trattamenti fitosanitari. Serve per la protezione dell’intera testa. I vari modelli si differenziano fra loro per: il punto di appoggio (testa e spalle); il tipo di alimentazione (pile a secco, batteria ricaricabile, batteria del trattore e combinazioni fra queste). Si consigliano i modelli alimentati con la batteria ricaricabile da utilizzare durante la miscela e quelli alimentati con la batteria del trattore da impiegare durante l’irrorazione. |
Cascola | Cascola di giugno |
| Fenomeno della caduta di gemme, fiori e frutti dall’albero prima della completa maturazione. Può avvenire per improvvise carenze idriche, per brusche variazioni termiche, a causa di carenze di elementi minerali nel terreno o per attacchi parassitari. | Fenomeno fisiologico del melo che comporta la caduta, proprio nel mese di giugno, dei piccoli frutti e che è dovuto principalmente ad una autoregolazione dell’equilibrio ormonale della pianta che elimina i frutti mal riusciti o male impollinati. |
Cascola preraccolta | Cascolante |
| Fenomeno per cui i frutti più maturi se attaccati da parassiti e/o sottoposti ad intemperie, possono staccarsi dalla pianta. | Fitoregolatore che facilita la raccolta di determinati frutti provocandone la caduta, o che regola il numero dei frutti sulle piante determinandone la parziale caduta, al fine di ottenere frutti residui di pezzatura maggiore. |
Cassetta | Cassone di coltivazione |
| Piccolo contenitore di legno o di plastica impiegato per la raccolta ed il trasporto della frutta; un diffuso tipo di cassetta è il “plateau” che contiene generalmente uno o due strati di frutti. | Struttura atta a contenere il substrato per l’allevamento di piantine, formata da una bassa recinzione, in muratura od altro materiale e provvista di una copertura generalmente costituita da vetro o da materiale plastico. Il substrato di crescita poggia su uno strato di materiale di varia natura (pietre, ramaglie, ecc.) che inibisce l’approfondimento del fittone e stimola la produzione di radici laterali permettendo l’ottenimento di piante di elevate dimensioni provviste di apparati radicali voluminosi ed efficienti. |
Cassone non riscaldato | Cassone riscaldato |
| Struttura adibita alla moltiplicazione per talee di specie caratterizzate da una limitata attitudine rizogena. Si ottiene stratificando terriccio e sabbia al fine di stimolare la produzione di radici. | Struttura adibita alla moltiplicazione per talee di specie caratterizzate da una limitata attitudine rizogena. Il substrato è artificialmente riscaldato da resistenze elettriche. |
Castagneto | Castrazione |
| Bosco con prevalenza di castagno ceduo o da frutto; se abbandonato viene invaso da altre latifoglie, quali carpino nero, querce, frassini. | Operazione eseguita sui fiori ermafroditi allo scopo di privarli degli organi sessuali maschili impedendo l’autoimpollinazione. Consiste nella cimatura dei germogli eseguita molto precocemente. |
Cata- | Catabolismo |
| Verso il basso o indietro; indica in genere un ritorno; es.: catametabolìa = metamorfosi retrograda. | Rottura metabolica di molecole complesse per ottenere molecole più semplici, corrispondente alla fase distruttiva del ciclo metabolico. |
Catafillo | Catena alimentare |
| Nei bulbi si chiamano catafilli (o scaglie) le foglie trasformate in organi di riserva, ingrossate, che racchiudono le gemme che sbocceranno l’anno successivo (es. bulbo di cipolla, aglio, giacinto). | Movimento di energia e nutrienti attraverso il cibo da un gruppo di alimenti ad un altro in una serie che comincia con le piante e finisce con i carnivori, i detritivori e decompositori. Si dice del complesso di passaggi attraverso i quali un elemento, interagendo con il mezzo abiotico, si trasferisce fra le varie categorie di organismi viventi. La biodisponibilità di un elemento ne condiziona l’intensità del trasferimento. |
Catenulato | Catione |
| A mo’ di catena. | Ione che in soluzione ha una o più cariche positive a seconda della valenza e che si lega agli anioni caricati negativamente. Per elettrolisi si dirige al catodo |
Catione acidificante | Catorcio |
| Aggiunto all’acqua subisce una idrolisi che produce una soluzione acida. I cationi idratati cedono protoni all’acqua con formazione di ioni idronio risultando acidi in soluzione acquosa, secondo la definizione di Bronsted. | Termine vivaistico usato per indicare la porzione residua del portinnesto reciso poco sopra il punto d’innesto |
Cattura massale | Caudale |
| Tecnica di difesa delle piante basata sulla cattura del maggior numero possibile di maschi allo scopo di ostacolare gli accoppiamenti e la fecondazione delle femmine. Tende a controllare direttamente una specie dannosa impiegando particolari trappole in grado di catturare un elevato numero di insetti. Questo metodo agisce come fattore di contenimento della popolazione e la sua efficacia deve essere valutata nel tempo. (Mass trapping) | Situato lungo il corpo dalla parte opposta al capo (contrario di ‘cefalico’). |
Caudiciforme | Caule |
| Di forma simile ad una coda. | Tratto dell’albero compreso tra il colletto e l’inserzione delle branche, che sostiene le foglie, i fiori e i frutti. A volte il fusto si trasforma in organi sotterranei (rizoma, bulbo, tubero). |
Caulifloria | Cavitazione |
| Consiste nella fioritura sulle parti (o rami) più vecchie e legnose del fusto (o delle branche), a differenza di come avviene normalmente di produrre sulle parti più giovani della chioma. Tra alcuni esempi la pianta del Cacao (Theobroma cacao), il Carrubo (Ceratonia siliqua), e l’albero di (Cercis siliquastrum) | Interruzione del flusso idrico all’interno del sistema conduttore di specie arboree soggette a stress idrico. È normalmente associata a fenomeni di embolia. |
CB | cc |
| Esca concentrata (bait concentrate) | Centimetro cubo |
CDA (Controlled Drop Application) | CE |
| Trattamento a goccia controllata. Indica attrezzature che consentono di variare la dimensione (diametro) delle gocce e di erogarle con grande uniformità; generalmente vengono indicate con questa sigla le attrezzature con ugelli rotativi. | Comunità europea. Denominazione adottata dopo il trattato di Maastricht (entrato in vigore il 1° novembre 1993) che ha sancito la nascita dell’Unione Europea. |
CE50 | Cecidio |
| Concentrazione che causa un determinato effetto (risposta) nel 50% degli organismi test. | Anormale ingrossamento o escrescenza localizzata, sovente più o meno sferica, prodotta dalle piante a causa di attacchi da parte di funghi, batteri, insetti, acari o altri agenti. |
Cecidomide | Ceduazione |
| Insetto della omonima famiglia (ordine dei Ditteri) le cui larve apodi e con colori vivaci provocano sovente la comparsa di galle. | Eliminazione del tronco a livello della ceppaia per favorire la formazione di germogli basali vigorosi. |
Ceduo | Ceduo misto mesofilo |
| Forma di governo del bosco che prevede il taglio dei fusti più vecchi e la rinnovazione del soprassuolo mediante l’emissione di polloni dalle ceppaie tagliate. | Bosco formato da un insieme di latifoglie, caratteristiche del clima temperato, governato attraverso tagli periodici. |
CEE | Cefalio |
| Comunità Economica Europea; denominazione adottata prima del trattato di Maastricht (entrato in vigore il 1° novembre 1993) che ha sancito la nascita dell’Unione Europea. | Parte apicale dei cactus globulari o colonnari, dove spine e peli sono addensati; in genere formazioni peculiari di alcuni generi di cactacee, simili a masse lanose, con peli e setole. |
Celastraceae | Cella pupale |
| Legnose a portamento arboreo o arbustivo. Foglie caduche o persistenti, generalmente ad inserzione alterna spiralata. Fiori: solitari o in piccole cime. Frutti: capsula, drupa o bacca. | Spazio entro il quale alloggia la pupa dell’insetto. |
Cella terrosa | Cellula |
| Bozzolo ottenuto dalla larva cementando il terreno delimitante la cripta che essa si è andata creando nel suolo: in questo caso le pareti interne potranno presentarsi ruvide o lisce ed essere o meno rivestite di uno strato di seta più o meno consistente. Riguardo alla consistenza le celle terrose potranno presentarsi friabili, compatte o tenaci. | E’ la più piccola unità di materia vivente capace di vita autonoma. E’ l’elemento costitutivo fondamentale proprio di tutti gli organismi viventi. |
Cellula del cambio | Cellula di guardia |
| Cellula inserita tra floema e xilema che mantiene la capacità di dividersi attivamente. | Cellule fotosintetiche il cui turgore determina l’apertura e la chiusura degli stomi e quindi gli scambi di anidride carbonica, ossigeno e vapor d’acqua con l’esterno. |
Cellula parenchimatica | Cellulosa |
| Cellula isodiametrica costituente il parenchima, tessuto poco differenziato, diffuso nelle varie parti della pianta | Polisaccaride bianco e insolubile contenuto nella membrana delle cellule vegetali delle piante e di alcuni funghi. |
Cellulosolitico | Ceneri di calce |
| Potere di alcune sostanze e di organismi, quali i Funghi, di disgregare la cellulosa. | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto residuo della fabbricazione delle calci. Può contenere ossidi, idrossidi, carbonati di calcio e di magnesio e ceneri di carbone. Titolo minimo: 40% CaO + MgO. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006). |
Ceneri di calce magnesiaca | Cenocitico |
| Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto residuo della fabbricazione delle calci in cui il titolo in ossido di magnesio è uguale o superiore all’8%. Titoli minimi: 40% CaO + MgO; 8% MgO Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Non settato, si riferisce a nuclei immersi nello stesso citoplasma, senza pareti di separazione. |
Cenocito | Cenosi |
| Massa protoplasmatica caratteristica dei ficomiceti nella quale sono contenuti più nuclei originatisi da un unico nucleo preesistente. | Complesso delle specie vegetali o animali che crescono o sono allevate in una data stazione. |
Centralina microclimatica | Centro d’infezione |
| Apparecchiatura per il rilevamento e la registrazione degli eventi meteorici (normalmente temperatura, umidità, precipitazione e bagnatura fogliare). | Area vegetale da dove si sviluppa l’infezione (es. radici, stocco, foglie, pennacchio, spiga). |
Centro di moltiplicazione | Centrospermae |
| Struttura, riconosciuta dal Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, atta a produrre il materiale di moltiplicazione certificato da utilizzare da parte dei vivaisti per la produzione di portainnesti e piante certificate. | Ordine delle Dicotiledoni caratterizzato da grandi affinità dei gruppi inclusi. |
Ceppaia | Ceppo |
| Parte inferiore che rimane, in seguito al taglio rasente il terreno o poco al di sopra, del fusto di alcuni alberi (es. olivo). Conseguentemente al taglio a C. molte specie sono in grado di rigenerare la parte aerea con l’emissione di polloni ed il successivo sviluppo (es. castagno). In selvicoltura il termine identifica la base della porzione epigea delle piante costituenti il ceduo. | Isolato di un virus, simile ma non identico ad altro virus precedentemente caratterizzato e descritto in letteratura. |
Cerambicide | Cerchia degli ospiti |
| Famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Coleotteri e caratterizzata da adulti con lunghe antenne che oltrepassano talora la lunghezza del corpo. Le larve si sviluppano a spese del legno. | L’insieme di diverse piante attaccate da un dato agente patogeno. |
Cercine | Cerosa |
| Striscia di corteccia attorno alla circonferenza basale di un ramo. | Dicesi di rivestimento e/o di sostanza simile alla cera. Spesso è prodotto da cellule epidermiche con funzione protettiva. |
Cerreta | Cerreta mesofila |
| Bosco di cerro prevalente rispetto ad altre specie consociate, quali latifoglie nobili oppure carpino nero. | Bosco di cerro prevalente con sottobosco a frequenti arbusti del pruneto, di zone di collina abbastanza fresche, su rocce silicatiche e suoli subacidi. |
Cerreta termoigrofila | Cerreta xerofila |
| Bosco di cerro prevalente, misto con leccio, frassino mediridionale, acero trilobo e ciavardello, a sottobosco misto di arbusti sclerofillici, in terreni alluvionali del fondovalle. | Bosco di cerro prevalente su roverella e orniello, ad ampia distribuzione altitudinale, di zone interne abbastanza asciutte per cause geomorfologiche, quasi sempre su rocce calcaree o miste e suoli per lo più neutri-subacidi. |
Certificazione | Cesoia |
| Atto con cui una terza parte indipendente (in questo caso l’organismo di controllo) dichiara che un determinato processo, prodotto o servizio è conforme ad una specifica norma. (Certification) | Utensile avente la forma di una forbice impiegata per operazioni di potatura e di taglio. A seconda dell’utilizzo, ha forma e struttura differenti: a lame ricurve, impiegata soprattutto per tagliare ramoscelli di piccole dimensioni; con crichetto e/o manici lunghi, per rami di maggior spessore; con lame e manici lunghi e diritti, per tagliare le siepi; con lame montate su prolunghe ed azionate a distanza per il taglio di rami alti. Per lavori particolarmente impegnativi, esistono cesoie motorizzate, di tipo elettrico o pneumatico, in cui lo sforzo di taglio è esercitato rispettivamente da un motore elettrico azionato a batteria o da un cilindro pneumatico azionato da aria compressa. |
Cespitosa | Cespo |
| Pianta che produce fusti dalla radice. Di solito pianta spogliante che cresce in primavera da gruppi di gemme o da una rosetta in cima a un rizoma che ha superato l’inverno. | Gruppo di cauli addossati gli uni agli altri che si dipartono da una medesima radicee/o le brattee del fiore nella loro unità involucrale. |
Cespuglio | Cesto |
| Pianta legnosa o semi-legnosa che presenta numerosi fusti provvisti di ramificazioni a partire dalla porzione immediatamente al di sopra del colletto, formando un aggregato di rami più o meno compatto. | Recipiente, generalmente di plastica, vimini o canna, usato per la raccolta manuale della frutta; è provvisto di un manico ad arco e può essere appeso, per mezzo di un uncino, alle scale o alle branche. |
CFU | Chamaeropo-Sarcopoterium |
| Colony Forming Unit; esprime il numero di microrganismi vitali (in grado di originare colonie) per unità di volume o peso di un dato preparato. | Particolare vegetazione arbustiva a piccoli pulvini di tipo termo-xerofilo esclusiva della provincia di Siracusa. |
Chancel | Chela |
| Metodo empirico per la misura della finezza degli zolfi. Consiste nel misurare il volume occupato dalla sospensione di 5 grammi di polvere in etere etilico, dopo 5 minuti di riposo, in riferimento al volume complessivo della sospensione fatto uguale a 100. Un valore ottimale di finezza si aggira sui 75-8° Chancel. | Parte distale di un chelicero a forma di pinza. |
Chelato | Chelato di cobalto |
| Prodotto dell’unione di una molecola organica, detta legante o sequestrante, con uno ione metallico che reagisce con i radicali attivi del legante. I radicali inglobano il metallo, proteggendolo ed impedendo che possa essere influenzato dall’ambiente chimico-fisico del terreno. Per la costituzione della sua molecola un chelato è considerato come un “sale interno”. | Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per combinazione chimica del cobalto con un agente chelante. Titolo minimo: 2% Co solubile in acqua di cui almeno 8/10 in forma chelata. Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Chelato di ferro | Chelato di manganese |
| Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per combinazione chimica del ferro con un agente chelante. Titolo minimo: 5% Fe solubile in acqua, la cui frazione chelata è pari almeno all’80% e di cui almeno il 50% è chelato dallo o dagli agenti chelanti dichiarati Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per combinazione chimica del manganese con un agente chelante. Titolo minimo: 5% Mn solubile in acqua di cui almeno 8/10 in forma chelata Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Chelato di rame | Chelato di zinco |
| Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per combinazione chimica del rame con un agente chelante. Titolo minimo: 9% Cu solubile in acqua di cui almeno 8/10 in forma chelata Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per combinazione chimica dello zinco con un agente chelante. Titolo minimo: 5% Zn solubile in acqua Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Chelazione | Chelicero |
| Unione tra una molecola organica, detta legante o sequestrante, e uno ione metallico che reagisce con i radicali attivi del legante. Tali radicali inglobano il metallo proteggendolo ed impedendo che possa essere influenzato dall’ambiente chimico-fisico del terreno. | Piccolo arto posto in posizione preorale a forma di piccola tenaglia tipico dei Chelicerati. |
Chemiopatia | Chemioprofilassi |
| Alterazione dovuta a sostanze chimiche. | Eliminazione del patogeno con mezzi chimici, prima del suo attacco alle colture. |
Chemiosterilizzante | Chemioterapia |
| Sostanza ad azione insetticida, avente come scopo la sterilizzazione di un sesso (maschile o femminile) al fine di ottenere, con l’accoppiamento, uova non feconde. | Eliminazione del patogeno con mezzi chimici, dopo il suo attacco alle colture. |
Chenopodiaceae | Cheratoteca |
| Famiglia di piante erbacee con infiorescenze glomerulari. | Teca crisalidale racchiudente le antenne. Facilmente individuabile poiché parte dai lati del capo (sopra gli occhi) e decorre lungo il margine anteriore delle pteroteca. |
Chetosema | Chetotassi |
| Nome con cui vengono indicati, nei lepidotteri, i due ocelli presenti sul capo di certi adulti, poco dietro gli occhi. | Disposizione e relativa nomenclatura delle setole primarie. |
Chiazzatura | Chilling |
| Insieme di macchie superficiali di forma irregolare. | Abilità della pianta di continuare la fotosintesi in un range di temperatura compreso tra 5 e 0 gradi centigradi |
Chilling unit | Chimera |
| Unità di freddo. | Pianta o porzione di pianta i cui tessuti sono costituiti da due o più tipi di cellule con corredo genetico diverso; essa può derivare da mutazione gemmaria o, più raramente, in corrispondenza del punto di innesto, dalla concrescenza di cellule dei due bionti; in questo caso essa è nota impropriamente con il nome di “ibrido d’innesto”. |
Chiodatura | Chioma |
| Arieggiamento profondo del terreno, eseguito come un’incisione verticale volto a diminuirne la compattezza, impiegato nella manutenzione dei tappeti erbosi. | Parte epigea di una pianta costituita da branche, rami, germogli. |
Chioma ramificata | Chiosco |
| Sistema di ramificazioni di un albero privo di getto principale. | Termine che in origine indicava un padiglione di disegno orientaleggiante, poi costruzione aperta, leggera ed elegante in metallo, legno o muratura, con pianta poligonale o rotonda, formata da colonne sottili sormontate da una cupola, e infine utilizzato anche come sinonimo di pergolato o bersò (berceaux), per indicare i “capanni di verdura”, in cui riposare all’ombra. |
Chitina | Chitinoinibitore |
| Sostanza costituente la parte solida e resistente degli insetti e che si trova anche nelle pareti cellulari dei funghi sotto forma di carboidrato | Inibitore di crescita degli insetti. Interviene sull’enzima (chitina sintetasi) che presiede la sintesi della chitina (tessuto costituente l’esoscheletro) rinnovata ad ogni muta larvale. Nel caso di mancata sintesi di un nuovo e più grande involucro esterno, l’insetto non è pertanto più in grado di sopravvivere. Ciò avviene sia allo stato larvale che all’interno dell’uovo, poichè anche in quest’ultimo si verificano più mute embrionali. E’ attivo su tutti gli stadi larvali (gli stadi più precoci sono ovviamente quelli più sensibili). La morte degli insetti avviene al momento della muta che segue l’ingestione o il contatto con l’inibitore di crescita. |
Chitridiale | Chitridiomiceti |
| Ordine appartenente alla classe dei ficomiceti, caratterizzato dal tallo unicellulare. | Funghi microscopici, sprovvisti di micelio, con fasi del ciclo vitale costituite da cellule flagellate fornite oppure no di parete. Appartengono a questa famiglia specie patogene per le piante. |
Chitting | Ciatofillo |
| Germinazione dei semi anteriore alla semina. | Brattea che racchiude un ciazio (presente nelle Euforbiaceae). |
Ciazio | Cicadellide |
| Infiorescenza tipica delle euforbie costituita da un solo fiore femminile circondato da fiori maschili ridotti a stami. I fiori sono posti al centro di una coppa che possiede sull’orlo ghiandole di diversa forma e colore. | Famiglia di Rincoti omotteri. |
Cicalina | Cicatrice stilare |
| Piccolo insetto della famiglia dei Tiflocibidi (ordine dei Rincoti). | Lesione interessante lo stilo del fiore. |
Cicatrizzante | Cicatrizzazione |
| Fisiofarmaco che favorisce la formazione del callo di cicatrizzazione in ferite prodotte su organi legnosi. | Processo di riparazione, che le piante mettono in atto in risposta ad una lesione, caratterizzato dalla proliferazione indifferenziata di cellule e conseguente formazione del callo. Avviene a temperature ottimali ma risulta particolarmente rapido in tarda primavera e in estate. |
Ciclica | Ciclo biologico |
| Disposizione degli elementi fiorali in più verticilli. | Susseguirsi dei diversi stadi vitali di un organismo. |
Ciclo dei nutrienti | Ciclo del carbonio |
| Percorso di un elemento o di un nutriente attraverso l’ecosistema, dall’assimilazione da parte degli organismi al rilascio da parte dei decompositori. | Trasformazione dell’anidride carbonica operata dai vegetali attraverso la fotosintesi e la respirazione. |
Ciclo eterogonico | Ciclo fenologico |
| Ciclo di afidi caratterizzato dall’alternanza di generazioni partenogenetiche e sessuate. | Insieme dei mutamenti (germogliamento, antesi maturazione dei frutti) subiti dall’organismo vegetale durante l’anno. |
Ciclo vitale | Ciglia |
| Insieme degli stadi e delle fasi di sviluppo delle piante arboree. Per le piante da frutto, il ciclo vitale si compone di 3 stadi: giovanilità (inizia con la vita dell’albero e termina con la fase di produzione dello stesso), maturità (inizia quando la parte epigea della pianta ha raggiunto uno sviluppo adeguato) e senescenza (inizia con l’invecchiamento dell’apparato radicale e conseguente riduzione della capacità assorbente). Ogni stadio ha durata variabile in relazione a svariate condizioni e la rapidità di passaggio da uno stadio a quello successivo è regolata da fattori genetici, tecnico colturali e pedoclimatici e risulta variabile a seconda della specie e dell’ambiente colturale | Prolungamenti protoplasmatici filiformi presenti sulla superficie di alcune cellule (batteri, zoospore), in grado di conferire ad esse la capacità di muoversi in un mezzo liquido. |
Ciglionamento | Ciliato |
| Sistemazione a terrazze dei terreni declivi con contenimento delle pareti a mezzo di un cotico erboso. | Organo con peli sottili come ciglia. |
Cilindro centrale | Cilindro senza fondo |
| Parte centrale del fusto e della radice in cui si trova il sistema vascolare, specializzato nel trasporto delle soluzioni. Il suo centro è denominato stele. | Contenitore usato per un tipo di coltivazione in serra. Le sostanze nutritive vengono assorbite dalle radici della pianta nella composta del contenitore cilindrico e l’acqua è assorbita dalla sabbia, ghiaia o ciottoli sui quali sono posti i contenitori. |
Cima bipara | Cima unipara |
| Quando la ramificazione di ogni asse è formata da due rami uguali e simmetrici rispetto all’asse da cui derivano. | Cima costituita da un’asse che termina con un fiore e che porta una sola ramificazione anch’essa terminante con un fiore. |
Cimale | Cimatura |
| Parte terminale del fusto della pianta. | Operazione di potatura verde, consistente nell’asportazione della parte apicale di una pianta. Se eseguita precocemente (cimatura precoce) sopprime la dominanza apicale ottenendo il blocco della crescita dell’asse principale e l’emissione di germogli anticipati da parte delle gemme laterali. Se eseguita in corrispondenza del rallentamento di crescita estivo (cimatura tardiva) sopprime i germogli in fase di lignificazione evitando la formazione di nuovi germogli e lasciando solo le gemme dormienti |
Cinarino | Cincinno |
| Afide del genere Cinara, famiglia dei Lacnidi. | Infiorescenza cimosa, con ramificazione antidroma. Es. borragoide, fiore delle Borraginaceae: formato da un asse principale che termina con un fiore sotto il quale nascono uno (cima unipara) o due (cima bipara) rametti secondari terminanti anch’essi con un fiore e a loro volta ramificati sotto ad esso. |
Cinetina | Cinghiatura |
| Ormone vegetale che agisce sulla divisione cellulare, controlla la sintesi della proteasi, sembra avere funzioni importanti nella divisione dei cloroplasti. | Alterazione causata da freddo tardivo, che si manifesta sovente nelle pere con la presenza di un anello rugginoso localizzato nella fascia equatoriale del frutto. |
Cinipide | Cinorrodon |
| Insetto della omonima famiglia (ordine degli Imenotteri) vivente quasi esclusivamente a spese delle querce sulle quali provoca la formazione di galle. | Infruttescenza (bacca) del genere Rosa. |
Cintatura | Cinto |
| Strozzatura operata sulla corteccia e sul libro applicando un cinto al tronco o alle branche. | Lamina larga circa 5 cm. da avvolgere intorno al tronco od alle branche e da legare quindi strettamente con filo di ferro allo scopo di ottenere effetti analoghi a quelli della strozzatura o della decorticazione anulare, attenuandone gli inconvenienti. |
Ciocco | Cippato |
| Rigonfiamento della base delle piante di olivo ricco di ovuli. | Corteccia frantumata impiegata solitamente per la pacciamatura. Di frequente proviene dalle conifere. |
Cipresseta | Cipsela |
| Boschetto con prevalenza di cipresso d’impianto, talvolta da rinnovazione naturale. | Caratteristico achenio delle Compositae. Frutto semplice con il pericarpo sormontato da peli, squame o setole. |
Circadiano | Circolativo |
| Ritmo endogeno dell’attività fisiologica o di comportamento che dura approssimativamente 24 ore | Caratteristica dei virus che prima di essere trasmessi alle piante si accumulano nell’intestino o passano attraverso l’intestino dell’insetto vettore. |
Cirro | Ciste |
| Appendice prensile, sottile, di solito ramificata, delle foglie o del fusto (es. vite, Lathyrus spp.) | Cavità a forma di sacco con rivestimento a protezione del contenuto (ad es. gli apoteci). In entomologia si definisce lo stato di vita latente di alcuni organismi, i quali si circondano di una membrana difensiva fintanto che le condizioni esterne non diventano favorevoli alla vita attiva (es: il corpo morto, ripieno di uova, delle femmine dei nematodi Heterodera) |
Citochinesi | Citochinina |
| Moltiplicazione cellulare, caratteristica della fase iniziale dello sviluppo dei frutti dopo l’allegagione | Ormone vegetale che agisce sulla divisione cellulare controlla la sintesi della proteasi e sembra avere funzioni importanti nella divisione dei cloroplasti. |
Citologia | Citoplasma |
| Scienza che studia la struttura e la funzione delle cellule. | Il protoplasma interposto tra la membrana cellulare ed il nucleo. |
Citotossico | Citotropico |
| Prodotto che esplica un’azione tossica sulle cellule. | Sostanza in grado di penetrare i tessuti vegetali senza successivamente entrare in circolo. Caratteristiva posseduta dagli agrofarmaci, i quali in base alla possibilità o meno di penetrare e traslocare nei tessuti vegetali, si possono essere suddivisi nei seguenti gruppi: a) agrofarmaci di copertura: presentano una penetrazione nulla nei vegetali ed esplicano la loro azione solo sulle superfici interessate dall’intervento; b) agrofarmaci citotropici: sono caratterizzati da una penetrazione più o meno superficiale negli organi verdi della pianta (foglie, ecc.), senza tuttavia essere traslocati tramite il sistema linfatico; c) agrofarmaci citotropici-translaminari: si distinguono per una penetrazione profonda, per cui nelle foglie essi sono in grado di raggiungere la lamina opposta a quella direttamente interessata dal trattamento; d) agrofarmaci sistemici: hanno la proprietà di essere assorbiti dai tessuti vegetali e di trasferirsi nelle diverse parti della pianta tramite la circolazione linfatica ascendente, discendente, o ascendente e discendente. |
Citronella | CL50 (Concentrazione Letale 50) |
| Olio essenziale di color giallo verdastro ricavato dalle foglie di Cymbopogon nardus. | Indica la concentrazione di principio attivo nel mezzo (aria, acqua), in grado di uccidere il 50% degli animali test in esso contenuti. Si esprime in parti per milione (ppm). |
Cladodio | Cladofillo |
| Ramo appiattito che assume la forma di foglie (es Ruscus, Phyllocladus, Muehlenbeckia). | Ramo appiattito che assume la forma di foglie (es Ruscus, Phyllocladus, Muehlenbeckia). |
Clamidospora | Classe tossicologica |
| Spora a pareti ispessite o a doppia parete, di origine agamica, formata da cellule del micelio (intercalari o terminali) o dalla trasformazione di cellule conidiche. Può indicare anche la porzione apicale o intercalare del micelio trasformata in organo rotondeggiante a parete consistente e con funzione di perpetuazione. Il termine si usa per le spore del carbone ma in questo caso il termine corretto è teleutospore (teliospore). | Con il DPR 3/8/1968 n. 1255, gli agrofarmaci, denominati “Presidi sanitari”, furono suddivisi convenzionalmente, in relazione alla tossicità per l’uomo e per gli animali domestici, in quattro classi tossicologiche, con pericolosità crescenti:- classe I, per i presidi sanitari più tossici, con riportati sulle etichette un teschio su tibie incrociate e la dicitura “veleno”; – classe II, con riportate sulle etichette una croce di S. Andrea e la dicitura “nocivo”; – classe III, con riportata sulle etichette la dicitura “Attenzione manipolare con prudenza”; – classe IV, senza diciture specifiche sulle etichette. Attualmente, il D. Lgs. n.194 del 17/03/1995, che recepisce la direttiva 91/414 CEE, ha abolito la vecchia divisione in quattro classi tossicologiche sostituendola con la classificazione comunitaria che, dal punto di vista della tossicologia acuta, distingue i prodotti fitosanitari in molto tossici (indicazione di pericolo T+), tossici (T), nocivi (Xn) e irritanti (Xi). Le sostanze non pericolose per le quali non è richiesto né simbolo né indicazione di pericolo sono considerate non classificate. I prodotti ‘molto tossici’ e ‘tossici’ corrispondono alla vecchia I classe. I prodotti ‘nocivi’ corrispondono alla II classe; gli altri prodotti non classificabili come molto tossici, tossici e nocivi corrispondono alle vecchie III e IV classe. Le restrizioni già richieste con il DPR 3/8/68, n.1255 per i prodotti fitosanitari di prima e seconda classe tossicologica (patentino per l’acquisto, registro di carico e scarico per la vendita, nonché detenzione in locale separato e sottochiave, ecc.), competono ora unicamente ai prodotti fitosanitari Molto tossici, Tossici e Nocivi, corrispondendo i primi due all’abolita prima classe tossicologica ed i Nocivi all’abolita seconda classe tossicologica. |
Classificazione degli agrofarmaci | Clavato |
| Gli agrofarmaci possono essere suddivisi, da un punto di vista pratico, in antiparassitari, diserbanti, fitoregolatori, fisiofarmaci, repellenti, mezzi di difesa biotecnologici e modificatori del comportamento. | A forma di clava. |
Cleistogamia | Cleistotecio |
| Autofecondazione nell’ambito di uno stesso fiore senza che avvenga la schiusura del fiore stesso. | Corpo fruttifero di forma rotondeggiante, privo di ostiolo, che a maturità libera gli aschi e le ascospore attraverso una spaccatura irregolare della parete. Tipico degli oidii (Erysiphaceae). |
Clima | Clima mediterraneo |
| È l’insieme dei fattori meteorici, caratterizzati da reciproca interdipendenza, che agiscono su una determinata zona e che sono in continua modificazione. Secondo il Castellani è la risultante dell’azione del sole, dell’atmosfera e della massa terrestre sugli esseri viventi. | Clima semi-arido caratterizzato da una estate calda e asciutta e da un inverno umido e mite |
Climaterio | Climatopatia |
| Stadio della evoluzione fisiologica di alcuni tipi di frutti, caratterizzato da una più intensa attività respiratoria e dal compiersi delle trasformazioni biochimiche proprie della maturazione | Alterazione dovuta a fattori climatici ed atmosferici. |
Climax | Cline |
| Stadio di assetto nello sviluppo della vegetazione di un dato territorio, il quale rimane inalterato finché non mutano le condizioni climatiche. | Cambiamento graduale nelle caratteristiche di una popolazione in un’area geografica; generalmente è associato con variazioni nelle condizioni ambientali |
Clipeo | Clonazione |
| L’area tra il labbro superiore e la fronte, non sempre ben delimitata da questa. | La clonazione è la riproduzione asessuata di alcuni organismi unicellulari, di alcuni invertebrati o di alcune piante. Il termine viene anche utilizzato per indicare la tecnica di produzione di copie geneticamente identiche di organismi viventi tramite manipolazione genetica. L’uomo utilizza da tempo questa tecnica anche in agricoltura con talee, margotte e innesti. |
Clone | Cloridoidee |
| Progenie derivata per moltiplicazione vegetativa, da un individuo iniziale, che conservano intatti tutti i caratteri genetici. I membri di un clone hanno lo stesso genotipo, a meno che non intervengano mutazioni gemmarie. | Sottofamiglia delle graminacee, contiene le specie estive. |
Clorofilla | Cloroplasto |
| Pigmento verde contenuto nei cloroplasti delle cellule vegetali, fondamentale nel processo di fotosintesi assorbendo e trasformando l’energia luminosa (solare) in energia chimica. | Organulo tipico delle cellule vegetali, contenente la clorofilla, assente nei Batteri e nei Funghi. Insieme ad altri organuli (cromoplasti e leucoplasti) rende possibile la vita autotrofa alle piante. |
Clorosi | Clorosi ferrica |
| Ingiallimento delle parti verdi della pianta, per la graduale scomparsa della clorofilla. È causata da anormali condizioni atmosferiche, carenza di elementi nutritivi, malattie infettive (da virus, ecc.). | Stato patologico delle piante che si manifesta con un’alterazione del colore verde, dovuta, in questo caso, ad una carenza di ferro |
Clorotico | Cloruro di calcio |
| Affetto da clorosi. | – Concime per l’apporto di elementi nutritivi secondari (CE). Soluzione di cloruro di calcio di origine industriale. Titolo minimo: 12% CaO- Correttivi calcici e magnesiaci. Prodotto liquido ottenuto per dissoluzione di cloruro di calcio in acqua. Titolo minimo: 12% CaO Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Coadiuvanti | Coagulazione chimica |
| Ai sensi del DPR n. 290 del 2001 si intendono: – i prodotti destinati ad essere impiegati come bagnanti, adesivanti ed emulsionanti, messi in commercio allo scopo di favorire l’azione di agrofarmaci; – i prodotti destinati a determinare o coadiuvare l’azione di protezione delle piante e di difesa delle derrate alimentari immagazzinate. I coadiuvanti degli agrofarmaci possono essere contenuti all’interno dei preparati commerciali e quindi essere autorizzati insieme alla sostanza attiva, oppure essere autorizzati come prodotti a se stanti. | Addensamento in fiocchi di maggiori dimensioni, facilmente sedimentabili, delle particelle di una dispersione colloidale. Si ottiene addizionando sali metallici i cui cationi attenuano le forze di repulsione elettrostatiche tra le particelle, le quali si riuniscono in fiocchi. La coagulazione, inoltre, viene favorita dal basso prodotto di solubilità degli idrossidi di metalli bi e trivalenti che precipitano e trascinano le particelle sospese, in parte per azione meccanica, in parte per azione elettrostatica. |
Coaptato | Coccidifago |
| Detto di due parti anatomiche indipendenti che, unendosi, formano una struttura atta a svolgere una determinata funzione; sono tipicamente coaptate, per esempio, le elitre dei coleotteri, che, in riposo, si incastrano mediante la commessura longitudinale proteggendo parte del torace, l’addome e le ali membranose ove presenti. | Insetto che vive a spese delle cocciniglie. |
Coccinellide | Cocciniglia |
| Famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Coleotteri con adulti di forma convessa e con colori vivaci, generalmente zoofagi. | Insetti dell’ordine dei Rincoti, con profonde modificazioni morfologiche e fisiologiche, il cui corpo è mascherato da cera, lacca, seta. |
Cocciniglia bianca | Cochilide |
| Può essere Pseudoalacaspis pentagona, o C. B. del gelso e del pesco, o Aspidiotus hederae, o C. B.degli agrumi. Sono insetti dell’ordine dei Rincoti, il cui corpo è spesso mascherato da seta. | Piccola famiglia di microlepidotteri con farfalle molto simili a quelle dei tortricidi dalle quali si distinguono per particolari delle nervature delle ali. |
Coda di topo | Codone |
| Tipo di potatura a tutta cime che riduce la funzionalità della cima senza raccorciarla. Viene eseguita per anticipare la formazione e la crescita libera delle branche. | Sequenza di tre nucleotidi adiacenti sull’RNA messaggero che codifica un aminoacido di una catena polipeptidica. |
Coefficiente di appassimento | Coefficiente di dissociazione |
| Contenuto idrico di un terreno al di sotto del quale le piante avvizziscono in maniera irreversibile. | Rapporto tra ioni dissociati in soluzione acquosa e molecole indissociate di partenza. Negli acidi, basi e sali forti è uguale a 1, mentre è minore di 1 nei composti chimici deboli. È un prodotto della chelazione, ossia dell’unione tra una molecola organica, detta legante, ed uno ione metallico che reagisce con i radicali attivi del legante. Poiché tali radicali sono interessati tra loro da altri legami, inglobano il metallo proteggendolo ed impedendo che possa essere influenzato dall’ambiente chimico-fisico del terreno. Per la costituzione della sua molecola un chelato è considerato come un “sale interno”. |
Coefficiente di mineralizzazione | Coefficiente di traspirazione |
| Indica la frazione di humus annualmente mineralizzata. Varia in relazione alle caratteristiche pedoclimatiche dei suoli (tessitura, calcare, pH, ecc.), all’azione antropica (lavorazioni, inerbimenti, ecc.) nonché al grado di polimerizzazione dell’humus. (Mineralization coeffìcient) | Quantità di acqua che una pianta traspira per ogni chilogrammo di sostanza secca elaborata. |
Coefficiente isoumico | Coesistenza |
| Indica la quantità in peso (s.s.) di humus stabile formatasi nel suolo dall’unità di peso (s.s.) di sostanza organica immessa nel suolo. | Due o più specie che vivono insieme nello stesso habitat, di solito con alcune forme di interazione competitiva |
Coevoluzione | Coex |
| Evoluzione contemporanea di due o più specie che non si incrociano ma che hanno una stretta relazione ecologica; attraverso una reciproca pressione di selezione, l’evoluzione di una specie è parzialmente dipendente dall’evoluzione dell’altra. | Contenitore di materiale plastico impiegato anche per il confezionamento degli agrofarmaci, che presenta il vantaggio di poter essere bruciato, una volta utilizzato, senza rischi di problemi tossicologici. |
Coformulante | Col |
| Sostanza chimica che viene addizionata ai principi attivi allo scopo di migliorarne le caratteristiche chimico-fisiche, esaltarne l’attività e limitarne gli effetti negativi. | Formulazione in pasta fluida. |
Colatura | Coleoptile |
| Essiccamento e successiva caduta dei fiori dovuta a mancata allegaggione. | Fogliolina non pigmentata che circonda l’apice caulinare delle graminacee e che per prima fuoriesce dal seme, dopo la radichetta, durante la germinazione. |
Coleoriza | Coleottero |
| Tessuto che riveste, con funzione protettiva, la radichetta nella cariosside delle graminacee. | Ordine dei C: insetti terrestri o acquatici, tipicamente alati ma anche meiotteri, subatteri o atteri, che possono raggiungere grandi dimensioni (fino a 16 cm), di forma variabile, e con livree anche straordinariamente colorate e ornate, con esoscheletro molto consistente. Apparato boccale spesso masticatore. Gli adulti possiedono le ali anteriori notevolmente sclerificate che ricoprono quelle membranose del secondo paio che sono talora atrofizzate o assenti. Es. scarabei. |
Collagene | Collare |
| Proteina fibrosa presente nel tessuto connettivo degli animali superiori. Più grande e pesante è l’animale, maggiore è la frazione delle sue proteine totali costituita da collagene. | Punto di inserzione dei rami sul fusto. A seconda della specie vegetale: involucro delle infiorescenze delle Compositae e delle Ombrelliferae; costituzione fiorale, appendicolare, nella regione interna del perianzio tipica delle Apocynaceae e delle Caryophyllaceae; formazionale anulare attorno al gambo delle Agaricaceae; reticolo che circonda l’apice del ricettacolo di Hymenophallus. Può così essere definita anche la porzione basale della lamina fogliare, generalmente di colore più chiaro del resto della foglia e spesso con bordi espansi in auricole o false auricole. |
Collenchima | Colleteriale |
| Tessuto meccanico con funzione di sostegno, presente generalmente nei giovani tessuti di accrescimento primario. | Sostanza viscosa, secreta da una struttura ghiandolare accessoria dell’ovidotto, usata dalla femmina per fissare le uova al substrato ed in qualche caso anche per ricoprirle. |
Colleterica | Colletto |
| Sostanza viscosa, secreta da una struttura ghiandolare accessoria dell’ovidotto, usata dalla femmina per fissare le uova al substrato ed in qualche caso anche per ricoprirle. | Zona di transizione tra la radice ed il fusto. |
Colloidale | Colloide |
| Dicesi della miscela di una fase liquida con una fase solida, nella quale le particelle solide sono di dimensione inferiore di quelle della sospensione e maggiore di quelle della soluzione. Lo stato colloidale è caratterizzato dalla grandezza delle particelle in cui è suddivisa la fase dispersa nel mezzo disperdente: il diametro di queste, infatti, è compreso fra 1 e 100 milionesimi di millimetro. | Sostanza non cristallina (amorfa), composta da particelle (micelle) di dimensioni comprese fra 0,1 micrometro e 1 nanometro. Nel terreno costituisce l’humus o forme minerali (argilla, caolinite, montmorillonite, illite, idrati di Al e di Fe, silice colloidale). Indica anche il rapporto tra ioni dissociati in soluzione acquosa e molecole indissociate di partenza. Negli acidi, basi e sali forti è uguale a 1, mentre è minore di 1 negli stessi composti chimici deboli. |
Colonia | Colonna |
| Riunione di numerosi individui su una ristretta superficie. In biologia ammasso di cellule originato dalla moltiplicazione di una singola cellula su substrato solido. | Forma di allevamento simile al fuso dalla quale differisce per la lunghezza delle branche che è tendenzialmente uguale per le diverse impalcature. |
Coltello | Coltivatore |
| Lama a forma di coltello, o di disco a bordo tagliente oscillante attorno ad un asse verticale e folle sul proprio asse orizzontale, applicata per mezzo di una staffa alla bure dell’aratro, che taglia la zolla in senso verticale davanti al versoio per permetterne il rovesciamento. La funzione è quella di penetrare nel terreno e, per effetto dell’avanzamento, praticare un taglio verticale nel terreno non lavorato al fine di separare la fetta lavorata dalla terra soda. La posizione del coltello, nell’aratro, è avanzata rispetto al vomere, per cui la sua azione si esercita prima di quella del vomere e, infine, del versoio. Il passaggio del coltello lascia nel solco aperto, dopo il ribaltamento ad opera del versoio, una parete verticale detta muraglia, più o meno modellata in funzione dello stato fisico del terreno (umidità e tenore in argilla). L’assenza del coltello ha un effetto più energico nella disgregazione della fetta, in quanto l’azione combinata del vomere e del versoio provoca un taglio verticale della fetta derivato dalla distribuzione irregolare delle tensioni interne alla massa del terreno sodo | Macchina a utensili fissi (rigidi o elastici) o ruotanti comandati dalla presa di potenza del trattore e impiegata per vari tipi di lavori colturali del terreno. |
Coltivazione sinxenica | Coltro |
| Allevamento di un individuo di una specie in associazione con una o più specie diverse. A seconda del numero di specie coinvolte si parla di coltivazione monoxenica, dixenica, ecc. | Lama a forma di coltello, o di disco a bordo tagliente oscillante attorno ad un asse verticale e folle sul proprio asse orizzontale, applicata per mezzo di una staffa alla bure dell’aratro, che taglia la zolla in senso verticale davanti al versoio per permetterne il rovesciamento. La funzione è quella di penetrare nel terreno e, per effetto dell’avanzamento, praticare un taglio verticale nel terreno non lavorato al fine di separare la fetta lavorata dalla terra soda. La posizione del coltello, nell’aratro, è avanzata rispetto al vomere, per cui la sua azione si esercita prima di quella del vomere e, infine, del versoio. Il passaggio del coltello lascia nel solco aperto, dopo il ribaltamento ad opera del versoio, una parete verticale detta muraglia, più o meno modellata in funzione dello stato fisico del terreno (umidità e tenore in argilla). L’assenza del coltello ha un effetto più energico nella disgregazione della fetta, in quanto l’azione combinata del vomere e del versoio provoca un taglio verticale della fetta derivato dalla distribuzione irregolare delle tensioni interne alla massa del terreno sodo |
Coltura di microrganismi | Coltura in vitro |
| Allevamento artificiale e propagazione su substrati nutritivi o su piante viventi. | Tecnica di moltiplicazione delle piante, effettuabile solo in laboratorio, che impiega come materiale di propagazione poche cellule prelevate da organi idonei (meristemi, cellule sessuali etc.) coltivate su particolari substrati nutritivi, in condizioni ambientali e sanitarie controllate. |
Coltura intercalare | Coltura monospecifica |
| Coltura a rapida maturazione, che si pratica nel periodo che intercorre tra il raccolto di un ortaggio e la semina o il trapianto del successivo sullo stesso terreno. Può essere effettuata per l’ottenimento di una vera e propria produzione oppure come sovescio. (Intercrop) | Produzione di una unica specie. |
Coltura trappola | Columella |
| Coltura intercalare utilizzata per intercettare l’azoto (nitrati, ma anche altri nutrienti) al fine di impedire la lisciviazione e quindi l’impoverimento degli strati superficiali e l’impoverimento della falda. (Catch crop) | Membrana che delimita lo strato fertile dello sporangio, tipica della famiglia delle Mucoracee. |
Comburente | Combustibili fossili |
| Sostanza che facilita o mantiene la combustione. | Si definiscono quei combustibili che derivano dalla trasformazione, sviluppatasi in milioni di anni, della sostanza organica in forme via via più stabili e ricche di carbonio. Rientrano in questo campo il petrolio e derivati, carbone e gas naturale. |
Commensalismo | Compartimentazione |
| Relazione tra specie che è vantaggiosa per una, ma non vantaggiosa o neutra per l’altra. | Sistema di difesa delle piante arboree, in grado di produrre appunto ‘compartimenti’, ossia porzioni di tessuto speciale, ad alto contenuto di sostanze tanniche e polifenoliche, in grado di separare le parti di pianta attaccate da un patogeno da quelle sane. |
Compatibilità | Compatibilità ambientale |
| Si intende la possibilità di unire agrofarmaci diversi, senza che l’efficacia dei singoli prodotti risulti diminuita e senza che la miscela appaia fitotossica. In botanica indica la possibilità che il polline fecondi l’uovo e può essere riferito a gameti della stessa cultivar (autocompatibilità) o di cultivar diverse (intercompatibilità) | Proprietà di un sistema o attività produttiva, o di una tecnica colturale, che ne definisce il grado di impatto sull’ambiente. (Environmental compatibility) |
Compatibilità d’innesto | Compattamento |
| Attitudine dei bionti di una pianta innestata a formare una unione efficiente e durevole. In particolare, è’ la condizione per cui tra il nesto (o gentile o epibionte), che forma la chioma dell’albero, ed il portinnesto (o soggetto o ipobionte), che costituisce la parte basale ed ipogea della pianta, si stabilisce un rapporto di unione che consente all’individuo derivato dall’innesto di svolgere regolarmente un’attività vegetativa e produttiva. | Alterazione della struttura di un suolo derivante da numerosi fattori (es il calpestio o la movimentazione dei mezzi meccaniuci) che ne diminuisce la permeabilità e la porosità. Indica anche la tecnica adottata per comprimere il suolo subito prima o dopo la semina. |
Compensazione | Competizione |
| (Punto di) intensità della luce alla quale la fotosintesi e la respirazione si uguagliano in modo che la produzione netta è uguale a 0. | Ogni interazione che è mutualmente svantaggiosa per entrambi i partecipanti; si presenta quando le specie competitrici condividono risorse limitate. |
Complessato | Complessazione |
| Ha la stessa origine di un chelato, ma in questo caso i radicali attivi della molecola organica non hanno altri legami tra loro ed il metallo è esterno alle molecole e più reattivo ad eventuali influenze esterne: per questo è detto anche “sale esterno”. | È lo stesso fenomeno della chelazione, ma in questo caso i radicali attivi della molecola organica non hanno altri legami tra loro ed il metallo è esterno alle molecole e più reattivo ad eventuali influenze esterne. |
Complesso adsorbente | Complesso di calcio |
| Insieme di varie sostanze organiche ed inorganiche nel terreno in grado di adsorbire ioni e molecole. | Concime a base di calcio, magnesio o zolfo. Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato di ammonio e nitrato di calcio. Titolo minimo: 15% CaO solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006). |
Complesso di ferro | Complesso di magnesio |
| Concime a base di un solo microelemento. Prodotto ottenuto per complessazione da sostanze umiche e solfato di ferro in presenza di sali dell’acido fosforico contenente come componenti essenziali acidi umici e/o fulvici, sali di ferro, fosfati di potassio. Titoli minimi: 3% Fe totale; 2,4% Fe complessato; 20% C umificato. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato di ammonio e solfato di magnesio. Titolo minimo: 8% MgO solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Complesso di manganese | Complesso di rame |
| Concime a base di un solo microelemento. Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato di ammonio e solfato di manganese. Titolo minimo: 10% Mn solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime a base di un solo microelemento. Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato di ammonio e solfato di rame. Titolo minimo: 4% Cu solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Complesso di scambio | Complesso di zinco |
| Rappresenta la quantità totale delle cariche elettriche presenti sulla superficie dei colloidi organici ed inorganici del terreno, in grado quindi di scambiare anioni o cationi. | Concime a base di un solo microelemento. Prodotto ottenuto per combinazione chimica di ligninsolfonato di ammonio e solfato di zinco. Titolo minimo: 10% Zn solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Composite | Composizione floristica |
| Famiglia di piante erbacee aventi in comune i fiori riuniti in capolino. | Definisce la ripartizione botanica delle piante presenti in una cotica prativa. Molto spesso questa scansione viene semplificata in tre livelli: graminacee, leguminose, altre famiglie. Può essere sia un indicatore del valore foraggero di un prato, sia il mezzo per seguirne nel tempo l’evoluzione. |
Compost | Composta da giardino |
| Prodotto ottenuto con processo biologico aerobico della componente organica dei rifiuti solidi urbani, dei materiali organici naturali o da loro miscele con fanghi. | Sostanza organica decomposta che si impiega in sostituzione o come integrazione del letame. |
Composta da semina e per vaso | Composta John Innes |
| Miscela di sostanze organiche e inorganiche, come torba, sabbia e loam, usata per farvi crescere semi, talee e piante in vaso. | La C. J. I. è una miscela standard di terreno che può essere preparata facilmente e che da ottimi risultati. La sua formula è stata elaborata presso il John Innes Horticultural Institute nel 1939. Ha rivoluzionato la coltivazione delle piante in vaso. |
Composta, foglia | Compostaggio |
| Lo sono le foglie con lembo profondamente inciso in modo da formare tante piccole foglioline che sembrano indipendenti (es. leguminose). | Processo di decomposizione di rifiuti solidi urbani con ottenimento di compost. Consiste nel mescolare i prodotti da smaltire con sostanze ad elevato contenuto di carbonio al fine di rendere ottimale il valore del rapporto carbonio-azoto. E’ un processo biologico aerobico dovuto all’attività di microrganismi che, attraverso varie trasformazioni e produzione di calore, producono una parziale umificazione della massa distruggendo contemporaneamente semi di infestanti e microrganismi patogeni. Il prodotto ottenuto potrà essere impiegato dopo opportuna maturazione all’aperto. |
Composto chelato | Composto chesthunt |
| Composto organico nutritivo a formulazione speciale che rimane utilizzabile nei terreni alcalini. | Fungicida costituito da 2 parti in peso di solfato fine di rame e da 11 parti in peso di carbonato di ammonio. Va usato in ragione di 30 g ogni 10 litri d’acqua per combattere il marciume dei semenzali. |
Composto organico volatile | Compressa di torba |
| Detto anche Cov o Voc. Sono tutti i composti organici diversi dal metano che, rilasciati in atmosfera, possono rimanervi sufficientemente a lungo da partecipare a reazioni fotochimiche e sono quindi causa dell’inquinamento fotochimico e dell’aumento dell’ozono troposferico. | Blocchetto di torba tenuto insieme da una sottile rete, usato per il trapianto. |
Comunità | Concentrato |
| Gruppo di organismi che occupano un’area particolare, caratterizzato da un complesso di coazioni. | È una presentazione commerciale comune degli agrofarmaci, che presuppone in genere una diluizione prima dell’impiego. |
Concentrato disperdibile | Concentrato solubile |
| Formulazione liquida omogenea per applicazioni, dopo diluizione in acqua, sotto forma di emulsione. | Formulazione liquida omogenea che viene applicata, dopo diluizione in acqua, sotto forma di soluzione. Più propriamente può essere definita concentrato solubile. È costituito da un principio attivo, liquido o solido, in soluzione in una piccola percentuale d’acqua o di solventi idrosolubili. |
Concentrazione | Concentrazione efficace mediana |
| Si intende la percentuale di principio attivo contenuta in un agrofarmaco. | Concentrazione che causa un determinato effetto (risposta) nel 50% degli organismi test. |
Concentrazione proporzionale all’avanzamento | Concia |
| Riferita al regolatore di portata indica un’apparecchiatura in grado di variare la concentrazione della miscela in modo proporzionale alla velocità di avanzamento del mezzo, così da mantenere costante la quantità di principio attivo erogata per metro quadrato e per ettaro. | Trattamento ai semi bulbi, tuberi, al fine di preservarli da attacchi parassitari. |
Concimazione a bande | Concimazione al seme |
| Applicazione dei concimi dopo l’emergenza, effettuata generalmente a bande sui lati delle file delle colture. | Applicazione dei concimi in piccole quantità a contatto diretto con il seme. |
Concimazione carbonica | Concimazione di base |
| Si tratta di una particolare pratica di concimazione, effettuata esclusivamente in serra, che consiste nell’arricchire l’atmosfera in anidride carbonica. La base fisiologica di questa tecnica è la sintesi delle sostanze organiche prodotta dalle piante che avviene utilizzando anidride carbonica, acqua ed energia (luminosa e termica). La concimazione carbonica viene effettuata immettendo in serra anidride carbonica gassosa per portare il contenuto dell’aria a valori che possano favorire lo sviluppo delle piante coltivate. | Applicazione del concime subito prima della semina o del trapianto. |
Concimazione di copertura | Concimazione di mantenimento |
| Applicazione senza incorporazione del concime ad un terreno, dopo che la coltura si è affrancata. | Applicazione dei fertilizzanti in quantità e ad intervalli tali da mantenere la disponibilità di sostanze nutritive nel terreno ai livelli necessari per ottenere una certa resa. |
Concimazione epigea | Concimazione fogliare |
| Somministrazione di fertilizzanti liquidi sulla chioma degli alberi. | Applicazione di una soluzione diluita di fertilizzanti in forma liquida alle foglie delle piante. |
Concimazione localizzata | Concime |
| Distribuzione di concimi lungo le file di una coltura durante lo sviluppo. | Qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale o organica, idonea a fornire alle colture l’elemento o gli elementi chimici della fertilità, a queste necessarie per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e riproduttivo. (Mineral fertilizer, animal fertilizer). Secondo la normativa vigente in materia di fertilizzanti (D. Lgs. 217/2006) si definiscono concimi i prodotti la cui funzione principale è fornire elementi nutritivi alle piante. |
Concime a base di ferro complessato con amminoacidi e peptidi | Concime a base di manganese |
| Concime a base di un microelemento (nazionale). Prodotto ottenuto per complessazione del ferro derivante da solfato ferroso, con idrolizzato proteico. Titolo minimo: 2,5% Fe solubile in acqua di cui almeno 8/10 sotto forma di complesso. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime contenente un microelemento (CE). Prodotto ottenuto miscelando sale di manganese e ossido di manganese. Titolo minimo: 17% Mn totale. Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Concime a base di molibdeno | Concime a base di rame |
| Concime contenente un microelemento (CE). Prodotto ottenuto miscelando molibdato di sodio e di ammonio. Titolo minimo: 35% Mo solubile in acqua Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime contenente un microelemento (CE). Prodotto ottenuto miscelando sale di rame, ossido di rame, idrossido di rame o chelato di rame. Titolo minimo: 5% Cu totale Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Concime a base di zinco | Concime azotato contenente crotonilidendiurea |
| Concime contenente un microelemento (CE). Prodotto ricavato da sale di zinco e ossido di zinco. Titolo minimo: 30% Zn totale Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime semplice azotato (CE). Prodotto contenente crotonilidendiurea e un concime azotato semplice, ottenuto per via chimica. Titolo minimo: 18% N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Concime azotato contenente isobutilidendiurea | Concime azotato contenente urea e formaldeide |
| Concime semplice azotato (CE). Prodotto contenente isobutilidendiurea e un concime azotato semplice, ottenuto per via chimica. Titolo minimo: 18% N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime semplice azotato (CE). Prodotto contenente urea formaldeide (metilenurea) e un concime azotato semplice, ottenuto per via chimica. Titolo minimo: 18% N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003). |
Concime borato in soluzione | Concime borato in sospensione |
| Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per dissoluzione in acqua di acido borico e/o borato di sodio e/o boro etanolammina. Titolo minimo: 2% B solubile in acqua Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) | Concime a base di un microelemento (CE). Prodotto ottenuto per sospensione in acqua di acido borico e/o borato di sodio e/o boro etanolammina. Titolo minimo: 2% B solubile in acqua Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Concime calcareo | Concime completo |
| Composto che contiene calcio e/o magnesio aggiunto al terreno per ridurne l’acidità. | Composto chimico o miscela di composti che contiene significative quantità di tutti e tre i principali elementi nutritivi N (azoto), P (fosforo) e K (potassio). Può contenere anche altri nutrienti. |
Concime composto | Concime organico azotato di origine vegetale e animale |
| Concime contenente due o più elementi nutritivi. | Concime organico azotato. Prodotto ottenuto dalla fermentazione aerobica controllata dei sottoprodotti provenienti dall’industria vinicola e dei residui della lavorazione della lana e dei suoi manufatti (cascami di lana). Titoli minimi: 5% N; 25% C organico Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Concime organo-minerale azotato | Concime organo-minerale azotato in sospensione |
| Concime organo-minerale. Prodotto ottenuto per reazione o miscela di uno o più concimi organici azotati e di concimi semplici azotati. Titoli minimi: 12% N; 7,5% C organico; 1% N organico Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Prodotto ottenuto per soluzione e sospensione in acqua, a mezzo di apposite sostanze disperdenti, di uno o più concimi organici azotati e di concimi semplici azotati. Titoli minimi: 8% N; 3% C organico; 0,3% N organico Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Concime semplice | Condilo |
| Concime contenente uno solo degli elementi nutritivi principali. | Processo sclerificato sporgente, più o meno ingrossato distalmente, che, facendo perno nell’incavo dell’acetabolo permette il movimento di un organo rispetto ad un altro. E’ una protuberanza arrotondata posta all’estremità. |
Condizionante chimico | Condizionatore |
| Additivo utilizzato per modificare le caratteristiche fisico-chimiche di liquami o di fanghi derivanti dai trattamenti di questi ultimi, al fine di favorire la coagulazione chimica. Tra i composti maggiormente impiegati ci sono il solfato di alluminio, il cloruro ferrico, il solfato ferroso. Altri prodotti quali i polielettroliti, aggiunti ai suddetti reagenti ne migliorano le prestazioni. | Composto minerale e organico, naturale o di sintesi, capace di flocculare i colloidi argillosi e di migliorare gli equilibri ionici tra fase solida e fase liquida permettendo una nutrizione ottimale per la pianta. |
Conducibilità elettrica | Conduttivimetro |
| Misura che indica la salinità delle acque e dei mezzi di coltura (terreni, substrati). Si esprime in millisiemens/cm e viene spesso abbreviata in EC (Electric Conductivity). | Strumento che misura la conduttività (conducibilità) elettrica direttamente nell’acqua o nell’estratto di pasta satura nel caso di terreni o nell’estratto di substrato nel caso di substrati. |
Conduttometro | Conduzione termica |
| Strumento che misura la conduttività (conducibilità) elettrica direttamente nell’acqua o nell’estratto di pasta satura nel caso di terreni o nell’estratto di substrato nel caso di substrati. | Trasferimento diretto di calore da un corpo ad un altro in intimo contatto o attraverso lo stesso corpo dal punto a più alta temperatura a quello a più bassa temperatura. |
Confettatura | Confusione sessuale |
| Lavorazione che consiste nel rivestimento del seme con sostanze inerti e collanti idrosolubili fino a ottenere un prodotto che ha generalmente l’aspetto di un “confetto” che si scioglie o si spacca al contatto con l’acqua, liberando il seme. | Metodo di difesa che sfrutta i feromoni femminili per il richiamo dei maschi e con questi satura l’ambiente in modo tale che i maschi non riescono più ad intercettare le scie naturali prodotte dalle femmine vergini e quindi non portano a termine gli accoppiamenti. (Mating disruption) |
Conglomerato | Conidiangio |
| Accumulo consolidato di ciottoli più o meno arrotondati, cementati da una matrice più fine. | Organo della riproduzione agamica contenente conidi. E’ una struttura a forma di sacco o di fiasco, il cui contenuto è tutto convertito in spore asessuali, in numero indefinito (sporangiospore, zoospore). |
Conidica | Conidio |
| Fase dello sviluppo di alcuni miceti, caratterizzato dai conidi, elementi della riproduzione agamica prodotti all’apice di particolari ife. | Organo di moltiplicazione agamica di forma e grandezza variabile, che si forma all’apice di ife (conidiofori) più o meno differenziate. |
Conidioforo | Conidiogenesi |
| Organo di moltiplicazione agamica di forma e grandezza variabile, che si forma all’apice di ife (conidiofori) più o meno differenziate. | Processo di formazione dei conidi. |
Coniferamento | Cono |
| Introduzione delle resinose nei cedui al fine di incrementare la produzione di legname da opera. | E’ l’asse fertile maschile o femminile, tipico delle conifere. Caratteristico organo tondeggiante o allungato costituito da un asse che porta molte squame sovrapposte ai margini (embricate), che a maturità portano il polline o gli ovuli e poi semi. Il cono femminile dopo i processi della fecondazione degli ovuli che si trasformano in semi, dà origine alla struttura lignificata, nota come pigna (Thuja, libocedro). Con questo termine si intende anche la porzione terminale degli abbozzi caulinari delle gemme. |
Consociazione | Consolidamento |
| Pratica colturale che prevede la coltivazione contemporanea di più colture sullo stesso appezzamento. | Operazione finalizzata ad aumentare la stabilità e la consistenza del terreno. |
Conspecificità | Consumatore |
| Appartenente alla stessa specie. | Ogni organismo che vive alle spese di un altro organismo, morto o vivo. |
Container | Contaminazione |
| Grande contenitore di dimensioni standard, impiegato per il trasporto di merci nei traffici terrestri e marittimi. | Da un punto di vista fitopatologico è l’arrivo del patogeno sulla pianta; da un punto di vista ambientale e igienico-sanitario, è l’inquinamento dovuto alla presenza indesiderata di agrofarmaci negli alimenti e/o nell’ambiente. |
Contatticida | Contatto diretto |
| Agrofarmaco che esplica la sua azione per contatto sui fitoparassiti. | Assunzione di elementi nutritivi per diretto contatto delle radici con i colloidi tamponati da ioni nutritivi. |
Continuum | Controllo apicale |
| Un gradiente di variazione nelle caratteristiche dell’ambiente o nella composizione della comunità. | Indica il gradiente di schiusura delle gemme e i diversi ritmi di crescita dei germogli in primavera, in funzione della posizione che queste hanno rispetto alla parte apicale della branca. |
Controllo biologico | Controspalliera |
| Si può definire controllo biologico qualsiasi pratica che sfrutta l’attività di nemici naturali quali predatori, parassitoidi o patogeni al fine di ridurre o eliminare popolazioni di insetti dannosi (Biological control). | Forma di allevamento dei fruttiferi che prevede uno scarso spessore della chioma e una struttura appiattita e prevalentemente sviluppata in lunghezza e in altezza. A seconda dell’altezza che l’albero può raggiungere, si distinguono in controspalliere alte, che possono svilupparsi fino a 4-5 metri, e le controspalliere basse che si mantengono sotto i 2-2,5 metri. |
Conversione | Convezione |
| Fase transitoria in cui si viene a trovare l’azienda convenzionale che voglia trasformarsi in azienda biologica, necessaria per permettere il recupero degli equilibri ambientali salvaguardando la redditività dell’azienda. Il processo di conversione è gestito attraverso specifiche regolamentazioni e a mezzo di un piano di conversione, variabile a seconda della tipologia aziendale. (Conversion) | Processo attraverso il quale calore, soluti o particelle sono trasferiti da una parte ad un’altra parte di un fluido per movimento del fluido stesso. È il meccanismo primario di trasporto nelle acque sotterranee. |
Coordinata geografica | Coordinata UTM |
| Latitudine e longitudine di un punto. | Coordinata secondo il sistema Universale Trasverso di Mercatore |
Coorte | Copertura |
| Gruppi di individui della stessa età. | Termine relativo ad un prodotto che esplica la sua azione solo sulle superfici vegetali su cui viene applicato. |
Coprofago | Copula |
| Individuo che si nutre di escrementi. | Atto sessuale. |
Cordata | Corde |
| Dicesi di foglie a forma di cuore. | Nell’olivo, rigonfiamenti che partono dal colletto e vanno verso la cima al fine di rinnovare e rafforzare le parti decadenti della pianta. |
Cordolo | Cordone |
| Elemento di divisione degli spazi aperti, interposto di solito fra le aiuole ed i sentieri o i marciapiedi e le strade. | Forma di allevamento nella quale gli alberi sono costituiti da un tronco sul quale sono direttamente inserite corte branche. Indica anche una branca di due o più anni nelle piante lianacee (es. vite, acrtnidia). |
Cordone ad y od a v | Cordone bilaterale |
| Cordone bilaterale a branche oblique | Cordone con due branche opposte. |
Cordone doppio | Cordone inclinato |
| Cordone con due branche opposte. | Cordone con tronco inclinato a circa 45°. |
Cordone micelico | Cordone orizzontale |
| Cordone di ife ispessite. | Cordone con tronco verticale fino ad una certa distanza dal suolo e quindi piegato orizzontalmente |
Cordone semplice | Cordone verticale |
| Cordone mai biforcato | Cordone con tronco verticale |
Coremio | Coriaceo |
| Struttura tipica dei deuteromiceti ifali costituita da conidiofori riuniti in fascio. Generalmente eretto, porta conidii solo all’estremità oppure sia alla estremità sia lateralmente. | Consistente, tenace e flessibile come il cuoio |
Corimbo | Corimboso |
| Infiorescenza in cui i peduncoli dei fiori partono ad altezze diverse dell’asse principale per raggiungere poi una stessa altezza. | Simile al corimbo: infiorescenza nella quale i fiori sono allineati alla medesima altezza mentre i peduncoli che li sorreggono partono dall’asse principale ad altezze differenti. |
Corion | Cormo |
| Involucro esterno dell’uovo. | Corpo vegetale caratterizzato da un fusto aereo. Si forma nella porzione basale del fusto ed è racchiuso da foglie squamiformi inspessite. Per le specie più evolute risulta tipicamente costituito da radici, fusto e foglie. |
Cornunghia naturale | Cornunghia torrefatta |
| Concime organico azotato. Residui di corna e unghie allo stato naturale. Titolo minimo: 9% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime organico azotato. Residua di corna e unghie torrefatte. Titolo minimo: 9% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Corolla | Corolla attinomorfa |
| L’insieme dei petali del fiore situato all’interno del calice. È costituita da foglioline trasformate (e colorate) dette petali. Quest’organo è assente in numerose specie (apetale). È una parte del fiore più o meno sviluppata e colorata che ha funzione di difesa o di richiamo per gli insetti impollinatori. | Corolla a simmetria raggiata. Qualunque piano di simmetria che passa per il centro la divide in due parti speculari (es. pesco). |
Corolla campanulata | Corolla gamopetala |
| Corolla con lobi saldati fino all’estremità, a forma di campana (gen. Datura). | Corolla costituita da più elementi saldati insieme (Campanula, Convolvolus, Sambucus, Solanum, Anthirrinum, Digitalis, Salvia). |
Corolla infudibuliforme | Corolla ipocrateriforme |
| Corolla con lobi saldati fino all’estremità a forma di imbuto (gen. Convolvulus). | Corolla con tubo corollino lungo terminato da lunghi lobi (gen. Vinca). |
Corolla labiata | Corolla papilionata |
| Corolla terminante in una o due labbra (Rosmarinus officinalis). | Corolla irregolare dialipetala tipica delle Papilionaceae. I fiori sono zigomorfi, farfallini. |
Corolla rotata | Corolla tubulosa |
| Corolla con tubo corollino breve e lobi lunghi disposti come i raggi di una ruota (gen. Solanum). | Corolla con tubo corollino lungo terminato da lobi brevi (gen. Cestrum). |
Corolla urceolata | Corolla zigomorfa |
| Corolla con tubo corollino breve e rigonfio e lobi brevi, a forma di orcio (gen. Arbutus). | Corolla con un unico piano di simmetria (es. caprifoglio). |
Corona | Corpo d’inclusione |
| Parte basale delle piante erbacee perenni dalla quale crescono radici e germogli. Indica anche la ramificazione principale di un albero. | È la formazione proteica a struttura cristallina contenente i virioni in alcuni tipi di virus, perciò detti occlusi (NPV, GV, CPV, Entomopox). |
Corpo fruttifero | Corpo miliare |
| Struttura tipica di molti funghi, contenente gli organi della riproduzione (es. apoteci, ascocarpi, basidiocarpi, periteci, picnidii). | Minuscolo corpo sferoidale presente, in numerosi elementi, nel feltro miceliale da cui si irradiano numerose ife. |
Correttivi | Correttivo |
| “Correttivi”: i materiali da aggiungere al suolo in situ principalmente per modificare e migliorare proprietà chimiche anomale del suolo dipendenti da reazione, salinità, tenore in sodio. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Qualsiasi sostanza minerale, naturale o sintetica, capace di migliorare le proprietà fisiche, chimiche, biologiche, meccaniche di un suolo. (Manure) |
Correttivo calcareo | Correttivo calcareo-magnesiaco |
| Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto di origine naturale contenente come componente essenziale carbonato di calcio. Titolo minimo: 35% CaO Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Correttivo calcico e magnesiaco. Prodotto di origine naturale contenente come componenti essenziali carbonati di calcio e di magnesio. Titoli minimi: 35% CaO + MgO; 8% MgO Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Corteccia | Corticale |
| Tessuto parenchimatico di riserva più esterno che riveste completamente, proteggendolo, il tessuto vascolare del tronco e della radice (corteccia interna). In alcuni casi, il termine C. è utilizzato per identificare la scorza esterna degli organi legnosi (corteccia esterna). | Relativo alla corteccia. |
Corticicolo | Cosmesi |
| Che si sviluppa nella corteccia. | Complesso di trattamenti cui possono essere sottoposti i frutti in magazzino prima del loro confezionamento al fine di migliorarne la presentazione (es. ceratura, spazzolatura) o la serbevolezza (es. trattamenti con fungistatici). |
Cosmopolita | Cosside |
| Specie che occupa un areale molto esteso su tutta la terra. | Insetto della famiglia omonima appartenente all’ordine dei Lepidotteri, le cui larve vivono di solito entro gallerie scavate nei rami e nel tronco delle piante. |
Costa | Cotiledone |
| Giovane stelo carnoso delle foglie di bietole, cardi, rabarbaro etc. | Foglia primordiale, con funzione trofica, presente nel seme vicino all’embrione. È una fogliolina preesistente nel seme ed emessa durante la germinazione che svolge prevalentemente funzione nutrizionale e di riserva. La presenza di uno o due cotiledoni nel seme è la caratteristica distintiva delle piante Monocotiledoni (nelle quali svolge funzioni di assorbimento di elementi nutritivi) e Dicotiledoni (nelle quali ha funzioni di riserva). |
COV | Cover crops |
| Sono tutti i composti organici diversi dal metano che, rilasciati in atmosfera, possono rimanervi sufficientemente a lungo da partecipare a reazioni fotochimiche e sono quindi causa dell’inquinamento fotochimico e dell’aumento dell’ozono troposferico. | Colture intercalari coltivate per numerosi scopi: intercettazione dei nitrati durante i periodi invernali, funzione antierosiva, mantenimento del tenore di sostanza organica dei suoli, aumento della portanza dei suoli, ecc. |
Covettore | Coxa |
| Prodotto (polvere idrosolubile o idrosospensibile, olio) indicato per diluire preventivamente principi attivi che, per la loro natura, non possono essere diluiti direttamente nel vettore liquido (in genere l’acqua), ma solo dopo tale diluizione. | Segmento della zampa connesso al torace. |
CPA | CPV |
| Concentrazione Proporzionale all’Avanzamento. Riferita al regolatore di portata indica un’apparecchiatura in grado di variare la concentrazione della miscela in modo proporzionale alla velocità di avanzamento del mezzo, così da mantenere costante la quantità di principio attivo erogata per metro quadrato e per ettaro. | Cytoplasmatic Polyhedrosis Virus. Virus della Poliedrosi Citoplasmica. |
Crazy top | Cremaster |
| Sintomi causati nelle infiorescenze del mais da funghi della famiglia delle peronosporacee; comprendono contorcimento, proliferazione, deformazioni varie della parte superiore delle piante colpite. | Complesso di spine e/o setole disposte all’estremità caudale della crisalide, avente la funzione di facilitare l’aggancio di questa alle pareti interne del bozzolo. Può essere più o meno prominente, finanche tubercoliforme, di aspetto liscio o rugoso. Le spine (e/o setole) che entrano a far parte della sua struttura possono essere tra loro parallele, convergenti o divergenti; bastoncellari, diritte, ricurve, lirate, uncinate, ecc. in base alla loro forma particolare. |
Crenata | Crenato |
| Lamina fogliare il cui margine è provvisto di denti arrotondati | Margine di struttura, foglia o fusto, che presenta dentellature più o meno profonde. |
Crenato dentato | Crescita vegetativa |
| Margine provvisto di denti arrotondati e perpendicolari ad esso. | Sviluppo delle foglie e dei fusti in contrapposizione a quello dei fiori o dei frutti. |
Crespo | Crestato |
| Pieghettatura, increspamento. Dicesi foglia C. la lamina fogliare a superficie increspata come quelle di Brassica oleracea crispa, di Lactuca sativa crispa e di Malva crispa. | Organo con dentellature irregolari; forme vegetali con sviluppo anomalo, che possono presentare parti a forma di cresta. |
Criptocecidio | Criptofagide |
| Piccolo cecidio o galla. Anormale ingrossamento o escrescenza localizzata, sovente più o meno sferica, prodotta dalle piante a causa di attacchi da parte di funghi, batteri, insetti, acari o altri agenti. | Famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri. |
Criptogamica | Criptonervia |
| Pianta a nozze nascoste, con organi di riproduzione non appariscenti come nei fiori delle Fanerogame. | Foglia con nervature non visibili (es. alcune Crassulaceae). |
Crisalide | Crisalide anoica |
| Stato di sviluppo dei Lepidotteri che si interpone tra quello di larva e quello di adulto e durante il quale si compie la metamorfosi. | Crisalide sprovvista di bozzolo. Può essere indicata come ‘suspense’ se appesa a capo in giù, fissata col solo cremaster al supporto, come succinta (o cingulate) se, oltre che fissata al cremaster, ha il corpo bloccato da un cordoncino di seta all’altezza del torace. |
Crisalide evoica | Crisalidi |
| Crisalide difesa da un bozzolo. | Concime organico azotato. Crisalidi di baco da seta sgrassate. Titolo minimo: 5% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Crisi di trapianto | Crisomelide |
| Fase di adattamento delle piante che segue il trapianto, l’operazione consistente nel cambiare dimora ad una pianta. | Insetto della omonima famiglia (ordine dei Coleotteri) con adulti di forma globosa, con elitre dai colori vivaci e con larve tozze e carnose. |
Crisopide | Cristallo parasporale |
| Insetto della omonima famiglia (ordine dei Neurotteri) con adulti dalle ali membranose, trasparenti e reticolate che depongono uova all’estremità di un lungo e sottile peduncolo e con larve predatrici di afidi. | Molecola proteica cristallina presente all’interno di alcune specie di batteri (es. Bacillus thuringiensis) e spesso dotata di attività insetticida. |
Crithmo-Limonietum | Crittogama |
| Formazione vegetale alofila con distribuzione mediterraneo-atlantica tipica di ambienti costieri rupestri e appartenenti alla formazione più ampia Crithmo-Staticeta. In essa dominano le specie Crithmum maritimum, Limonium sp., Lotus cytisoides, Piantago macrorrhiza, Anthemis secundinaria, Catapodium marinum | Termine introdotto da Linneo per indicare i vegetali in cui gli organi per la riproduzione sono poco evidenti, in contrapposizione alle piante dotate di organi per la riproduzione evidenti (es. fiori) definite Fanerogame. Secondo la classificazione linneiana, sono C. tutti i vegetali inferiori (es: alghe, funghi, licheni, briofite e pteridofite). |
Crodatura | Cromosoma |
| Caduta precoce delle cariossidi (es. in Oryza sativa var. silvatica). | Corpicciolo presente nel nucleo delle cellule, nel quale sono localizzati i geni. |
Cromotropico | Cronico |
| In grado di esercitare un potere attrattivo attraverso il colore. | Sintomo che si sviluppa lentamente, che dura a lungo o che ricompare e con il quale la pianta può convivere per più anni. |
Crosta | Crotonilidendiurea |
| Strato di terra dura sotto la superficie del terreno. | Concime semplice azotato (CE). Prodotto ottenuto per reazione dell’urea con l’aldeide crotonica. Composto monomerico. Titolo minimo: 28% N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003) |
Cry | CS |
| Abbreviazione di Crystal protein, indica un gene presente nel Bacillus il quale contiene le informazioni per la sintesi di una particolare proteina cristallina dotata di efficacia insetticida. | Capsule suspension. Sospensione acquosa di capsule (microcapsule), fluido microincapsulato, (ME, MS) |
Cucuide | Cuffia radicale |
| Famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri. | Protezione dell’apice radicale costituito da cellule parenchimatiche compatte. In genere: massa di tessuto protettivo, a modo di cuffia, all’apice della radice. |
Culmo | Culmo d’accestimento |
| Tipo di fusto a nodi molto evidenti ed ingrossati, generalmente cavo negli internodi, comune a molte monocotiledoni (es. Graminacee). | Culmo (germoglio, fusto) che deriva da una gemma del colletto. |
Cultivar (Cv) | Cuneato |
| Entità tassonomica costituita da piante coltivate ottenute dall’uomo per selezione o miglioramento genetico, spesso moltiplicate per via agamica. Sono contraddistinte da caratteri morfologici, biologici o agronomici comuni e originate o mantenute solo in coltivazione. Questo termine sostituisce quelli di razza e di varietà, dall’inglese culti(vated) var(iety). | A forma di cuneo. |
Cuoiattoli | Cuoio torrefatto |
| Concime organico azotato. Ritagli di cuoio trattati con acido solforico ed essiccati. Titolo minimo: 5% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) | Concime organico azotato. Ritagli di cuoio torrefatti. Titolo minimo: 5% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006) |
Cuoioso | Cuoriforme |
| Di consistenza analoga al cuoio | Dicesi di foglie a forma di cuore |
Cupolifera | Cuprico |
| Fagaceae così denominata per la costante presenza della cupola nel frutto. (es. Quercus) | Anticrittogamico a base di rame (es. ossicloruro, solfato di rame, ecc). |
Cupula | Curculionide |
| Struttura che avvolge in parte o per intero alcuni semi di Angiosperme (es. ghiande). | Famiglia appartenente all’ordine dei Coleotteri con insetti con cranio molto prolungato (rostro) all’estremità del quale è posto l’apparato boccale di tipo masticatorio. |
Curva di volo | Curvatura |
| Diagramma che rappresenta quantitativamente la presenza di adulti di una specie di insetto nell’arco di una stagione. | Operazione che consiste nel piegare una parte del ramo facendogli assumere una forma ad arco per favorire l’emissione di germogli sulla curvatura stessa |
Cuspidato | Cuticola |
| Terminante con una punta acuta. | In botanica è lo strato protettivo della parete a contatto con l’ambiente esterno delle cellule epidermiche. Particolarmente sviluppata sugli organi aerei delle piante, è costituita dall’accumulo di cutina e cere che formano uno strato impermeabile. Ha funzioni protettive contro l’eccessiva perdita di acqua ed anche contro eventuali attacchi parassitari ed è particolarmente evidente nelle piante dei climi caldi e secchi. In entomologia è la parte più esterna del tegumento degli insetti |
Cutina | Cytoplasmatic polyhedrosis virus |
| Sostanza cerosa costituente della cuticola | Cytoplasmatic Polyhedrosis Virus. Virus della Poliedrosi Citoplasmica. |
